Considerazioni su Guerra e Architettura

E’ nella natura dei sistemi caotici alternare periodo di autopoiesi, in cui si struttura in modalità più o meno complesse, a periodo di “catastrofi”, in cui l’ordine precedente è azzerato e a valle di cui ricomincia una nuova strutturazione.

E’ questo è valido anche per il sistema complesso per eccellenza, la società umana.

Crisi, rivoluzioni, guerre, non sono frutto di una maledizione divina. Non possono essere eliminati realizzando utopie ideologiche. Sono intrinseche al fatto che, dai tempi degli australopitechi, viviamo in gruppi sociali ampi e più o meno strutturati, per riempirci lo stomaco e non trasformarci nel pranzo di qualche predatore.

Le catastrofi possono essere mitigate, non evitate: il vero problema che ci dovremmo porre è come favorire la ricostruzione di nuovi equilibri

Ed è questo, secondo me, il tema primario di Guerra e Architettura, testo che Lebbeus Woods dedicò ai cittadini di Sarajevo, vittime dell’ultimo conflitto che ha lacerato l’Europa.

Che fare delle rovine ? Ricostruire tutto come tale e quale, nell’illusione che nulla sia accaduto ?

Può sembrare la soluzione più consolatoria, ma è anche lo strumento tramite cui il Potere tenta di ricostruire a suo favore delgi equilibri perduti… Lobotomizzare il Passato, togliere la sua forza di testimonianza, significa controllare meglio il Presente.

Woods, invece, e sono d’accordo, considera le rovine come delle ferite, da cicatrizzare, ma da non nascondere.

Perchè la memoria, pur non evitando le catastrofi, ci dona la consapevolezza della provvisorietà di ciò che costruiamo e delle sfide che ci attendono.

Ma come cicatrizzare ? Proprio favorendo l’autopoiesi, l’anarchia creativa dell’Uomo capace di recuperare ciò che è stato distrutto in forme diffenti, ridefinendo nuovi spazi e strutture.

E’ che forse il segreto della vita: cambiare sempre, pur mantenendo la stessa identità.

Libri

Sempre nell’ambito delle segnalazioni, mi permetto di indicare due nuove uscite librarie. La prima, è la nuova edizione di e-Doll di Francesco Verso.

Dopo qualche anno dalla vittoria del premio Urania, Francesco non ha avuto paura di rimettere mano al testo, sfoltendolo dove necessario e come dice lui, riscrivendo

intere parti che risentivano di una certa immaturità letteraria, della smania, spesso narcisistica, di sopperire con parole roboanti alle idee.

La seconda, riguarda il primo libro della Biblioteca di Transarchitettura, Guerra e Architettura, di Lebbeus Woods (ed. italiana a cura di Massimiliano Ercolani)

Una testimonianza puntuale e commovente dell’effetto dei bombardamenti di Sarajevo, attraverso un viaggio affascinante tra le macerie della città e una riflessione del ruolo della rovina come testimonianza.

E un esperimento nuovo nell’editoria italiana.

Deleyva Editore invita i lettori a diventare co-produttori dell’opera, contribuendo attivamente alla rinascita di Guerra e Architettura attraverso una prevendita con un forte sconto sul prezzo di copertina: 8,00€ in luogo dei 13,00 ipotizzati per il prezzo di copertina.

Il versamento sarà richiesto solamente alla scadenza del cow-fonding, in base alle copie prenotate. Raccolti i fondi, il libro verrà stampato ed inviato al massimo in un paio di settimane.

Per saperne di più, visitate il sito (www.deleyvaeditore.com) o scrivete alla casella email deleyvaeditore@deleyvaeditore.com!

One Piece, One Exibition #1 – Massimiliano Ercolani

Non sono un transumanista. Forse sono troppo intriso dal pensiero di Heidegger, dal suo essere per la morte, per apprezzare una vita senza fine.

Oppure ha la dannata paura di finire come gli Struldbrugs di Swift: sarò strano io, ma trascorrere un’eternità da rimbambito non mi pare un progetto molto allettante.

Però, lo mi sono simpatici: in un’Italia conformista, hanno mantenuto il gusto dell’eresia e dell’avanguardia.

