Sempre sull’eredità del Futurismo nella Fantascienza

Sempre nell’ambito del dibattito su Futurismo e Fantascienza, do visibilità a un interessante intervento di Pier Luigi Manieri

Mah, a dire il vero la questione:Futurismo come espressione del Fascismo, è superata oltre che stucchevole e forse priva di senso. Al di là delle opinioni personali che contraddistinsero questo o quel protagonista dell’unica avanguardia del 900 ( non solo Marinetti sposò l’ideologia ma lo stesso Balla, vale a dire, due dei firmatari del Manifesto), è nelle intenzioni, nell’estetica, nella dialettica che il Futurismo è speculare. Si pensi all’attrazione verso il volo, le grandi imprese di Balbo e D’Annunzio da una parte e l’aeropittura dall’altra. Si guardi alla visione propulsiva e a quella del dinamismo che animavano entrambi. A ciò si può aggiungere l’epica del conflitto, mai sentita una lettura futurista? SBAMM!!! BABABABABAAAAAAA!!!! Ruggiscono le mitraglie! Ma credo che per i futuristi parli meglio di ogni altra cosa, il loro Manifesto che recita al punto: 1 Noi vogliamo cantar l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità.

Non so in che altro modo lo si possa intendere….

Che i due ambiti italiani fossero contigui è dimostrato anche da quella cappa di silenzio e negazione che lo ha ammantato per decenni.

Per gli stessi motivi, energia, pericolo, velocità, FUTURO, non poteva non essere terreno fertile per la fantascienza. Interroghiamoci piuttosto se tanta eredità sia stata degnamente raccolta sia in termini qualitativo contenutistici, sia numericamente.

Futurismo e Fantascienza

Sul gruppo di fantascienza che bazzico su FB c’è stata, con qualche imprevisto, una colta e civile discussione sul Futurismo, da cui sono saltati fuori diversi spunti interessanti.

Il primo è relativo alla relazione tra Futurismo e Fascismo: sicuramente Mussolini ha preso idee e suggestioni da Marinetti, ma il Secondo Futurismo era una tale coacervo di idee e posizioni differenti che è una forzatura parlare di un’equivalenza uno a uno.

Vi erano futuristi fascisti, come lo stesso Marinetti, per convinzione o per desiderio di prebende: ma vi erano anche futuristi, tipo Dottori, che consideravano il fascismo come una pericolosa deriva bolscevica e sinistrorsa della politica italiana, altri, come Fillia, erano socialisti, altri erano comunisti o anarchici.

Caraccioli, futurista e dirigente di Bandiera Rossa, fu ad esempio fucilato alle Fosse Ardeatine.

Il secondo è sulla relazione tra Futurismo e Fantascienza… Sembra strano, ma negli anni Venti, a differenza di oggi, alla Fantascienza veniva data dagli intellettuali italiani grande dignità: per non citare i futuristi che scrissero diversi romanzi sci-fi, vi si dedicò anche il buon Dohuet, utilizzando quella forma di narrativa come strumento per diffondere le sue tesi sulla guerra aerea.

Fantascienza, quella dei futuristi che ebbe risonanza internazionale : ad esempio Metropolis fu ispirata da Raun, un’opera teatrale del Futurista Ruggero Vasari, scritta nel 1924 e pubblicata nel 1933 e le scenografie di Otto Hunte, Erich Kettelhut, Karl Vollbrecht furono copiate dai disegni di Sant’Elia.

Narrativa, a cui si sommano le suggestioni figlie di tanti manifesti, da quello dell’Aeropittura a quello sulla Ricostruzione futurista dell’Universo, la cui eredità si perse a seguito della damnatio memoriae che colpì nel 1946 il movimento, impoverendo la fantascienza italiana che si sradicò, dimenticando le sue radici

Paradossalmente le diverse eredità del futurismo (la teosofia di Marinetti, la cibernetica di Depero, l’anelito cosmico di Prampolini, il vitalismo tecnologico e transumano dell’aeropittura) hanno ripreso vigore sul finire degli anni Novanto, costituendo un forte retroterra culturale del Connetivismo

Nuove tendenze e nuovi protagonisti della scena contemporanea italiana

Nell’ambito della due giorni futurista:

“Eredità e attualità del Futurismo Convegno Internazionale (e altri eventi)”,

si terrà la tavola rotonda

“Nuove tendenze e nuovi protagonisti della scena contemporanea italiana” 12 aprile ore 18.30

Intervengono:

Sandro Battisti-Scrittore e saggista del flusso

Alessio Brugnoli-Scrittore,

Lorenzo Canova-Storico dell’arte contemporanea, Università del Molise

Francesco Cinquemani- Giornalista, sceneggiatore, regista

Romina Guidelli -curatrice d’arte

Emmanuele Pilia-Presidente ALTA

Mauro Tropeano- Curatore/co-fondatore Loverismo.

