Lettera di Millawata

Sino a qualche tempo fa, le fasi finali dello scontro tra Ittiti e Achei si ritenevano descritte nella cosiddetta Lettera di Millawata, inviata da un imperatore Ittita ad un sovrano suo vassallo dell’ovest anatolico; è così chiamata perché tra gli argomenti che tratta vi è la definizione dei nuovi confini dello stato di Millawata/Mileto. Il testo, redatto in lingua luvia/ittita, è stato molto probabilmente scritto da Tudhaliya IV, figlio di Hattusili, terz’ultimo sovrano dell’impero Ittita, in carica dal 1237 a.C. al 1209; quanto al destinatario si è a lungo speculato, ritenendo da subito che potesse essere un re di Mira, stato Arzawa che per secoli è stato vassallo degli Ittiti, e la scelta (in virtù dell’accenno ad una ribellione anti-Ittita perpetrata dal padre del destinatario) era inizialmente caduta su Kupanta-Kurunta; in anni più recenti, invece, a seguito della decifrazione dei Rilievi di Karabel da parte di Hawkins, la preferenza degli studiosi si è orientata su Tarkasnawa, nipote di Kupanta-Kurunta, e sovrano di Mira coevo appunto di Tudhaliya IV.

Tudhaliya IV apre ricordando a Tarkasnawa di essere stato lui a porlo sul trono di Mira, lui che era “un uomo ordinario”; il sovrano ricorda la ribellione del padre Alantalli, precedente re di Mira, che attaccò i territori confinanti Ittiti; così Tudhaliya scese in campo, lo sconfisse e lo rimosse elevando a re vassallo, dietro giuramento di fedeltà, il figlio Tarkasnawa. Agli studiosi ciò pare un implicito richiamo alla fedeltà verso un re vassallo probabilmente fin troppo scalpitante. Apprendiamo anche che Alantalli è deceduto, anche se il testo frammentario non ne chiarisce le circostanze né il tempo.

Al momento, e questo pare lo scopo principale della missiva, un certo Walmu, re dello stato anatolico di Wilusa (la Troia dei Greci), si trova presso Tarkasnawa, dopo essere stato cacciato (non è chiarito da chi) dal proprio trono; Tudhaliya ha così inviato un suo rappresentante, tale Kulana-Ziti, con delle tavolette di legno da lui stesso preparate, che attestano la legittimità delle pretese di Walmu su Wilusa ed esorta Tarkasnawa a inviargli quest’ultimo così che egli possa provvedere a reinstallarlo sul trono, affinché possa tornare ad essere il vassallo militare di entrambi com’era in passato.

Tudhaliya IV ricorda, come testimonianza della propria benevolenza, che i confini dello stato di Millawata (confinante a Sud di Mira) sono stati stabiliti assieme (il passaggio significa verosimilmente che il re Ittita ha consultato il suo vassallo prima di stabilire una demarcazione di confine dei territori a lui assegnati dopo la conquista, evidentemente avvenuta di recente, di Millawata, precedentemente in orbita Ahhiyawa e quindi anti-Ittita), circostanza da cui il documento prende oggi il proprio nome corrente.

Un documento, insomma, che ci forniva un’interessante ricostruzione di quanto avvenuto tra il 1235 e il 1230 a.C. Per prima cosa, probabilmente istigata dai soliti Achei, alla morte di Hattusili, ci fu l’ennesima rivolta dei Luvi e dei Lukka. Il Lugal degli Ahhiyawa, non abbiamo ancora sufficienti elementi per identificarlo con il Wanax delle tavolette in Lineare B, ne approfittò immediatamente, per cacciare il re di Wilusa, la nostra Troia, e sostituirlo con un suo alleato.

Tudhaliya IV, dopo avere domato la rivolta, invece di procedere nel modo tradizionale, ossia cacciare l’intruso da Wilusa e trovare un compromesso con gli Achei, decise di agire in maniera differente: strinse d’assedio e conquistò Millawata, la nostra Mileto, che era il centro degli interessi Ahhiyawa sulla costa anatolica.

Ora, il 1230 a.C. è la data stimata dagli archeologici in cui dovrebbero essere avvenuti i torbidi che distrussero la società palatina del Peloponneso: che l’occupazione ittita di Mileto sia stata la causa del crollo “miceneo”, facendo saltare tutti gli equilibri di quella complessa società, o ne sia stato effetto, con gli Achei troppo in difficoltà a causa della crisi, per aiutare la loro colonia, è stato a lungo dibattuto dagli archeologi.

