Loro distruggono, noi costruiamo

noi

Ieri sera, mi è arrivata questa mail, che mi ha strappato un sorriso amaro

Estonian Night” 21.7 – Street Art estone a Roma

Per celebrare il suo 100 ° anniversario e la Presidenza del Consiglio dell´Unione Europea, l´Estonia fa un regalo ad alcune capitali europee.

Edward von Lõngus realizzerà una sua opera in piazza Bologna a Roma, probabilmente per il 21 luglio (si tratta di un artista misterioso che non crea pubblicamente ma di notte).

Le opere di Edward von Lõngus che combinano arte di strada e tecnologia digitale daranno una nuova vita a una serie di personaggi colorati da 100 anni di storia, costruendo un ponte tra il passato ed il presente.A prima vista potranno sembrare degli osservatori stranieri, che sulle strade inviteranno i passanti a conoscerli meglio utilizzando smartphone e tablet. La realtà aumentata (o realtà mediata dall’elaboratore) porterà i personaggi alla vita.

È un nuovo concetto di arte nello spazio pubblico (public space art), che attraverso tecnologie creative e non poco umorismo racconta una storia. Dotati di props dal proprio tempo, i nostri viaggiatori nel tempo sono felici di fare amicizia con i passanti, e forse anche di insegnare alle persone intorno a loro qualcosa di nuovo e bizzarro.

E’ affascinante notare come sia qualcosa di analogo a quello che Le Danze di Piazza Vittorio stiano realizzando all’Esquilino: solo che, ciò che per il governo di Tallin è motivo di vanto, per le paturnie di artisti malmostosi, anche se, visto il loro rapporto conflittuale con la Storia dell’Arte, non si capisce come possano definirsi arbitri assoluti del Bello, e gli intrighi di bassa lega dei 5 Stelle del I Municipio, nel nostro rione viene visto come una vergogna.

Per reagire a ciò, è necessario andare oltre la protesta ed essere propositivi: per prima cosa, se loro vogliono distruggere e cancellare l’Arte, noi vogliamo costruire. Per cui, in Autunno, grazie alla disponibilità delle gallerie e degli artisti che hanno scoperto e apprezzato il progetto Street Attack grazie alla gazzarra grillina, rilanceremo le iniziative di Street Art, riempendo l’Esquilino di colori. Poi lanceremo un’iniziativa politica, per chiedere la tutela di tutta la Street Art del Rione e la sua valorizzazione, tramite le creazione di un museo partecipato e diffuso, come avviene in tanti altri luoghi di Roma e in tante altre città italiane ed europee.

Alla ricerca della vita su Europa, la luna di Giove

Il tredicesimo cavaliere 2.0

europa clipper europa lander vita extraterrestre Europa, una delle quattro lune “medicee” di Giove

Forse le audaci missioni progettate dalla NASA e dirette verso Europa, la luna di Giove, stanno per diventare realtà? Speriamo. Jason Davis della Planetary Society  ha intervistato due scienziati americani che fanno parte dello staff del progetto.

I ricercatori stanno alacremente lavorando  su due missioni separate: la prima, in ordine cronologico di lancio, è destinata a eseguire un certo numero di passaggi a distanza ravvicinata da Europa (flyby), una delle lune di Giove scoperte da Galileo. Poco più piccola della Luna ospita, al di sotto di una crosta di acqua ghiacciata spessa 25 chilometri, un vero e proprio oceano profondo 100 chilometri, contenente il doppio dell’acqua presente sulla Terra. I ricercatori ritengono che l’oceano sia salato e che resti liquido grazie all’ immenso effetto di marea esercitato dal possente Giove.

La seconda consisterà nel trasportare  sulla superficie di Europa un lander  dotato…

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The Shannara Chronicle

 

In queste settimane, mi capita di vedere in televisione The Shannara Chronicles, la serie MTV tratta dai libri fantasy di Terry Brooks.  Alcune mi sono piaciute, altre no… Però debbo dire di essere alquanto perplesso da una critica che leggo spesso sui blog

Hanno tradito lo spirito de Le pietre magiche di Shannara, trasformandolo in un young adult.

La questione è che Brooks, non un genio della scrittura, ma ottimo professionista, magari ce ne fossero così in Italia, pare che l’editor de le Pietre lo abbia obbligato a riscrivere completamente le prime 400 pagine, eliminarne 200 nel mezzo e rimettere mano al finale per ben tre volte e lui invece di strozzarlo, come avrebbe fatto il sottoscritto e parecchi altri suoi colleghi narratori, abbia commentato

Ma alla fine aveva ragione: è così che si impara a scrivere

Alla sua epoca, non faceva nulla più che scrivere fantasy young adult, prendendo dal calderone di trame, ambientazioni e personaggi di tanti autori precedenti, semplificandoli, stereotipandoli e rendendoli adatti a un grande pubblico, di bocca buona e poche preteste… E proprio questo lavoro, ha avvicinato tanti lettori a questo genere, che con il tempo, hanno cominciato anche a leggere altre cose…

Per questo, a differenza di tanti amici, non vedo con il fumo negli occhi la fantascienza young adult…

Per cui MTV, con l’approvazione e la supervisione dello scrittore, non ha fatto null’altro che tradurre l’immaginario young adult degli anni Ottanta in quello attuale…

The Man Without Fear

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Piccola premessa, quello che sto per scrivere non è una recensione, perché, come già detto, sono negato in queste cose…

Per cui, consideratela più una riflessione, senza neppure troppe pretese: durante le mie vacanze, oltre fare a qualche bagnetto, a lottare come un leone a difesa della Street Art dell’Esquilino, mi sedo dedicato alla lettura dei libri di Fabio Carta.