Modera: Pier Luigi Manieri.

L’incontro si pone come obiettivo, quello di analizzare lo stato dell’arte, visualizzare le ultime innovazioni nel linguaggio ed insieme focalizzare le criticità che intervengono nelle dinamiche di sviluppo delle discipline artistico-culturali.

E’ il comunicato stampa della tavola rotonda, che si terrà domani presso il Centro Elsa Morante, a cui sono onorato di partecipare… Non fatevi spaventare dai paroloni, mi raccomando….

E’ più un’interessante chiacchierata tra amici che, dopo aver onorato il venerando cadavere del Futurismo e preso atto che è impossibile riportarlo in vita come zombi, discuteranno di come, quando e quanto una cultura fondamentalmente passatista come quella italiana possa mutare…

Succederà come ne Il Gattopardo, oppure c’è ancora speranza ?

Futurismo e Gramsci

Per decenni, il futurismo è stato soggetto a damnatio memoriae, perchè ritenuto l’equivalente intellettuale e culturale del fascismo.

La realtà, però è assai più complicata: il futurismo è stato un movimento variegato, le cui personalità erano accomunate dal desiderio di cambiare il mondo e di ribellarsi ad un Italia stantia, che tanto somiglia a quella di oggi.

Marinetti fu affascinato dal fascismo, senza dubbio, ma nel movimento vi furono personalità di Sinistra e Anarchici.

Lo stesso Gramsci in una lettera a Trotzki ricorda come il futurismo, sia a Milano che a Torino, ebbe una certa popolarità presso gli operai quando la rivista Lacerba diffuse a prezzi ridotti cinque numeri fra gli operai

E tra le tante critiche che fece all’avanguardia di Marinetti, scrisse anche

I futuristi hanno svolto questo compito nella cultura borghese: hanno distrutto, distrutto, distrutto; hanno avuto la concezione nettamente rivoluzionaria, assolutamente marxista, quando i socialisti non si occupavano neppure lontanamente di simile questione.

E senza dimenticare l’esperienza di Anarchia e Futurismo, diversi esponenti dell’anarchismo italiano, come Tintino Persio Rasi o Dante Carnesecchi si proclamarono futuristi.

Il futurismo contemporaneo ha di fatto ereditato questa carica rivoluzionaria e antiborghese, nemica di tutte le ipocrisie e i falsi moralismi.

E per far il punto approfondire la questione, il 20 febbraio alla Biblioteca Gramsciana di Ales (Oristano) sarà presentato Futurismo per la nuova umanità. Dopo Marinetti (Armando editore, Roma, 2012), di Roberto Guerra, uno sguardo approfondito sulle diverse declinazioni dell’avanguardia contemporanea e il Dizionario della Letteratura ferrarese contemporanea (eBook-Este Edition/La Carmelina, gruppo editoriale a cura dello stessso Roversi e di Federico Felloni) sulla letteratura sperimentale di quella città, troppo spesso sottovalutata.

L’Asino Rosso ha bisogno di te !

Asino Rosso

 

L’Asino Rosso, il Netquotidiano Futurista e d’Avanguardia di Ferrara, ha bisogno di te.

