Parlando di Ucronica con Giampietro Stocco

Come molti sanno, parte della mia produzione letteraria, chiamiamola così, con qualche rara eccezione, è incentrata sull’ucronia, nelle sue diverse declinazioni. Per cui, non potevo che essere entusiasta del fatto che Delos, una tra le principali case editrici della fantascienza e del fantastico in Italia, avesse dedicato a tale genere una collana specifica, Ucronica.

Collana diretta tra l’altro da uno dei decani e massimi esperti dell’ucronia in Italia, lo scrittore e giornalista Giampietro Stocco, autore ad esempio dei romanzi Nero Italiano, in cui si ipotizza che l’Italia fascista non sia entrata in guerra nel 1940 e il regime sia proseguito integro fino al 1975, Nuovo Mondo, con l’America colonizzata da Vichinghi e La Corona Perduta, con un Napoleone ucciso durante la campagna d’Italia del 1796.

Non potevo quindi non fare qualche domanda a Giampietro, per conoscere meglio questo progetto…

Ciao Giampietro, perché Ucronica? Come descriveresti questa collana a un lettore, totalmente ignaro di cosa sia la Storia Alternativa?

Ucronica sarà la casa di una serie di racconti, novelle e anche romanzi che hanno come presupposto il what if, cosa sarebbe successo se. Per non cadere nella banalità che ci accerchia tutte le volte che spieghiamo l’ucronia, immaginate la vostra vita e ripercorretela all’indietro. Se non vi foste laureati, o se lo aveste fatto, se vi foste sposati oppure no. Immaginate tutto ciò che avreste potuto fare e non avete fatto e immaginate di tornare a un punto dove lo fareste. Cosa sareste ora? Come sarebbe cambiata la vostra vita, come quella dei vostri cari? Ci sarebbero ancora? Ci sareste voi? Ecco, girare il senso dell’Ucronia in questo modo forse fa capire meglio le straordinarie potenzialità di questo genere di narrativa fantastica, che dunque non è solo fantafascismo ma molto di più e di diverso. E se magari qualcuno ci inviasse racconti con presupposti ucronici personali e non solo politici, ma letterariamente credibili, potremmo anche inaugurare strade nuove nel genere, chissà?

E’ stato difficile, per Silvio Sosio, convincerti a partecipare al progetto?

Assolutamente no. Anzi, sono molto stimolato e onorato di farlo. Curare una collana che ospiterà tante idee diverse credo sia una ricchezza, un’occasione per crescere anche come autore.

Da scrittore di ucronie a curatore di una collana… Come mai questo cambio di ruolo? Che sfide e difficoltà hai affrontato, nel passare dall’altra parte?

Intanto continuo a essere autore: quest’anno tento l’Urania e pubblico altre mie cose, ucroniche e anche no. Curare una collana come questa è uno stimolo alla fantasia, ci si confronta con altre idee e worldbuilding. Le difficoltà alle volte sono quelle di un qualsiasi editor, rendere tali idee, se buone, più abbordabili al pubblico e smussare qualche angolo di troppo. La sfida complessiva è fare del genere ucronico quel che merita: un luogo di fermento di idee e narrazioni, che non si appiattisca sui soliti luoghi comuni e che mostri magari anche qualche guizzo di imprevedibilità. Dunque, spremete le meningi! 🙂

Al di là del “fantafascismo”, quali sono le peculiarità dell’ucronia italiana? Cosa è cambiato, come stile e tematiche, da quando hai cominciato a dedicarti a questo genere?

E’ cambiato molto. La prima generazione di scrittori ucronici aveva un tema quasi fisso, il fascismo reinterpretato. Io stesso ho cominciato così. Poi ci sono state polarizzazioni politiche sinceramente anche inutili, ma che molto hanno purtroppo contribuito a esaurire il filone e a far venire meno la passione di lettori e autori. L’ucronia invece è un genere vivo e incredibilmente duttile, come dimostra l’originale chiave scelta a suo tempo per esempio da Davide del Popolo Riolo. Auspico nuovi autori ancora più originali e stupefacenti.

L’ucronia è solo un esercizio intellettuale o aiuta a conoscere meglio il nostro presente?

Ovviamente la seconda che hai detto: la storia, e anche la sorella ucronia, ci aiutano molto a capire il nostro presente. Non tanto per i grandissimi temi, ma anche per i medi e per i piccoli: noi tutti siamo delle ucronie ambulanti. Avessimo fatto o detto cose diverse in passato, il nostro presente come sarebbe? Ecco, secondo me si dovrebbe ripartire anche da qui, da questo aspetto psicologico e sociologico della storia alternativa.

Quali sono i programmi futuri di Ucronica ?

Intanto il presente: siamo partiti con una novelletta ucronica classica, L’Oro di Napoli di Donato Altomare, specialista del genere, che ci presenta un’ Unità d’Italia molto diversa da come la conosciamo. Poi andremo avanti con una grande sorpresa editoriale di cui non posso anticipare nulla, se non che sarà a mio avviso un bel botto! Seguiteci, dunque.

Un pensiero su “Parlando di Ucronica con Giampietro Stocco

  1. Pingback: Parlando de “L’oro di Napoli” con Donato Altomare | ilcantooscuro

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