Dopo la fine del Mondo

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“Nella fase finale del ventesimo secolo abbiamo avuto l’opportunità, prima accessibile solo attraverso la teologia o la finzione narrativa, di vedere oltre la fine della nostra civiltà, di scorgere, in una strana sorta di retrospettiva prospettica, come si presenterebbe la fine: come un campo di sterminio nazista, o un’esplosione atomica, o una wasteland ecologica o urbana. E se siamo stati in grado di vedere queste cose è solo perché esse sono già accadute”. (James Berger)

Il 15 febbraio 2014, alle ore 18,30 presso Isola Gallery_Lab, si inaugura la personale di Massimiliano Ercolani titolata Dopo la fine del Mondo, a cura di Emmanuele Jonathan Pilia e imperniata sull’idea di “Apocalisse”, una rovina ormai alle spalle dove la civiltà ha già iniziato a raccogliere i brandelli di ciò che rimane del Mondo per tentare di riplasmarne le membra.

Considerevolmente posteriore alla fine della catastrofe, i nuovi costruttori hanno dovuto affrontare il peso del vuoto di memoria storica, per cui ci si è dimenticati dell’esistenza stessa di un’architettura precatastrofe, tanto che la sua storia è divenuta leggenda e mito. Come Perduta ogni forma di sviluppo scientifico-tecnologico, tutto ciò che rimane è la falsa utopia di un mondo le cui uniche tracce lasciate, sono riutilizzate per ricostruire nuove forme di alloggio.

Per quanto affascinante, l’idea di ricostruire un mondo sulle sue ceneri è solo un’aneddoto narrativo che ci consente di descrivere un mondo che ha superato la sua più terribile crisi economica lasciandosi alle spalle ogni forma di istituzione. Il movimento culturale dei makers ci stimola a riflettere quale forma assumerà un’architettura non vincolata da leggi e da normative, ma dalla necessità e dalla volontà di recuperare i pezzi di un mondo ormai sgretolato. Riprendendo l’idea situazionista della New Babylon di Constant, Massimiliano Ercolani disegna una dimensione alternativa ed evocativa, in cui antiche carene di enormi transatlantici, scocche di strani velivoli, addirittura carcasse di satelliti artificiali, vanno a formare spazi architettonici liberi da ogni vincolo. Strane costruzioni tecnologiche, assomiglianti più a curiose astronavi che a dei veri e propri edifici, vengono assemblati su uno spazio neutro, astratto, libero da pregiudizi di ogni sorta: i disegni vanno ad assumere una conformazione a metà strada tra la composizione pura e l’elaborato tecnico. Gli oggetti assemblati da Ercolani sembrano quasi galleggiare su tavole grafiche che fanno da sfondo e supportano il peso visivo del progetto, rendendo impossibile intuire la scala o il funzionamento dei vari componenti, che eppure ci appaiono familiari e confortevoli.

Massimiliano Ercolani riutilizza qualsivoglia componente per ricostruire il suo mondo. Ventiquattro visioni, ventiquattro elaborati grafici a cavallo tra l’illustrazione, l’installazione e il disegno tecnico, accompagneranno il visitatore che sarà costretto a percorrere le rovine dell’antico ordine, in attesa di vederne uno nuovo, di un mondo che sta già sorgendo.

ISOLA GALLERY_LAB è un contenitore culturale diretto da Barbara Martusciello – e con la collaborazione di Emmanuele Jonathan Pilia per la sezione Architettura e il coordinamento generale di Chiara Zocco – con un fitto programma di mostre e attività che si svolgono in quella che fu la sede della storica Rome New York Art Foundation, attiva dal 1957 al 1964, che oggi, come Isola Gallery – di Giovanni Minio e Salvatore Savoca -, è una realtà multilevel che avvicina il Cycling e il Green World alle arti visive.

 Info

Dopo la fine del Mondo | Massimiliano Ercolani- A cura di Emmanuele Jonathan Pilia
Inaugurazione: 15 febbraio 2014, ore 18,30

Fino al 23 febbraio 2014 – Orari: lun.-sab. 10-13 e 16-20, e su appuntamento
Isola Gallery, Piazza San Bartolomeo all’Isola n. 20 (Isola Tiberina) Roma

Libri

Sempre nell’ambito delle segnalazioni, mi permetto di indicare due nuove uscite librarie. La prima, è la nuova edizione di e-Doll di Francesco Verso.