Delle tue idee, del tuo coraggio e del tuo entusiasmo, per vincere la battaglia contro il passatismo culturale e sociale che ancora ammorba l’Italia. Per questo, pubblico il sio appello, per la ricerca di nuovi collaboratori

**A CHE SERVE SCRIVERE SE NON E’ DINAMITE? (Nietzsche) oppure:“ Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui. “ Ezra Pound. Così suonano incipit e postilla nel manifesto 2013 per Asino Rossoil primo netquotidiano futurista lanciato e promosso nella tardo-rossa Ferrara, dove Bersani ha vinto quasi all’unanimità nelle recenti ancora primarie vs Renzi e i rottamatori, ennesimo change fallito per la città d’arte estense in declino conclamato…

Asino Rosso,  lanciato dal futurista contemporaneo Roby Guerra in Rete dal 2008, con l’imprimatur del celebre Graziano Cecchini Rosso Trevi (di Roma come noto dalla Fontana Rossa di Trevi) , da tempo naviga su un audience notevole per un giornale blog, circa 15-20 mila visitors mensili, nonostante una cifra d’informazione semi-elitaria e la censura sistematica o quasi dei …resti della libera informazione ferrarese ufficiale.   Segnalato solo da Estense com a Ferrara…ma  in Italia dai Transumanisti futuribili per il convegno Transvision 2010  (Milano) ,  dall’ Associazione Filomati (Roma…),  persino recentemente per la rassegna stampa sul New Realism di Ferraris, Eco, ecc.  (un articolo diAntonio Saccoccio), da Oubliette Magazine- Cagliari (per una intervista allo stesso Graziano Cecchini)  ecc.   Quasi 10000! post/articoli ormai alla luce del 2013, collaboratori free bloggers, un blog ispirato al web 3.0 nascente (tutt’oggi malinteso) dalla premiata ditta Casaleggio/Beppe Grillo…, grillismo antipolitico spesso rilanciato da Asino Rosso stesso, come i cstampa periodici dello stesso Vittorio Sgarbi.

Postcollaboratori provenienti dalla Rete neofuturista attualmente attiva: in questi anni – oltre a Cecchini – Saccoccio, Battisti, Brugnoli, Vaj, Giovannini  e diversi altri. Alcuni collaboratori costanti: a livello anche tecnico, David Palada, Sylvia Forty, Marco Cremonini (Como) altri tematici, ad esempio Alessia Mocci e Seconda Carta (Cagliari) Pierluigi Casalino (Imperia), Zairo Ferrante (Salerno-Ferrara), Raimondo Galante (Venezia-Ferrara), Emilio Diedo, Maurizio Ganzaroli, a suo tempo Manuela Vio (Venezia) e altri, rotazioni continue dal 2008. Tutti non a caso scrittori-artisti- bloggers , distanti anni-luce dalla tipologia ben nota e deleteria del giornalista fin dai tempi di Oscar Wilde e di un certo Karl Kraus.

Sullo sfondo la lezione (in Italia tutt’oggi edulcorata o distorta) dell’informazione libera, cibernetica,sinestetica di un certo Marhall McLuhan (oggi De Kerckhove), oggi in flagrante Zenit: ovvero, come ben previsto dallo stesso Grillo, la fine degli old media e la casta dei pennivendoli, quasi tutti nei libri Cuore (mai indagati da redditometri vari) del Partito o della Finanza, da Roma a Ferrara: ogni persona è notizia… unico direttore la Democrazia della Rete!

Non a caso, mix tra informazione parola e video e immagine, i titoli stessi link aperti, oppure il the bestdal sistema informazione nazionale e ferrarese. Il tutto spesso remixato ai limiti dell’hackeraggio legale (ma sempre al di qua…) come certa costante appunto metapolitica, controinformazione controculturale nell’era di Internet (Guerra ha curato la guida Controcultura per SuperEva, network storico attivo fino al 2011), naturalmente colmo di satira anche, memore della celebre rivista-L’ Asino quasi  omonima, del Primo Novecento.

In una visione dinamica eretica e libertaria, come sempre puntualizzato nei manifesti programmatici annuali (al massimo aggiornati alle contingenze periodiche), orientata verso la Vera Sinistra neoprogressista, futurista e futuribile, pure dialetticamente aperta alla Vera Destra, meglio al di là della sinistra/destra, meglio oltre la Sinistra/Destra… Insomma in Asino Rosso recisa la malattia infantile originaria della sinistra storica italiana, il DNA ideologico!

Brevemente, dal Web e da Ferrara, in una stagione ancora confusa nel divenire storico tra old e new media, laddove gli esperti della comunicazione oggi parlano non più di sola libera condivisione dei medium messaggi, ma di cura dei contenuti, un Asino Rosso – con lo slogan provocatorio “soltanto gli asini hanno ancora il Senso dell’IO (Iooo-Iooo…!) – piccolo ma appunto prezioso netquotidiano blog, d’influenza futurista, sfida le stelle.

