La tomba di Seti I

Affreschi di KV17

Il vecchio faraone Horemheb, il generale asceso al trono, era stato un nobile senza legami di parentela con la famiglia reale e, partendo dall’esercito, si era fatto strada nella corte come consigliere di Tutankhamon e del suo successore, il vecchio Ay: non avendo figli, decise di scegliere come successore un altro esponente della classe militare, Paramesse.

Questo apparteneva famiglia della aristocrazia guerriera oriunda del delta del Nilo, probabilmente della città di Avaris, l’antica capitale degli invasori hyksos e centro del culto di Seth, che si era fatta strada sia nella burocrazia, sia nell’esercito. Era figlio di un comandante di nome Seti, capo degli arcieri. Suo zio, l’ufficiale Khaemuaset, era marito di Tamuadjesi, una parente del viceré di Kush e donna a capo dell’harem di Amon.

Lo stesso Paramesse ricoprì parecchie cariche prestigiose quali: Comandante delle truppe, Capo degli arcieri, Capo dei carri di Sua Maestà, Soprintendente della cavalleria, Capo delle fortezze di Sua Maestà, Soprintendente delle Bocche del Nilo, Scudiero di Sua Maestà, Scriba reale, Capo dei giudici, Luogotenente del Re dell’Alto e Basso Egitto, Messaggero del Re per tutti i Paesi stranieri.

Alla sua accessione al trono, Ramses assunse il nome regale mn-pḥty-r‘, traslitterato Menpehtira, che significa Ra è durevole di forza. È comunque conosciuto con il suo nome di nascita, Ramses (r‘-ms-sw), traducibile come Ra Lo ha generato. Nomi che indicano una precisa scelta politica religiosa: nelle generazione precedenti, l’Egitto era stato sconquassato dallo scontro tra l’avido e ambizioso clero di Amon, il dio protettore di Tebe e la dinastia regnante, che appoggiava una riforma religiosa, incentrata sul culto del dio del disco solare Aton.

Paramesse propose una terza via, rilanciare le divinità tradizionale del Delta, a cui la sua famiglia era alquanto devota. Strategia perseguita anche dal figlio e successore Seti I, il cui noem è traducibile come Uomo di Seth, per porsi sotto la protezione di tale dio. Come ogni faraone, Seti aveva numerosi nomi. Al momento della ascesa al trono assunse il nome regale Menmaatra (mn-m3‘t-r‘), che significa Stabile è la Giustizia di Ra. È comunemente noto con il suo nome di nascita, Seti, che per esteso era Seti-Merenptah (sty mry-n-ptḥ), traducibile come Uomo di Seth-amato da Ptah. Tutte divinità tradizionali, altrettante alternative ad Amon, di Aton.

Seti I inaugurò una politica, basata sul rafforzamento del potere militare, sulla difesa delle preminenza egiziana nella Siria meridionale e sul culto della personalità, che sarà portata all’eccesso dal figlio Ramses II.

Nel suo primo anno di regno, Seti guidò le sue truppe lungo la cosiddetta via di Horus, la strada militare che partiva dalla fortezza egizia di Tjaru, nell’estremità nord-orientale del delta del Nilo, e terminava in Palestina, nell’odierna Striscia di Gaza; la strada era costellata di fortezze e pozzi, che figurano dettagliatamente nelle rappresentazioni belliche del tempio di Karnak. Marciando attraverso il Sinai, l’armata combatté contro i beduini locali, chiamati Shasu, che avendo come dio tribale Yhw, ad alcuni studiosi ha fatto balenare l’ipotesi che si trattasse degli antenati del popolo ebraico

Nella regione di Canaan, Seti I ricevette i tributi di alcune Città-Stato che ebbe modo di visitare. Altre, come Beit She’an e Yenoam, dovettero essere assediate e furono espugnate con facilità. Mentre esistono rappresentazioni della presa di Yenoam, non risultano immagini simili per Beit She’an, poiché il faraone non vi partecipò, preferendo inviare una divisione. La spedizione del 1º anno di regno si spinse poi fino al Libano, dove il re ricevette l’atto di sottomissione dei sovrani locali che furono costretti a donargli, come tributo, molto pregiato legname di cedro.

In un momento imprecisato del suo regno, Seti I sconfisse di alcune tribù libiche – Tehenu, Libu, Mashuash – che avevano invaso il confine occidentale dell’Egitto. Infine, resosi conto della difficoltà logistica di mantenere il possesso della città siriana di Qadeš e del vicino regno di Amurru, si rassegnò, a differenza dei predecessori a stringere un accordo con il re Muwatalli II; il faraone, in cambio della pace, accettava che tali località fossero parte della sfera d’influenza ittita. Cosa che non fu accettata dal figlio Ramses II, cosa che gli fece subire una grossa sconfitta proprio a Qadeš.

