Lisa Borgiani

Se vi è un’artista e fotografa multiforme, questa è Lisa Borgiani. Ha cominciato dai reportages, avendo parecchi amici che li fanno di mestiere, vi assicuro che per scattare quel tipo di foto serve fatica, sacrificio, dedizione e occhio, per poi passare ad una sperimentazione che, a suo modo, attualizza le ricerche rinascimentali sulla città ideale.

Ora è concentrata sull’autoritratto e sulla rielaborazione delle visioni di Piranesi: il primo tema, il liberarsi dalle maschere per svelare il proprio io profondo è un atto di coraggio.

Il secondo è un riflettere sul mondo attuale. Piranesi, con i suoi capricci, le carcere e le visioni di Roma, non vuole rappresentare.

La prospettiva non costruisce lo spazio, ma i modi in cui l’architettura può essere sognata. Il desiderio domina sulla ragione. Le immagini non risultano frammenti di passato o visioni congelate del presente, ma dispositivi ludici che utilizzano ricordi e sogni.

Piranesi anticipa la società dello spettacolo e del virtuale e contemporaneamente ne critica la potenza ipnotica e alienante. E con le sue rielaborazioni, Lisa recupera e attualizza l’energia eversiva, contro il conformismo del senso comune.

Così Lisa compie un’azione simile a quella compiuta nello steampunk de Il Canto Oscuro. Proiettare i nostri incubi nel Passato, per riflettere sulle contraddizioni del Presente

Per scoprire il suo universo intellettuale, ecco un’intervista su Quaz Art