ASINO ROSSO  http://lasinorossomyblog.it

 *  COLLABORAZIONI APERTE X IL 2013   INTERESSATI SCRIVANO A GUERRA.ROBY@GMAIL.COM ENTRO IL 31 GENNAIO.

Next al Mangiaparole

Sabato sera, presentazione del nuovo numero di Next al caffèletterario e  libreria Mangiaparole. Spazio che mi ha colpito molto, perchè ripropone con coraggio, in una Roma sempre più abbandonata a se stessa, il tema dell’Utopia e della Sperimentazione, che si ottiene con parole e atti concreti.

Uno spazio che cerca di rilanciare la grande eredità del Futurismo, dando spazio alle avanguardie contemporanee.

Di che si è parlato ? Al di là di qualche accenno fugace a Il Canto Oscuro, si è descritta la base dell’esperienza connettivista, grazie alla grande testimonianza di Sandro Battisti

In una realtà come quella contemporanea, in cui domina la frammentazione dell’Io e dei Saperi, è necessario recupare una visione del mondo globale e olistica che ci permetta di affrontare con entusiasmo e non con paura i mutamenti indotti dalla tecnologia.

Per questo è necessario Next. Una rivista che si propone come spazio di contaminazione tra linguaggi e culture e che esplori e dia forma agli istinti d’avanguardia che scuotono il nostro contemporaneo.

Istinti d’avanguardia che vivono specie nell’Arte: una volta vi erano i manifesti, ora vi è un approccio destrutturato, da guerriglie, in cui dal caos creativo nascono attrattori di sperimentazione e creatività.

Attrattori che nella mia rubrica d’arte cerdo di identificare. In questo numero, hanno riguardato gli apparenti confini di Caos e Ordine e la scoperta dell’armonia superiore di ciò che con il nostro sguardo distratto definiamo contrapposto.

Armonia che vive in forme differenti nelle opere di Bulgarini, di Camerota, di Lo Vetro e Pelliccioni.

Novecento, Web 1.0 e Futuro.

Qualche tempo fa, ho pubblicato delle mie riflessioni sullo stato dell’Arte in Italia e su come uscire dalla sua condizione di afasia.

Riflessioni che hanno suscitato un certo interesse e dibattito.

Per evidenziarne alcuni aspetti, do visibilità quanto scritto da Roby Guerra al riguardo

Una ennesima e stringata diagnosi sulla morte dell’arte (e della letteratura), sulla scia magari di un Baudrillard, quando proclamò (e anche con ambiguità compiaciuta) la sua vaporizzazione conclamata, appunto, dal/nel postmoderno e il Simulacro uber alles della cosiddetta industria culturale ( proclamata a sua volta nel 1960 circa-!- da un certo Edgar Morin, che poi fa ancora quasi l’epistemologo culturale, con eccelsi e pessimi esiti?).

Al contrario, con una brevità lievità rapidità espressiva, Brugnoli, noto scrittore di fantascienza e polemista postfuturistico (a suo tempo baruffe alla Papini, quasi, con Wu Ming e il New Epic, con Saccoccio e anche dialetticamente con chi scrive) ha applicato un micro ma efficace Rasoio di Occam e digitato nuove rotte possibili, al di là dei bachi ben evidenziati nella dimensione culturale contemporanea… (mercificazione e dominio di certa casta culturale, riduzionismo e solipsismo anche tra addetti ai lavori, e defuturizzazione).

Alcuni witz lapsus rivelatori: nell’era di Internet, certamente rivoluzionaria, Brugnoli evoca il Web 1.0… Paradosso nanobisturi per riformattare e con sguardi appunto complessi al passo con la società e (diciamolo) la neocultura o cibercultura in senso generazionale, i reali (e immaginari) nuovi scenari post-internet e le contaminazioni innestate sull’arte contemporanea pre -digitale stessa, ché poi, quella sistema e mercato dell’arte, gallerie, editoria, media, ecc., anche quando digitale, quella visibile e che fa il Reale.
Il web non è ancora il Ritorno del Futuro e dell’Utopia come si pensava! Anzi, i nuovi futuribili o sono nei bordi estremi e quasi clandestini o contaminati dal trionfo dell’abusata percezione Liquida..

