Trump, Iran e Teoria dei Giochi

Trump

In questi giorni, leggo spesso dei post in cui si accusa Trump di miopia strategica, specie nel relazionarsi con l’Iran, e di ragionare con la pancia, invece che con il cervello. In realtà, benché sia contestabile e discutibile, il Presidente USA una sua visione strategica, anche sottile, ce l’ha: ora, la sua modalità comunicativa eterodossa e sopra le righe, voluta e costruita, permette di nasconderla molto bene, spiazzando la controparte, che tende regolarmente a sottovalutarlo.

Trump, data la sue esperienza “manageriale”, se nella campagna elettorale ha compreso in pieno i vantaggi che i Big Data e l’uso spinto dell’IA gli davano sugli avversari, in politica estera sta invece applicando in maniera assai spinta la Teoria dei Giochi.

Nel caso specifico dell’Iran, il primo assunto di Trump è quello che il gioco sia asimmetrico, ossia sbilanciato a favore degli USA, che hanno sia più risorse, sia maggiore possibilità di infliggere danni gravi all’altro giocatore, ossia Teheran.

Abbiamo quindi quattro differenti scenari operativo

  1. Escalation con una serie di attacchi iraniani e rappresaglie USA, descrivibile dalla funzione Payload F(n,n) che per l’assimetria detta prima, ha valori differenti a seconda dei giocatori. Per Trump, dato che migliora la sua immagine interna mostrandosi un Presidente deciso, distrae l’opinione pubblica americani dai suoi problemi, può mettere definitivamente in crisi la traballante economia dell’altro giocatore e, con l’aumento del petrolio, creare grattacapi al potenziale rivale geopolitico, Pechino, F(n,n) vale 3. Per Teheran, che si becca una serie di bombardamenti e di eliminazioni mirate, ha il vantaggio di mostrare ai suoi alleati e cittadini di sapete mantenere la schiena dritta davanti al grande Satana americano, F(n,n) vale 1
  2. USA che propone la trattativa, con l’Iran che rifiuta e organizza attacchi. Per Trump, i danni di un attacco iraniano sono limitati e può avere la solidarietà nazionale e internazionale, in attesa della successiva e pesante rappresaglia F(n,p) vale 2. Per Teheran, che infligge danni all’altro giocatore e sia tra i cittadini e gli alleati può presentarsi come vendicatrice del buon Qassem Soleimani, pagando però lo scotto di essere additata a canaglia e soggetta a ulteriori e pesanti rappresaglie, F(n,p) vale sempre 2
  3. Iran si mostra disponibile alla trattativa, mentre gli USA se fregano altamente, bombardando a iosa Teheren e facendo fuori per sport capi militari e ayatollah. I Payload di F(p,n) sono analoghi a quelli di F(n,n) con Trump che si farà una ragione delle accuse di imperialismo e Teheran che si può spacciare come povera vittima degi USA
  4. Trattativa conclusa con un onesto compromesso, che permette di stabilizzare Iraq, Siria e Libano e che mette fine ai casini provocati dalle precedenti amministrazioni USA. Entrambi i giocatori ottengono grandi vantaggi, con F(p,p) pari per tutti e due a 4

Il secondo assunto di Trump è che per entrambi i giocatori, trattativa o escalation siano indifferenti: cosa che rende la scelta equiprobabile.

Di conseguenza, dal suo punto di vista, calcoliamo le relative utilità attese

USA

Escalation 0,5 F(n,n) + 0,5 F(p,n)= 0,5 * 3 + 0,5 * 3 = 3

Trattativa 0,5 F(n,p) + 0,5 F(p,p)= 0,5 *2 + 0,5 * 4 = 3

Iran

Escalation 0,5 F(n,n) + 0,5 F(n,p) = 0,5 * 1 + 0,5 * 2 = 1,5

Trattativa 0,5 F(p,n) + 0,5 F(p,p) = 0,5 * 1 + 0,5 * 4 = 2,5

Di conseguenza, qualunque sia la scelta dell’Ira, gli USA hanno la massima utilità attesa, superiore a quella dell’altro giocatore, per cui ci guadagnano sempre; Teheran ha invece la massima utilità attesa solo nel caso decida di sedersi al tavolo delle trattative.

Ora, quale è il baco del ragionamento di Trump ? Il solito della teoria dei giochi, ossia dell’asimmetria informatica e della razionalità limitata, che ci porta presupporre che l’altro giocatore abbia la nostra stessa percezione delle perdite e guadagni… Ciò può non essere a priori valido, portando quindi a un equilibrio di Nash diverso dall’ottimo di Pareto…

Un pensiero su “Trump, Iran e Teoria dei Giochi

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