Jamna

L’idea che gli antenati dei popoli indoeuropei fossero i nomadi della steppa della regione pontico-caspica, che abitavano l’attuale Ucraina, in realtà non è poi così recente, dato che alcuno studiosi tedeschi l’avevano già proposta attorno al 1870: il suo successo, però, presso il grande pubblico, è dovuto ai libri di Marija Gimbutas.Il modello proposto dalla Gimbutas, trascurando la componente ideologica, basata sulla contrapposizione tra una presunta cultura “aborigena” dell’Europa, millenaria e pacifica, con una struttura sociale egualitaria e matrilineare, legata a simbolismi religiosi coniugati al femminile, che in fondo è una delle tante declinazioni del mito del buon selvaggio, e quella gerarchica, patriarcale, bellicosa, di matrice indoeuropea, è in fondo abbastanza semplice.

L’ Urheimat, l’ipotetica patria del popolo che parlava la lingua protoindoeuropea, coincide con la cultura di Srednij Stog, situata precisamente a nord del Mar d’Azov fra i fiumi Dnepr e Don. Uno dei siti più noti associati a questa cultura è Deriïvka, un sito archeologico situato nel villaggio omonimo dell’Oblast’ di Kirovohrad, in Ucraina. Il sito risale al 4500-3500 a.C. circa ed è associato alla cultura di Srednij Stog. Di particolare interesse sono le apparenti evidenze di case recintate. Due cimiteri sono associati al sito, uno del neolitico della cultura del Dnepr-Donec e uno dalla suddetta cultura di Srednij Stog, dell’età del rame. Il sito comprendeva tre abitazioni e sei focolari, ciascuno contenente centinaia di ossa di animali. Di tutte le ossa, circa il 75% apparteneva ad equini, probabilmente sfruttati dagli abitanti solo come alimento di base. Questo sito è noto soprattutto perché i numerosi resti equini presenterebbero remote testimonianze della domesticazione del cavallo, uno degli argomenti utilizzato proprio dalla Gimbutas per identificarli con i nomadi delle steppe antenati degli indoeuropei. Tuttavia le datazioni al radiocarbonio eseguite nel 1997 su una sepoltura con cavallo hanno dimostrato che la sepoltura era intrusiva e databile ad un successivo momento di occupazione rispetto al resto del sito, il cavallo morì infatti intorno al 700-200 a.C.

Per cui, i popoli della cultura di Srednij Stog, invece di andarsene a spasso per la steppa, erano popolazioni stanziali e il cavallo, piuttosto che cavalcarlo, preferivano cucinarlo alla brace. Secondo la Gimbutas, la cultura di Srednij Stog si evolve in quella di cultura di Jamna, che è quasi sicuramente nomade, con un’economia basata sull’allevamento ovino e sull’agricoltura taglia e brucia.La peculiarità della cultura sono le inumazioni nei kurgan (tumuli), delle tombe a fossa con il corpo del morto situato in posizione supina e con le ginocchia piegate. I corpi erano ricoperti di colore ocra. Inoltre avevano l’abitudine di sacrificare animali sulla tomba (bestiame, maiali, pecore, capre e cavalli).Probabilmente, sempre dai ritrovamenti in Ucraina, i popoli Jamna avevano domesticato il cavallo, utilizzato per trainare carri. In più, Il sito sacrificale di Luhansk recentemente scoperto è stato descritto come un santuario collinare dove si praticavano sacrifici umani. I manufatti di metallo (attrezzi, asce, daghe appuntite) erano fatti per lo più di rame, alcuni in bronzo arsenicale. Producevano ceramiche a pettine o cordate, ruvide, dal fondo appiattito e a forma di uovo.Ora, per un motivo x, che a seconda delle paure del periodo in cui è stato scritto un articolo sul tema, era identificato con la sovrappopolazione, epidemie, guerre, carestie e altre disgrazie a piacere, i popoli Jamna sono migrati verso l’Europa, dando origine agli indoeuropei.

Gli studi recenti, però hanno evidenziato come questo modello è forse troppo semplicistico: per prima cosa, l’arrivo degli indoeuropei potrebbe essere articolato in più ondate, avvenute in tempi diversi e origini differenti. Poi la stessa natura della cultura Jamna è assai più complessa di quella prospettata della Jumbas. Le analisi genetiche del loro genoma condotte da Allentoft (2015) e Haak et al. (2015) hanno rivelato che gli Jamna erano un misto di tre popolazioni più antiche. L’elemento dominante viene dai Cacciatori-Raccoglitori Orientali (EHG) mesolitici, comunemente associati con gli aplogruppi del cromosoma Y denominati R1a e R1b, che dovrebbero coincidere con i popoli della cultura di la cultura di Srednij Stog.

La seconda componente è derivata dalle popolazione neolitiche caucasiche, riconducibile alla cultura ‘Shulaveri-Shomu’, di cui ho parlato in occasione della domesticazione della vita: una parte consistente di queste tribù migrò nelle streppe, per sovrapporsi con i popoli di Srednij Stog, introducendo forse l’agricoltura e la lavorazione del rame. Il terzo contributo, ancora più sorprendente, è legato alle popolazione pre indoeuropee tanto amati dalla Gimbutas, discendenti degli ultimi Cro-Magnon. Per cui, oltre alle migrazioni da est a ovest, ci furono anche quelle da ovest a est. Ovviamente, essendo la densità dei Cacciatori Raccoglitori Mesolitica, molto bassa, il loro numero, in questa espansione verso le steppe fu assai ridotto

Per cui, il modello di interazione culturale, linguistica e genetico tra popolazioni è probabilmente assai più complesso di quello ipotizzato dalla Gimbutas. Inoltre, nessuna popolazione europea moderna possiede una composizione genetica simile a quella degli Jamna, per cui è difficile ipotizzare una discendenza diretta, mentre al contrario, vi una maggiore correlazione con le mummie del Tarim, in Cina. Per cui, il gradiente di diffusione di quelle popolazione fu maggiore verso Oriente, che verso Occidente.

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