Brugnoli è distante secondi luce, per fortuna, da qualsivoglia controculturalismo deja vu e alternativismo al turbocapitalismo… Va da sé: se il bordo di certa arte estrema (net o pre net) resta l’arte kultur 2000 sperimentale, nuove visioni valoriali, semi-normative come mappa (sempre aperte e dinamiche ma chiare…) sono necessarie.

Estinte le ideologie, Brugnoli, qua ricordando sia certa cifra atopica di un Franco Rella per nuove parole pur nel motore caotico del silenzio/rumre, sia magari certa aforistica potente novecentesca, da Kraus a Caraco, indica arditamente la Letteratura, il Web 1,0…, come nuovo sistema operativo complementare al web 2.0 e i suoi cibercultori sperimentali.
La parola nuovamente non artigiana da corsi di scrittura creativa cosiddetta, ma – se non dinamite alla Zarathustra – almeno un poco radioattiva per turbare ancora l’infame buon senso sociale.

Noi stessi, promotori di una poetica tecnoscientifica possibile lo facciamo in fondo, esiti positivi o negativi altra questione, in/da tali input appunto letterari.
E tale scansione, comunque, suggerita dal Brugnoli, appare appunto critica e inrinviabile per curare o almeno dribblare tutti i bachi delle postavanguardie cosiddette estreme, figlie del web o dell’antica società dello spettacolo alla Debord, tutt’oggi – quasi come una coazione a ripetere- sempre impass-ati nei medesimi vicoli o autostrade cieche. La comunicazione culturale ieri (e la sua retorica) come partecipazione e oggi (e la sua ridondanza..) sinergia, restano avvelenate da virus ben evidenti, solipsismo, settarismo, frammentazione e entropia della volontà di bellezza e rivoluzione possibili. Perché manca il detonatore forte che spacca l’inconscio sociale, a livello di segni, sogni, significanti, vertigini, flussi… (Noi stessi al minimum maximum accendiamo solo la miccia…).

In fondo, se grazie a AI e Neuroscienze (in senso iperbolico) oggi anche le Sinapsi sono in libertà, va da sé, certa memetica… di certo altro moderno e utopismo a suo modo, proveniente dalla grande Literary del Novecento, appare oggi almeno una delle mappe archetipiche da innestare ..in certa Google Map della kultur contemporanea! Perchè il Premio Goethe lo vinse Freud, mai Wu Ming!

Rino Gaetano

Rino Gaetano è stato qualcosa di diverso da un cantautore. E’stato uno dei grandi interpreti dell’avanguardia futurista italiana.

Rino partiva dal principio, di cui prima o poi ognuno di noi diviene consapevole, che il dramma dell’Italia è la sua astoricità: noi tendiamo sempre a perpetuare nel Tempo i nostri difetti. Così, ciclicamente, ci ritroviamo davanti sempre alle stesse tragedie.

Rino cercava di rompere con le parole e con la musica questo circolo vizioso. Per questo elaborava testi che sotto certi aspetti, sono tra i più scomodi della sua generazione.

Però era convinto, conoscendo i suoi polli, che la denuncia pura e semplice avrebbe lasciato indifferente noi italiani, capaci di abiutarsi a tutto.

Decise quindi di utilizzare le armi più sottili e feroci: l’ironia e lo straniamento, figlio dell’utilizzo di giochi linguistici marinettiani e delle performance sul palco, ispirate a Carmelo Bene.

Tutto questo associato con ritmi semplici e orecchiabili: perchè l’avanguardia, per essere efficace, non deve essere qualcosa di ermetico, per circoli di iniziati, ma deve entrare nella vita quotidiana.

E da questo punto di vista, Rino ha vinto la sua battaglia: dopo quarant’anni le sue canzoni continuano a essere attuali e a farci riflettere

HIGH FOUNDATION FESTIVAL

Sempre news da una delle capitali dell’avanguardia italiana

La provincia capitale dell’avanguardia nell’era del web o elettronica? High Foundation 2012, XII edizione (!), rassegna internazionale a cura di DJ Afghan ( una specie di Steve Reich, anche produttore) , SouLove records ecc., segnala Ferrara ai vertici dell’underground contemporaneo e tacitamente sovversivo nella miglior anti-tradizione delle avanguardie artistiche: storiche e pop e afroglobal…