Dopo avere eliminato il centro di potere Ahhiyawa, Tudhaliya IV, incaricò Tarkasnawa, che aveva sostituito al padre probabilmente coinvolto nella rivolta e alleato degli Achei, di riportare Walmu sul trono di Wilusa: per anni gli studiosi hanno interpretato questo gesto come un segno di debolezza da parte degli Ittiti, quando poi l’indirect rules era una prassi consolidata di quel popolo.

Anche perchè Tudhaliya aveva problemi ben più grandi che impelagarsi nelle infinite faide dell’Anatolia: durante il regno di Mursili III gli Ittiti avevano perduto parte dello stato vassallo e assai ricco del Mitanni/Hanigalbat per mano degli aggressivi Assiri, da decenni in costante ascesa e giunti ormai a minacciare le due superpotenze dell’era, Ittiti ed Egizi. Dopo pochi anni dall’insediamento di Tudhaliya, ascese al trono mesopotamico Tukulti-Ninurta (1233), con il quale il sovrano ittita provò a intrattenere rapporti migliori dei precedenti sovrani; ma le mire espansionistiche assire furono chiare quando il neo-sovrano (1228 ca.) invase la ricca zona mineraria di Nihriya, nominalmente indipendente ma in realtà vicinissima per influenza politica e collocazione geografica al cuore del regno ittita. Tudhaliya allora rispose militarmente, convinto di poter contare sull’appoggio dei vassalli siriani e dei principati dell’area occupata, che invece non arrivò; lasciato da solo, l’esercito ittita andò incontro ad una cocente sconfitta a Nihriya, sotto il profilo del prestigio internazionale, enfatizzata oltre ogni limite dal sovrano assiro.

Per fortuna degli Ittiti, gli Assiri, invece di approfittare della vittoria per strappare loro la ricchissima Siria, decisero invece di invadere la Babilonia, impresa militare dispendiosa sia sotto il profilo economico che umano, il cui fallimento scatenò una guerra civile tra di loro. Così Tudhaliya ne approfittò per imporre agli Assiri un trattato molto favorevole ad Hattusa.

Però, la sconfitta provocò una nuova ondata di caos in Anatolia… A quanto pare, l’indomabile Mursili III, sempre voglioso di riprendersi il trono rubato da Hattusili, padre di Tudhaliya, si era rifugiato, assieme al figlio Hartaparu, presso il fratello Kurunta, che svolgeva il ruolo di vicerè ittita a Tarhuntassa. Ora Mursili convinse Kurunta ad appoggiarlo nelle sue prese dinastiche e approfittando della batosta subita contro gli Assiri da Tudhaliya, marciarono entrambi su Hattusa, conquistandola.

Però, come un personaggio di una tragedia elisabettiana, Mursili morì di morte naturale subito dopo la presa della città, tanto che fu Kurunta a proclamarsi imperatore: solo dopo un’aspra e sanguinosa campagna, Tudhaliya riconquistò Hattusa, ma fu sconfitto nel tentativo di imporre il suo potere su Tarhuntassa, che proclamò la sua secessione.

In una tavoletta ittita recentemente decifrata, datata intorno al 1210, ha però mutato la precedente interpretazione dei fatti. Nel documento sono elencati gli alleati del ribelle Kurunta: si citano anche Sipa-Ziti (generale di Mursili III nella guerra civile persa contro Hattusili), Talmi-Teshub (viceré di Carchemish nella parte finale del XIII secolo a.C. e imparentato con la famiglia reale ittita), il “re di Ahhiyawa”, vent’anni dopo la presunta distruzione del regno achei.

Per cui, i torbidi del 1230 nel Peloponneso potrebbero non essere coincisi con la caduta della civiltà micenea, ma con un sanguinoso cambio di dinastia. Il nuovo clan reale, con sede forse a Tirinto o ad Atene, approfittando di una fase di relativo boom economico, riprese la tradizionale politica anatolica degli Achei, provocando la spaccatura dello stato ittita…

Di conseguenza, il collasso miceneo deve essere essere avvenuto, non per invasioni, ma per crisi economica e carestie, intorno al 1190, costituendo un nuovo indizio a favore della provenienza egeo anatolica dei Popoli del Mare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...