Dopo qualche anno dalla vittoria del premio Urania, Francesco non ha avuto paura di rimettere mano al testo, sfoltendolo dove necessario e come dice lui, riscrivendo

intere parti che risentivano di una certa immaturità letteraria, della smania, spesso narcisistica, di sopperire con parole roboanti alle idee.

La seconda, riguarda il primo libro della Biblioteca di Transarchitettura, Guerra e Architettura, di Lebbeus Woods (ed. italiana a cura di Massimiliano Ercolani)

Una testimonianza puntuale e commovente dell’effetto dei bombardamenti di Sarajevo, attraverso un viaggio affascinante tra le macerie della città e una riflessione del ruolo della rovina come testimonianza.

E un esperimento nuovo nell’editoria italiana.

Deleyva Editore invita i lettori a diventare co-produttori dell’opera, contribuendo attivamente alla rinascita di Guerra e Architettura attraverso una prevendita con un forte sconto sul prezzo di copertina: 8,00€ in luogo dei 13,00 ipotizzati per il prezzo di copertina.

Il versamento sarà richiesto solamente alla scadenza del cow-fonding, in base alle copie prenotate. Raccolti i fondi, il libro verrà stampato ed inviato al massimo in un paio di settimane.

Per saperne di più, visitate il sito (www.deleyvaeditore.com) o scrivete alla casella email deleyvaeditore@deleyvaeditore.com!

Leggerezza

Il problema dell’intellettuale italiano ? E’ che si prende troppo sul serio. Convinto di sapere tutto sull’uomo e sull’universo, se la tira, assumendo un’espressione pensierosa per nascondere la noia.

In Italia, ahimè, qualsiasi boiata, se detta con lo sguardo accigliato e con tono di voce sobrio e lento, usando paroloni e sintassi contorta, assume lo status di verità profonda e assoluta.

Invece no ! Per rompere un sistema di idee e di potere marcio e decrepito, bisogna essere folli e ironici. Una risata e un sogno li seppelliranno.

Bisogna avere il coraggio dell’utopia, della condivisione e della contaminazione, in un mondo che sta basando il tutto sull’anteporre gli interessi del singolo a quelli della comunità.

Un esempio di tale fuoco anarchico è nel progetto Consortium Super Houses di Massimiliano Ercolani.

Massimiliano ha preso le icone dell’immaginario fumettistico, le ha proiettate sulla realtà, utilizzandole come occasione per ripensare l’architettura.

Perché l’essenza della creatività è nella leggerezza…

Massimiliano Ercolani

Ieri sera, presso la The Room Gallery, si è tenuto il primo evento della serie One Piece, One Exibition #1 organizzato dall’ALTA.

Evento che oltre a confermare il ruolo di rottura della The Room Gallery, laboratorio di ricerca e contaminazione in una Roma sempre più fossilizzata e rinchiusa in se stessa, è una piccola rivoluzione copernicana nell’Arte Contemporanea Italiana.

Attualmente, su riviste, portali e forum, l’attenzione è concentrata sull’Ego dell’artista, con i suoi pettegolezzi e le sue polemiche, spesso meschine.

ALTA, invece vuole riportare al centro di tutto, l’opera. Così, nel buio dei sotterranei dell’Esquilino, un artista, nascosto nell’ombra, ha descritto un suo lavoro, interagendo con il pubblico.

Lavoro che nel caso di Massimiliano Ercolani è una riflessione sulla condivisione, le sue visioni architettoniche rappresentano la realizzazione concreta della teoria degli small world, e sull’Utopia, intesa non come evento irrealizzabile, ma come futuro possibile.

E questo il vero dramma dell’Italia: dopo il crollo delle ideologie figlie dell’età industriale, non crediamo più nel Futuro e nelle visioni comuni.

E l’Arte è forse l’unica terapia rimasta a questo dramma