La nascita della Svizzera (Parte II)

La vittoria degli svizzeri sugli austriaci nella Battaglia di Morgarten sconvolge gli equilibri regionali. Le città come Lucerna o Zurigo, fino a quel momento tendenzialmente alleate ad altre grandi città come Costanza, vedono nella ribellione un’opportunità di affrancarsi dal dominio delle grandi famiglie, mentre ai vicini territori rurali si apre la prospettiva, entrando a far parte di un’alleanza soggetta solo al diretto (e lontano) potere imperiale, di sottrarsi al dominio signorile e delle città regionali.

Per cui ci fu una sorta di ridistribuzione del potere e delle alleanze a livello locale: ad aprire le danze fu nel 1332 Lucerna, che stava vivendo una tumultuosa crescita economica, a causa della sua posizione strategica per il passaggio delle crescenti attività commerciali dalla rotta del Gottardo, e i cui cittadini ritenevano esagerati i dazi imposti dagli Asburgo. Ciò rendeva possibile ai confederat di navigare liberamente sul Lago dei Quattro Cantoni, da quel momento racchiuso completamente nei territori sotto il loro controllo.

A partire dal 1291 il Consiglio di Zurigo era presieduto in larga maggioranza dai ricchi commercianti locali . Questi trattavano con l’Italia e la Germania, manipolando a loro piacere i prezzi, la valuta e le finanze cittadine, facendo così aumentare il malcontento della popolazione, soprattutto degli artigiani.

Il 7 giugno 1336 gli artigiani, alleatisi con la vecchia nobiltà terriera e militare, rovesciarono il Consiglio cittadino e bandirono o dichiararono ineleggibili gran parte dei consiglieri (quasi esclusivamente appartenenti alle ricche famiglie del patriziato mercantile). In seguito, il capo della rivolta, Rudolf Brun, egli stesso consigliere e di antica famiglia ministeriale, venne eletto dall’assemblea cittadina primo borgomastro di Zurigo e capitano a vita, con il diritto di scegliere quattro nomi tra i quali sarebbe stato scelto alla sua morte il suo successore. Nella riforma varata il 16 luglio 1336 si davano pieni poteri al borgomastro con durata vitalizia, si riconoscevano tredici gilde (corporazioni di artigiani) e si creava la camera dei connestabili (organizzazione nobiliare). Il Consiglio, con poteri esecutivi, veniva aperto pariteticamente alle corporazioni e ai nobili.

Ovviamente, i commercianti non si rassegnarono e chiesero aiuto agli Asburgo, guidati dal duca Alberto II lo sciancato, che era impegnato in un complesso gioco diplomatico per aumentare i suoi domini: sì scatenò così un’escalation militare, che nel 1351 portò alla demolizione del a demolizione del castello di Rapperswil, che era una roccaforte austricaa da parte delle truppe di Rudolf Brun. Per rappresaglia, Alberto II mise sotto assedio Zurigo e Brun, per non fare una pessima fine, si alleò con i confederati.

I confederati reagirono occupando i territori asburgo di Glarona e Zugo. Glarona fu annesso alla Confederazione con il «Bösen Bund» (il cattivo patto), che rendeva il cantone un protettorato della Confederazione e non un membro a pieno titolo. Gli abitanti di Zugo invece chiesero aiuto all’imperatore ma questi rispose che non aveva interesse a difendere la città. Dopo aver tentato di respingere con la forza gli invasori, la città firmò l’alleanza coi confederati nel 1352. Dato che però, Alberto come militare e politico era di gran lunga migliore di Leopoldo II, i confederati cominciarono a vedere i sorci verdi e per evitare guai peggiori dovettero restituire agli Asburgo Zugo e Glarona.

Anche Berna si trovava in una difficile situazione militare. Nel 1339 un’alleanza formata tra gli altri dai ducati di Basilea, Friburgo e Losanna, sempre appoggiata dagli Asburgo, dichiaro guerra alla città. Per tutta risposta, le armate bernesi occuparono la cittadina di Laupen, sotto la guida del generale Rudolf von Erlach. I due eserciti erano composti da circa 6000 uomini ciascuno, comprese le numerose armate di cavalleria degli asburgo, che vennero pesantemente battute dalla fanteria bernese. Però, per evitare ulteriori rappresaglie, i bernesi si allearono con i confederati.

La struttura formatasi viene chiamata Confederazione degli otto cantoni. Va però notato che essa non era molto unita ma si trattava piuttosto di un agglomerato di patti tra diversi partner, ognuno dei quali manteneva una notevole autonomia politica e diplomatica: per evitare l’anarchia, nel 1370, è stipulata dai sei cantoni che controllano il traffico del Gottardo: Zurigo, Lucerna, Zugo, Uri, Svitto e Untervaldo, la cosiddetta “Carta dei Preti”.

Nella Carta dei preti per la prima volta i cantoni si identificarono come unità territoriale, parlando di “nostra Confederazione” (unser Eydgnoschaft). La convenzione prescriveva agli ecclesiastici abitanti nei territori convenzionati di giurare obbedienza all’autorità locale. Fu così proibito loro di rivolgersi a tribunali stranieri o ecclesiastici, fatta eccezione per cause matrimoniali ed ecclesiali. Inoltre fu vietata la faida e i cantoni si impegnarono a mantenere la pace sulla strada da Zurigo al passo del San Gottardo.

