L’ascesa al potere di Dioniso I di Siracusa

L’arrivo a Siracusa dei profughi agrigentini, oltre a uno sproposito di problemi logistici, la polis dall’oggi al domani dovette nutrire e alloggiare circa 50.000 persone prive di tutte, scateno una crisi politica priva di procedenti.

Gli Agrigentini, senza peli sulla lingua, accusarono i generali siracusani di essere una manica di cialtroni perditempo, che gestendo pessimamente la guerra contro i cartaginesi, invece di ottenere una grande vittoria come Himera, che poteva essere a portata di mano, avevano causato una sconfitta che non aveva procedenti nella storia greca.

Del caos che si scatenò, tra polemiche, accuse e moti in piazza, ne avrebbe potuto approfittare Imilcone, marciando su Siracus e mettendo così fine alla guerra: ma l’esercito cartaginese era altrettanto provato di quello greco. Invece, spalancò le porte del potere a un nuovo e pericoloso nemico per Cartagine, Dioniso figlio di Ermocrito, di famiglia benestante ma non nobile di nascita.

Dioniso, benché fosse giovanissimo, era nato nel 430 a.C. era tra i comandanti che sostennero il tentativo di colpo di stato di Ermocrate del 407 a.C. Ma nell’ultimo decisivo scontro rimase gravemente ferito e si diede quasi per scontata la sua morte. Tutti i ribelli, compreso Dionisio, furono processati ed esiliati: come si sia salvato da questo destino, è difficile a dirsi: Diodoro Siculo racconta, ma sembra più una trama da romanzo alessandrino che una storia vera, che il suo padre adottivo, il nobile Eloride, lo avesse fatto travestire da istrione e che avesse passato il tempo, recitando commedie nel teatro di Siracusa, nascosto sotto gli occhi di tutti.

Appena si paventò il pericolo della nuova invasione cartaginese, Dioniso ritornò in auge, distinguendosi come demagogo nell’assemblea cittadina: di fatto il messaggio “è tutta colpa dei ricchi”, che ci hanno messo in questo casino e non vogliono pagarne le spese, ha sempre il suo fascino, presso i poveri cristi.

Per cui, fu nominato Polemarco, generale e spedito a Gela, nella speranza che non combinasse qualche casino per la sua inesperienza: lì cercò da una parte di rafforzare la sua fama di amico della povera gente, dall’altra di rafforzare la scarsa guarnigione cittadina. Per fare questo, impose un contributo straordinario ai ricchi della città, i quali per tutta risposta,organizzarono una congiura per farlo fuori, che fallì miseramente.

Di conseguenza, i ricchi furono condannati a morti e i loro beni divisi tra tutta la popolazione di Gela, cosa che permisi di duplicare lo stipendio dei soldati: cosa che oltre a fargli guadagnare il favore delle masse, gli permise di avere il sostegno dell’esercito, necessario per qualsiasi colpo di stato.

Ad Akragas, tra i generali siracusano, Dioniso fu quello che si comportò meno peggio. In più, per fare le scarpe agli avversari politici, sosteneva a spada tratta le accuse degli agrigentini contro i suoi colleghi.

Per cui, in quei giorni, tra le strade di Siracusa, si sentivano le grida del popolino “Potere a Dioniso, salvatore della patria e padre dei poveri” e supportati dai profughi di Akragas, che non perdevano occasione per scatenare risse e urlare ai quattro venti il suo nome.

I notabili siracusani, nel tentativo di fare le scarpe a Dioniso, che nel frattempo aveva sposato la figlia di Ermocrate, ottenendo così anche l’appoggio della sua fazione, oltre che dei soldati e dei più poveri, lo multarono con una cifra spropositata, per per aver contravvenuto alle regole di combattimento a Gela, ma in suo soccorso giunse il suo amico e alleato Filisto, il futuro storico, la cui famiglia era smodatamente ricca, che pagò la cifra sull’unghia.

