Sempre su Palazzo Riso


Ieri, ho evidenziato un articolo di Quaz Art sulla contorta vicenda di Palazzo Riso che ha ispirato a Mia de Schur alcune interessanti considerazioni

Il motivo per cui i musei si stanno concentrando su arte concettuale, non solo presso a Palazzo Riso, è che gli investitori non si rivolgono più al vecchio mondo dell’arte, incentrato sui galleristi e sulle aste, ma agli architetti e ai costruttori edili.

Loro sono finanziati, poichè l’Arte non è più pensata per il collezionista o per il Museo, ma come un concetto architettonico da applicare nella costruzione, una sorta di decorazione, capitalismo puro al meglio della sua espansione.

In Italia la situazione è peggiorata da due cose: la crisi di idee, arte in Italia ha anche bisogno di un sacco di aria fresca. Si copia il passato,anche recente, ma che si produce molto di nuovo

E l’inerzia, non solo dei politici, ma delle persone comuni. Protestano per strada, eppure non riescono a trovare un modo efficace per far ascoltare la loro voce a Bruxelles e all’UE.

Sui Musei

Qualche giorno fa,ho dedicato un post a Palermo, esempio di come si possano distruggere le proprie eccellenze culturali per miopia e clientelismo…

Aggiungo un altro esempio: una visita al museo di Palazzo Abatellis, dove vi è il Trionfo della Morte. Ebbene a fronte di un turista, io, vi erano 43 custodi e non sicuro di averne contati tutti, impegnati nel pettegolezzo, nel discutere di cucina, nel lavorare a maglia e improvvisare una partita a bocce nel cortile del museo.

Quando chiedevo informazioni o si fingevano sordi oppure facevano spallucce, dicendo che avevano solo la terza media e non capivano nulla delle cose complicate che erano esposte.

Problemi simili, però, sono diffusi in tutta Italia. Penso al povero Museo dell’Arte Orientale a Roma, abbandonato a se stesso, benchè sia bastato disporre le opere presenti in maniere creativa per avere un gran successo di pubblico.

Zwei ha invece evidenziato qualcosa del genere a Firenze, nel Museo Stibbert…

Quindi aveva ragione Tremonti quando definiva la cultura un lusso che noi italiani non potevamo permetterci ?

No, perchè alla fine tutto dipende da impegno, volontà e spirito d’iniziativa, come evidenziato dall’esperienza di Archeoares a Viterbo... Magari avesse mille e mille imitatori