Ferrara, nota ovviamente come capitale del Rinascimento, per la Metafisica di De Chirico, per Corrado Govoni, Bassani o Antonioni, fu già outsider soprendente per la video art nehli ann 70/90 con il Maestro Farina del Palazzo dei Diamanti e alcune delle rassegne nternazionali della nascente all’epoca video art: Bill Viola, Nam June Paik e nomi simili; gli stessi Plessi, Cattani, Camerani, Toti (quest’ultimo celebre anche per una straordinaria video version opera dedicta a Majakowskij). Ora, oltre agli eredi estensi della Video Art- la rassegna The Scientitis dal 2007 (a cura di Vitaliano Teti, Filippo Landini, Unife e Comune di Ferrara) e da diversi anni con cifra ancor più sperimentale e alternativa, High Foundation, dal 26 giugno e fino al 15 luglio prossimo, presso il Parco Urbano Bassani, terremoto o meno è ormai un’ onda elettronica autenticamente degli annidieci del 2000 e danzante: sound system non stop… musica electro, raggae, hip hop, funky, dance hall… estremi, con nomi straordinari anche in questa edizione, elettronica techno jungle calda e afrofuturistica.

Ad esempio il jamaicano Skarra Mucci, Bob Marley e Linton Kweesy Johnson ex novo che ha inaugurato l’edizione 12. E- serata dopo serata- esponenzialmente esaltante: oltre allo stesso DJ Afghan, i vari Markone e il Generale, T Robb – DJ 5L – Criss Dee, Sound Sea Hill e Chatterbox Sound (Sottotetto club di Bologna), Jakinta & Cico and More Fire Band, DJ Peedoo, DJ Lugi e Alien, Soullee B., Perdosound, Jaka, Raphael Emmanuel Nkereuwem (italo-nigeriano), Worraman (Bologna), Bedroom Boys (Ferrara), Marumba & Mighi D, Nunzio Streetchild – Zesta – PGR & TENA (Desolandia Express) KEBAB FLAVA (Breakers Crew), Lampadread (Salerno-Roma), Porno Funky, Pink Rabbits Kill, Manlio Calafrocampano, Disorder Tar.

Serate special infine per la Danza, persino … del Ventre con l’ipnotica Elena Mellai, letteratura e video.

Il noto scrittore Roberto Guerra (Ferrara) presenta infatti il 14 luglio, Futurismo per la Nuova Umanità. Dopo Marinetti (Armando editore, Roma) dedicato al nuovo futurismo contemporaneo e a certa stessa avanguardia ferrarese degli ultmi due decenni (gli stessi DJ Afghan, F. Landini, V. Teti, R. Roversi, G. Tuzet e molti altri (circa 50 protagonisti!; a cura del celebre stesso videomaker Filippo Landini, autore anche del book trailer omonimo, con musiche di Alfonso Santimone e effetti speciali di Xeba), per la prima volta presentato (libro e promo) Un bonus letterario e multimediale significativo, che riunisce per l’occasioni figure quasi cult dell’avanguardia ferrarese per un libro definito recentemente da Luigi Tallarico, (autore di volumi quali Il Secolo Futurista, Per una Ideologia del Futurismo… e due volumi proprio per la ferrarese di nicchia Belriguardo di R. Magnani- Boccioni-dal Meridione all’Europa (1993), Gli anni del consenso e del primato tra futurismo e metafisica (1997) .”: Tra i molti libri su Marinetti e il Futurismo, è questo uno dei più acuti e che fa luce sulle anticipazioni del mondo elettronico profetizzato da Marinetti e di cui noi siamo i beneficiari”

Luigi Tallarico

Luigi Tallarico è uno dei più importanti critici e studiosi del Futurismo in Italia: a differenza di tanti altri, non considera il movimento chiuso con la morte di Marinetti, ma come un’entità viva che, magari sotto diversi nomi e forme, ha costituito una controcultura del Novecento Italiano, opponendosi al conformismo dominante

Pozione che si è espressa non solo con le parole, ma anche con le azioni: è stato ad esempio i Futurismo Oggi (Roma), periodico a cura di Enzo Benedetto.

Tallarico ha espresso apprezzamento per il saggio Futurismo per la nuova umanità di Roberto Guerra, esponente della Ferrara Futurista, in cui si evidenzia quando del pensiero marinettiano è stato ereditato dall’immaginario contemporaneo