Concerto doppio

In illo tempore, provai a scrivere un racconto a quattro mani con una mia amica. Venne fuori un’illeggibile ciofeca.

Perchè è difficile raggiungere un’armonia superiore quando idee e visioni della vita si contrappongono.

Per questa esperienza, ho grande ammirazione per le opere a quattro mani di Silvia Faieta e Natascia Raffio, in cui i loro stili si contaminano, arricchendosi a vicenda.

Il miracolo nasce forse dalla comune consapevolezza che per andare avanti in quel drammatico caos chiamato Vita, bisogna avere quelle rare doti chiamate ironia e disincanto.

Apprezzare ciò che si ha, nella consapevolezza che è transitorio e che prima o poi dovremo distaccarcene senza rimpianti. Essere consapevoli dei propri limiti e di quelli dei propri compagni di viaggio, da cui accettare con entusiasmo ciò che possono donarci, senza pretendere di più. Non perdere mai la volontà di sognare e rendere concreto ciò che ci accompagna ogni notte.

Ironia e disincanto che vivono in due forme e complementari: nel labirinto di segni, vitali e feroci come i capelli di Medusa, di Silvia e nelle maschere di Natascia, specchio di quel teatro che è il mondo, con i ruoli affidati a caso da un regista distratto.

Ogni volta che vedo le opere figlie del loro duplice ingegno, ho un’epifania, in cui mi tornano i menti quei vecchi versi di Yeat

Vivevamo soltanto ove s’indossa la casacca del buffone:
Tutti mutati, interamente mutati.
Una bellezza terribile è nata.

Loverismo

L’Hula Hoop club è un locale di Roma, zona Pigneto, che svolge il ruolo di cuore pulsante dell’avanguardia artistica italiana.

Ogni settimana, tra le sue pareti espongono i pittori e i digital artist più innovativi che mi sia capitato di vedere. Vi sono reading letterari e performance di grande impatto emotivo e visivo.

E il 18 Maggio, sarà il palcoscenico della prima mostra del movimento Loverista.

Cos’è il Loverismo ? Ho difficoltà a definirlo un’avanguardia, perchè questa è caratterizzata da un programma e una visione estetica comune che funge da filo conduttore per tutti gli artisti che vi si riconoscono.

Con il Loverismo, non è così: Francesca Gerlanda Di Francia, Silvia Faieta, Alessio Fralleone, Madame Decadent, Paolo Pilotti, Natascia Raffio e Togaci hanno dei linguaggi e dei modi di rappresentare il Reale molto diversi tra loro.

Se dovessi usare una definizione, sarebbe quella di confraternita, come i Nazareni o i Preraffaelliti. Ciò che li accomuna non è un’ideale astratto di bellezza, ma una visione etica.

La necessità comune di rivendicare il valore comunicativo dell’Arte, concentrando l’interesse sul processo di creazione e in seguito di condivisione, rompendo il circolo vizioso che rende il quadro una merce e la barriera che separa l’Uomo Comune dalla Pittura.

Così il creare diviene una missione e un impegno continuo, un donare se stessi al prossimo. Un contaminarsi di anime, per farlo riflettere sul vivere e sul morire.

Ciò che nel mio piccolo, provo a realizzare con la scrittura