Osimo sotterranea

Da ragazzo, sono capitato qualche volta a Osimo: ho passeggiato per le sue vie, ho ammirato le sue porte e le sue chiese, tra cui san Filippo, precettorie templare, ho riso al loro soprannome di senzatesta, dovuta al gran numero di senzatesta… Ebbene, il fatto è dovuto ad una serie di statue acefale di epoca romana ritrovate in città durante i secoli, ora custodite nel locale lapidario.

Però, ignoravo che esistesse, come a Camerano, una città parallela, che si estende sotto la superficie: come in altri casi, gli ipogei venivano dati per scontati e utilizzati come cantine, finché, durante l’emergenza dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, alcuni abitanti si accorsero come molti comunicassero tra loro e fossero articolati su più livelli di profondità, da 5 a 15 metri sotto il livello stradale e raccordati da pozzi circolari, che potevano comunicare anche con l’esterno e da cui giungeva una minima illuminazione e ricambio d’aria.

Pozzi che si trovano soprattutto nei cortili di palazzi e conventi, permettendo sia l’accesso alle grotte, sia alla falda freatica. Sorpresa ancora maggiore ebbero i visitatori casuali, quando si accorsero come alcune delle gallerie fossero decorate con sculture di ogni tipo.

Negli anni, il comune di Osimo ha commissionato una serie di mappature di questa città sotterranea: allo stato attuale sono state censite 88 grotte per una lunghezza complessiva di più di 9 chilometri. A queste si devono aggiungere altri cunicoli che paiono appartenere ad un’epoca più antica. Sono stati contati oltre cento pozzi circolari, del diametro medio di 90 centimetri, mentre l’altezza media delle grotte è di 2,5 metri e un’apertura media di 1,40 m.

Il tutto scavato nell’arenaria, che in fondo non è nulla più che sabbia compatta, assai facile da lavorare. Inizialmente, il tutto nacque per scopi puramente utilitaristiche, cantine o poco più, per poi essere progressivamente sacralizzate nel Medioevo e infine, nel Settecento e Ottocento, alcune furono utilizzate come luogo di riunione per la Massoneria e la Carboneria.

Quali sono gli ipogei più interessanti? Il più semplice da visitare è senza dubbio il cosiddetto Cantinone, con ingresso in via di Fonte Magna sotto il Mercato coperto, attrezzate come rifugio antiaereo nel 1944, mentre in superficie un tempo sorgeva la chiesa di S. Maria Maddalena che nel 1234 venne sostituita da una chiesa in forme romanico-gotiche dedicata a S.Francesco (l’attuale chiesa è dedicata invece a S.Giuseppe da Copertino). Data la presenza di sculture di frati in atteggiamento contemplativo e di altri soggetti religiosi, come san Francesco che riceve le stimmate, è possibile che fosse utilizzato come eremo per la preghiera.

Altro ipogeo visitabile è quello delle grotte di Piazza Dante, in cui si accede scendendo nelle vecchie cantine dell’elegante Palazzo Fregonara-Gallo, dietro le botti impolverate. Disposte su due livelli di profondità, a 10, 5 metri dalla piazza da cui prendono il nome, queste grotte appaiono di fattura più recente rispetto a quelle del Cantinone, ma, a differenza di questo, sono decorate da altorilievi di carattere esoterico, inquadrabili tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo. Nei palazzi sovrastanti affacciati sulla piazza, hanno vissuto personaggi storicamente legati alla carboneria e affiliati a logge massoniche, come il Conte Cesare Gallo.

Nelle vicinanze, sotto palazzo Campana, vi è un altro ipogeo, dalle pareti decorate con rilievi che rappresentano guerrieri, divinità e scene mitologiche, che sono tratte dall’opera di Cesare Ripa (Perugia,1560 –Roma 1622) Nuova Iconologia nella quale vengono descritte e illustrate le personificazioni di virtù e vizi sulla base di particolareggiate ricerche e rinvenimenti storici e documentari.

Per la datazione di tali decorazioni deve essere successiva alla prima metà del Seicento: dato che molte di tali motivi appaiono anche nelle facciate di tanti palazzi di Osimo è probabile che il luogo non fosse nulla più che una sorta di laboratorio-scuola di scultura.

L’ipogeo successivo si sviluppa sotto Palazzo Simonetti, una potente famiglia di Jesi cacciata dai Malatesta nel XV secolo e quindi trasferita prima a Cingoli e poi ad Osimo, che, tramite una serie di matrimoni divennero possidenti di numerose terre. Il Palazzo risale al XVIII secolo e presenta una elegante facciata di finestre sormontate da timpani di stucco e un portale d’ingresso con balconcino. Questo palazzo fu eretto nel XII secolo dalla famiglia guelfa dei Sinibaldi, che ebbe quattro capitani dell’Ordine degli Ospitalieri. Data la presenza di numerose loro croci, poteva costituire un luogo di preghiera, meditazione e riunione: dato che molti Simonetti divennero massoni, è possibile che il luogo possa essere diventato successivamente sede di una loggia.

Sempre legato agli ordini religiosi cavallereschi e con funzione analoga al precedente è l’Ipogeo di Palazzo Riccioni, una volta sede di una domus templare: si accede alla grotta percorrendo un cunicolo che sfocia in una grande sala. All’ingresso si incontra una croce con otto braccia detta anche croce di San Giovanni e adottata dai Cavalieri dell’Ordine di Malta. La sala ha pianta a stella con 5 punte, a conclusione di queste ci sono altrettanti “sedili” scavati nell’arenaria che, molto probabilmente, venivano utilizzati per le riunioni dei membri dell’ordine.

I sotterranei di Casa Polidori invece custodiscono i resti di una vasca romana, probabilmente legato al collegium dei Centonariorum, l’equivalente dei moderni ‘pompieri’ che avevano lo scopo di sedare gli incendi.

Infine, vi sono le grotte Buglioni, che si aprono su via Pompeiana, alla profondità di 9 metri, in cui la presenza del monogramma cristologico IHS, fa pensare a un luogo di preghiera di qualche ordine religioso…

2 pensieri su “Osimo sotterranea

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