Per cui, quando posso, cerco di partecipare, da spettatore critico e partecipe, ai loro eventi. Martedì 2 luglio ve ne sarà uno, One Piece, One Exibition #1 alla The Room Gallery, in via Cairoli a Roma.

Io sarò presente. Perchè è a due passi da casa mia, cosa che non guasta mai. Perchè parte de Il Canto Oscuro è stato revisionato nella tranquillità dei sotterranei della The Room Gallery

Per la stima che ho per l’organizzatore, gran conoscitore dell’Architettura Contemporanea…

Se può interessare, ecco la descrizione dell’evento

Raramente vi è stata una così grande produzione di cose come nel nostro secolo. Eppure, non possiamo affermare che questa sclerosi consumistica ci abbia donato una eguale dimensione di artefatti, di “oggetti la cui forma è giustificata dalla prestazione a cui era destinato, ancora prima della sua effettiva realizzazione”. Al contempo, ogni artefatto è anche l’unione di “artis” e “factum”, richiamando così un “effetto dell’arte” che ha il preciso intento di interferire con la percezione e la rappresentazione del mondo.
In un contesto di apparente indistinzione, in cui i parametri di valutazione dell’arte e dell’architettura sembrano smarriti o per lo meno in difficoltà, diventa fondamentale affrontare il problema posto dall'”opera”. La stessa nozione di opera viene già da tempo contestata, secondo un’attitudine tipicamente romantica che vede il pieno compimento proprio nella sua dissoluzione all’interno dei fatti dell’arte.
Il progetto “One piece, One exibition” nasce proprio come reazione a questa deriva comunicativa, capace di schiacciare tutto su tutto, gli eventi sulla critica, le opinioni sulle meditazioni. Questo ha portato di fatto all’uscita di scena dell’idea stessa di opera, che così svanisce, sommersa da un rumore di fondo che impedisce la riflessione sull’oggetto. Il primo e il terzo martedì di ogni mese, a partire da Luglio, ALTA – Associazione Laboratorio di TransArchitettura, in collaborazione con The Room Gallery, presenteranno un lavoro elaborato da artisti, architetti, designer, ma anche di curatori e critici indipendenti, al fine di tornare a riaffermare la centralità dell’opera. Protagonista di ogni incontro sarà infatti quello di un singolo lavoro prodotto dagli ospiti di The Room, i quali avranno piena libertà di parlare quanto credono del loro progetto. Il tutto, sempre cercando di tenere fissa l’attenzione su l’opera. L’artista, i curatori, la galleria scomparirà. Solo all’opera verrà dato spazio. Un’opera che verrà comunque contestualizzata all’interno di un tema, che verrà rinnovato ogni quattro incontri.

Il primo ospite di “One piece, One exibition” sarà Francesco Lipari di OFL studio, che presenterà il suo progetto “X”.

Nota: a causa di modifiche in corso d’opera, il primo primo ospite di “One piece, One exibition” sarà Massimiliano Ercolani di DokcLab.

Francesco Lipari parteciperà al terzo evento

Varie ed eventuali

Ogni tanto, più per pigrizia che per altro, mi limito soltanto a qualche segnalazione, invece di scrivere qualcosa di sensato.

Mi limito quindi a evidenziare la notizia dell’uscita de Il Canto Oscuro in edizione cartacea, data dal buon Francesco Troccoli, a proposito, a chi non legge il suo Ferro Sette, peste lo colga… Se può interessare, sabato 16 giugno, alle ore 19.00, presso la libreria Amore e Psiche, Via S. Caterina da Siena, 61, vicino Santa Maria della Minerva, dove il Cardinale Colacchia ha i suoi uffici e Marta costringe la nipote zitella ad andare in processione, ci sarà la presentazione del suo romanzo…

Poi, è uscito il nuovo numero di Bloom, trimestrale di architettura a cura del dottorato di ricerca in composizione architettonica della facoltà di architettura di Napoli, con Emmanuele Jonathan Pila che ci accompagna nel fantastico mondo della transarchitettura.

Evidenzio il fatto che se il buon Emmanuele non si sbriga a venire a sbronzarsi con il sottoscritto una sera di queste, verrà usato come consulente per Apocalypse Network