L’attività di costruttore di Seti I fu poi notevole, tra le opere più importanti: il completamento della sala ipostila di Karnak ed il suo tempio funerario ad Abido dove fece realizzare un rilievo in cui egli stesso compare mentre compie un omaggio nei confronti di 76 suoi predecessori; è questa la famosa “Lista reale di Abido” che inizia da Narmer ed una delle fonti di maggior importanza per la cronologia dei sovrani egizi. Promosse la realizzazione di obelischi in onore di Ra per abbellire il tempio di Eliopoli, di cui resta l’obelisco flaminio, che sarà completato dal figlio Ramses II e poi trasportato a Roma da Augusto.

Paradossalmente, uno dei suoi monumenti più noti è la KV17, la sua straordinaria tomba nella valle dei Re, che fu scoperta da quel grandioso personaggio che era Belzoni. Nel settembre 1817, il padovano aveva già scoperto, al servizio del console Salt, tomba di Ramesse I. Invece di tornarsene ad Alessandria, appagato dal successo, Belzoni aveva continuato a scavare.

Il 17 settembre gli operai avevano asportato altri tre metri di ciottoli e ghiaia quando, verso sera, si imbatterono con grande sorpresa in un blocco di roccia compatta che sembrava l’architrave di una porta. L’indomani mattina, il 18 ottobre, in quello che Belzoni definì «il giorno più bello della mia vita», gli scavi misero alla luce l’ingresso di una tomba.

Dopo aver praticato un pertugio e averlo allargato in modo tale da permettere il passaggio alla sua colossale figura, Belzoni, brandendo una fiaccola, penetrò all’interno dell’ipogeo trovandosi all’interno di un lungo corridoio che, con il soffitto decorato da immagini di un avvoltoio con le ali spiegate in segno di protezione, scendeva nel cuore della montagna tebana. Aveva scoperto l’unica tomba della Valle in cui tutte le pareti, dei corridoi e delle camere, erano ricoperte di decorazioni e che presenta il panorama completo dei testi religiosi connessi al culto dei defunti.

Le Litanie di Ra, unite a capitoli dell’Amduat, a ricordo della devozione della sua famiglia appaiono sulle pareti dell’ingresso e del primo corridoio e non solo nella camera funeraria. Nel secondo corridoio proseguono testi delle Litanie e dell’Amduat. Il pozzo, come in altre tombe, presenta dipinti parietali del re Seti I in presenza di alcune divinità.

Nella prima camera con quattro pilastri, subito oltre il pozzo, sono rappresentati capitoli del Libro delle Porte e si trova una cappella dedicata ad Osiride. Su una parete la descrizione della Quinta ora del Libro delle Porte in cui in lunghissimo serpente attraversa personaggi rivestiti di bianco identificabili come mummie resuscitate; su un’altra la barca di Ra nella sua navigazione notturna.

La camera a due pilastri annessa alla precedente, venne denominata da Belzoni Sala dei disegni poiché le pareti sono ricoperte da disegni, relativi ancora all’Amduat, non portati a compimento. Sono rappresentate le ore Nona, Decima e Undicesima dell’Amduat ed il re Seti I in presenza di Ra-Horakhti. Nel terzo corridoio, che dalla camera a quattro pilastri porta verso la camera funeraria, sono rappresentate scene della Cerimonia di apertura della bocca e degli occhi; scene che proseguono nel passaggio successivo. L’anticamera è decorata con scene di divinità.

Nella camera funeraria, il soffitto a volta, di un blu intenso, è decorato con la riproduzione del cielo, degli astri e delle maggiori costellazioni. È questa, peraltro, l’unica decorazione della tomba non realizzata in bassorilievo. Alle pareti, capitoli del Libro delle Porte e dell’Amduat, nonché varie rappresentazioni di divinità tra cui: Nephtys, tra i cartigli reali, che distende le sue ali a protezione del defunto; raffigurazioni relative alla Seconda e Terza ora del libro dell’Amduat che descrivono il viaggio della barca solare nel mondo dell’aldilà; la barca di Ra nel suo percorso notturno nel mondo sotterraneo; Anubi che effettua la cerimonia di apertura della bocca alla presenza di Osiride. Nel piccolo annesso laterale la Quarta ora del Libro delle Porte in cui geni minori alimentano il fuoco dei pozzi ardenti nel quale saranno precipitati i dannati che non supereranno il giudizio degli dei.

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