Nella successiva, tumultuosa assemblea cittadina, i precedenti Polemarchi, compreso Dafneo, furono cacciati a pedate, e Dioniso nominato generalissimo; gli fu concesso di arruolare mercenari, creando una hetairia ovvero un “esercito privato”, pagati sempre dal solito Filisto, e 1000 guardie del corpo, cosa che faciliterà ulteriormente il suo colpo di stato

Fu così che Diodoro Siculo descrisse lo stratagemma che attuò per avere delle guardie personali:

Dunque dette ordine a tutti gli uomini validi fino ai quaranta anni di portarsi a Leontinoi in assetto di guerra e forniti di provviste per trenta giorni. Quella città era allora una piazzaforte di Siracusa, piena di profughi e di forestieri: Dionisio contava sul fatto che costoro si sarebbero schierati dalla sua parte, desiderosi di un cambiamento politico, e che la maggioranza dei Siracusani non sarebbe venuta a Leontinoi. Ad ogni buon modo acquartierato di notte in campagna, simulò un tentativo di cospirazione ai suoi danni, facendo sollevare clamore e confusione dai suoi domestici; dopodiché si rifugiò sull’acropoli, dove trascorse la notte tenendo fuochi accesi e facendosi raggiungere dai soldati più fidati. Appena giorno, concentrata a Leontinoi la massa popolare, si ingegnò a dimostrare l’ipotesi della congiura, e così persuase la folla ad assegnargli una guardia di seicento soldati, da scegliere secondo la sua discrezione.

Ovviamente, questa inaspettata e rapida ascesa al potere, colpì la fantasia dei suoi contemporanei, dando origine a numerose leggende. Cicerone nel De divinatione, rifacendosi a Filisto, racconta che la madre di Dionisio durante la gravidanza sognò di partorire un piccolo satiro. I Galeoti, celebri indovini degli Iblei, lo interpretarono come un presagio di potenza e fortuna, rispondendole che

il figlio che avrebbe partorito sarebbe diventato l’uomo più illustre della Grecia, accompagnato da fortuna duratura

Valerio Massimo invece racconta come una donna d’Imera di nobile famiglia sognò di salire in cielo, accompagnata da un giovane. Entrata nelle stanze dove risiedevano le divinità, la donna vide la figura di un uomo aitante, biondo, lentigginoso, che era legato con delle catene di ferro ai piedi del trono di Giove. Quando la donna chiese alla guida che l’accompagnava chi fosse quell’uomo, le rispose che

era il cattivo genio della Sicilia e dell’Italia, il quale liberato dalle catene avrebbe causato la rovina di molte città.

Il giorno dopo la donna raccontò pubblicamente il suo sogno, che si avverò

Quando poi la fortuna, gelosa della libertà di Siracusa e decisa a rovinare i suoi virtuosi cittadini, liberò Dionigi dalla prigionia celeste, lo scagliò come un fulmine in mezzo alla pace e alla tranquillità pubblica

Ovviamente, dato il caratteraccio di Dionisio, la donna fece una pessima fine

Sempre Cicerone narra che quando Dionisio non era ancora al comando, un giorno ebbe un incidente a cavallo; non riuscì a riemergere dal fango nel quale lui e l’animale erano finiti, così dopo vari sforzi decise di abbandonarlo. Incamminatosi udì un nitrito e voltandosi vide il proprio cavallo venirgli incontro, vigoroso e circondato da uno sciame d’api sulla criniera. Le api rappresentarono la sua fortuna, infatti, poco tempo dopo incominciò il suo regno. Claudio Eliano aggiunge che quando egli montò a cavallo, le api si affollarono sopra la sua mano; segno che interpretarono come imminente ascesa al potere.

Tiranno di fatto, ma non di nome, Dioniso per prima cosa, dovette risolvere il problema agrigentini, che non gli erano più utili politicamente, e che stavano diventando un oggettivo peso per le casse siracusane. Così, furono trasferiti, con le buone e con le cattive a Leontinoi, dove ebbero case e terreni.

Poi, vi fu la questione guerra: Imilcone sembrava essersi risvegliato dal suo torpore ed era pronto a riprendere di nuovo le armi.

4 pensieri su “L’ascesa al potere di Dioniso I di Siracusa

  1. Pingback: La vittoria di Imilcone su Siracusa | ilcantooscuro

  2. Pingback: Atene contro Siracusa (Parte IX) | ilcantooscuro

  3. Pingback: Atene contro Siracusa (Parte X) | ilcantooscuro

  4. Pingback: I primi passi di Dioniso I | ilcantooscuro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...