Ora, di Fabio si può dire tutto, ma ha una virtù rara nella campo della narrativa di genere italiana: il coraggio.

Coraggio di immaginare mondi, che vi assicuro, per esperienza personale, assai più ristretta di quella di Fabio, dato che mi limito a raccontare le disavventure di due sfigati a inizio Novecento, è una cosa faticosissima; perché ogni dettaglio non solo deve tornare, ma deve essere coerente con gli altri.

Il coraggio di scrivere in maniera barocca e visionaria, che magari può spiazzare il lettore più pigro e superficiale, ma che è una sfida al nostro impoverimento lessicale e sintattico.

Il coraggio di mutare il proprio stile da quello roboante e pieno di allitterazioni di Arma Infero, che riscrive in chiave postmoderna, tragica e pessimista, l’epopea cavalleresca a quello più lieve e sarcastico di Ambrose...

Che è forse la traduzione in romanzo di un semplice, amaro aforisma di Bierce…

Solitudine, condizione di chi ha il difetto di dire la verità e di essere dotato di buon senso.

Per cui, cui ce ne fossero, Don Chisciotte della scrittura come lui, capaci di sfidare la banalità dell’aurea mediocritas della scrittura in cui ci siamo imprigionati..

 

Salvatore Settis, La piazza che diventa location è morta

Emergenza Cultura

Una nuova barbarie insidia le nostre città: l’etica della location. Imperversa dappertutto, ma colpisce al cuore specialmente la più originale creazione della città italiana, la piazza. Tanto originale, anzi, da avere un ruolo chiave nella ricerca, promossa dall’Istituto Max Planck per la Storia dell’arte e diretta da Alessandro Nova, sul rapporto tra forma della piazza e vita politica delle città. La piazza italiana è l’erede più nobile e più consapevole dell’agorà greca e del foro

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La Mediatrice di Davide Del Popolo Riolo

Mediatrice

È una verità universalmente riconosciuta, che il sottoscritto, come recensore, faccia alquanto schifo: perché è privo di qualsiasi base di critica letteraria, non ha una penna tagliente e affilata, è un uomo di gusti semplici ed essendo un noto e conclamato pigro, spesso non vuole o può scrivere nulla di più un “mi è piaciuto” o “non mi è piaciuto”.

Cosa che ai lettori di fantascienza, che amano essere lisciati e coccolati da pensieri complessi e paroloni, qualcuno direbbe abbindolati, può non andare bene: però, nella vita, a volte, bisogna rispettare degli impegni in sospeso, anche per causa di forza maggiore, da troppo tempo.

E non avendo voglio oggi di litigare con il prossimo, mi dedico a mantenerne uno, parlando del romanzo breve La mediatrice, scritto da Davide Del Popolo Riolo e pubblicato da Delos Digital.

Partiamo da un assunto: Davide, a differenza del sottoscritto, famigerato ciarlatano, è uno scrittore serio e posato, che non prende il giro il lettore, ma lo rispetta: questo lo porta a narrare con una prosa limpida e razionale, dove ogni parole è al punto giusto e dove nulla è di troppo.

Questo approccio geometrico, euclideo, ne La mediatrice è applicato a una storia che ha almeno tre chiavi di lettura: il primo, il più immediato, che cade subito sotto l’occhio del lettore, è quello del dilemma etico, che, immagino, Davide, data la sua professione di avvocato, debba incontrare spesso ogni giorno.

Il secondo è un dilemma intellettuale: in una società in cui, per la profonda diversità delle culture che la costituiscono, è impossibile basare il diritto su un approccio giusnaturalista o su uno empirico, come è possibile risolvere una potenziale causa civile ? Io forse avrei fatto riferimento alla “La dottrina pura del diritto” di Kelsen, ma la soluzione adottata da Davide, che immagino molto simile a quella che adottavano i Cartaginesi quando sorgevano diatribe sul loro baratto muto, è altrettanto valida… E sarei curioso di vederla applicata a un caso penale, invece che civile..

Il terzo, più profondo, è la presa d’atto della propria solitudine esistenziale, che va oltre l’aspetto fisico: si può cambiare l’identità sessuale, ma non si può fuggire da se stessi. E per andare oltre la solitudine, come diceva il buon Siddharta, l’unica via è la compassione…

Se vi interessano questi temi, leggete la Mediatrice, che ha anche un grande, straordinario pregio… E’ breve, veloce da leggere e non annoia… Quindi accattatevillo !!!