La causa immediata per la stipulazione della convenzione fu un fatto accaduto a Zurigo, dove il prevosto della cattedrale (Grossmünster), Bruno Brun, catturò illegalmente lo scoltetto (borgomastro cantonale) di Lucerna Petermann von Gundoldingen. Il prigioniero fu liberato e Brun fu bandito, ma il prelato, al servizio degli Asburgo, si rifiutò di riconoscere la giurisdizione del tribunale secolare di Zurigo e invocò la protezione austriaca.

Nel 1375 i confederati dovettero affrontare un problema alquanto inaspettato, la cosiddetta guerra dei Gugler, mercenari francesi e inglesi, disoccupati durante le fasi di stallo della Guerra dei Cento Anni, chiamati così dai loro elmi a forma di cappuccio (ted. Gugel; lat. cuculla/cucullus). A guidarli era l’avventuriero francese Enguerrand de Coucy, che discendeva dagli Asburgo: suo nonno era Leopoldo I d’Austria

Enguerrand arruolò 22.000 uomini con lo scopo di riprendersi l’eredità spettante alla madre Caterina d’Austria, che in parte gli era stata sottratta da Leopoldo III e Alberto III d’Asburgo, in parte occupata dai confederati. All’inizio di dicembre del 1375 i Gugler calarono dai passi del Giura devastando e incendiando le terre lungo l’Aar e accampandosi nei monasteri e nei loro dintorni: Coucy con la maggior parte delle truppe a Sankt Urban, il capitano Jean de Vienne, originario della Francia meridionale, a Gottstatt e il capitano gallese Owen Lawgoch (Yvain de Galles) a Fraubrunnen.

Da quel momento in poi cominciarono a mettere a ferro e fuoco i territorio svizzeri: benché millantino una serie di vittorie in sconti notturni, i confederati non fecero una brillante figura. A salvarli da una pessima fine furono la loro povertà e un inverno particolarmente rigido, che convinsero i mercenari che forse sarebbe stato meglio taglieggiare i più ricchi territori italiani e francesi. Il 9 luglio 1386 a causa delle ripetute invasioni da parte di Lucerna nella provincia asburgo dell’Entlebuch, il duca Leopoldo III si vide costretto ad un nuovo intervento militare.

Alla fine di giugno, la cavalleria austriaca, probabilmente intenzionata a condurre una guerra di rapina contro Lucerna e le sue campagne, mosse verso Sempach, passando da Zofingen, Willisau (che fu saccheggiato) e Sursee. Il 9 luglio incrociò inaspettatamente sopra Sempach le truppe dei cantoni di Lucerna, Uri, Svitto e Untervaldo – Berna non aveva risposto alla chiamata alle armi – provenienti da Zurigo, e si giunse a una battaglia campale. I confederati, numericamente inferiori e sorpresi in una posizione sfavorevole, dopo le difficoltà iniziali sotto la guida di Petermann von Gundoldingen riuscirono ad annientare l’esercito asburgico.

L’esatto svolgimento della battaglia non è conosciuto; sappiamo che però lo stesso duca fu tra i caduti, il che provocò il collasso del dominio austriaco nell’area. La guerrà, però, terminò nel 1393. Nell’aprile di quell’anno, l’esercito austriaco tentò di riconquistare il cantone di i Glarona, espugnando la muraglia difensiva di Näfels, mentre una seconda colonna, comandata dal conte Hans von Werdenberg-Sargans avanzò provenendo dal Kerenzerberg. I circa 400 Glaronesi non si persero d’animo e, rafforzati da piccoli contingenti provenienti da altri cantoni (Svitto e Uri), abbandonarono le mura e si ritirarono verso il fianco occidentale della valle; qui, favoriti dalla nebbia e dalla neve, si riorganizzarono ed attaccarono l’impreparato esercito asburgico che in quel momento era dedito al saccheggio: Glarona riuscì così a scacciare il nemico, provocando anche numerose vittime (qualche centinaio contro circa 50), molte delle quali annegate nel fiume Maag, per via del crollo di un ponte nei pressi di Weesen. Le truppe asburgiche tentarono in seguito di compiere una controffensiva ed arrivarono fino a Mollis, ma alla fine tornarono in patria.

Nello stesso periodo Zurigo stipulò per conto suo un’alleanza con l’Austria: ciò provocò un colpo di Stato favorito dagli altri confederati e perpetrato con il sostegno del ceto popolare zurighese, il cosiddetto affare Schöno. Il borgomastro filoaustriaco Rudolf Schön fu deposto; le nuove autorità rinunciarono così all’alleanza con gli Asburgo. In cambio di questo avvicinamento, gli altri cantoni si impegnarono ad assumere un comportamento più disciplinato sui campi di battaglia, sia nella condotta delle guerre private che di quelle pubbliche. La convenzione di Sempach proibì ogni atto di violenza tra i confederati. Garantì la sicurezza dei commercianti. Le richieste di aiuto militare dovevano essere giustificate da un intento bellico e presentate dalle autorità responsabili (Consiglio o Landsgemeinde). Nelle spedizioni comuni doveva regnare la pace tra gli eserciti, disertori e predatori venivano processati; il saccheggio era autorizzato solo dopo aver conquistato la vittoria ma risparmiando chiese, conventi e donne; il bottino andava diviso dai capitani. Di fatto, questo segnava la nascita di un esercito comune,

Un pensiero su “La nascita della Svizzera (Parte II)

  1. Pingback: La nascita della Svizzera (Parte III) | ilcantooscuro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...