News from Quaz Art


Nuove segnalazioni dal fantastico mondo di Quaz Art… La prima è la nuova artista del mese, la bravissima Ilaria “Sancho” Ricci

Poi vi è un articolo articolo in memoria di due grandi della canzone italiana come Jannacci e Califano (con il piccolo effetto collaterale che da quando l’ho scritto, ogni notte mi sogno er Califfo…) e sul progetto d’arte digitale TEN

Vis Vaporis e altre cose


Dopo un weekend pasquale pieno di impegni, ricomincio con le mie solite segnalazioni.

Su Quaz Art, le mie considerazioni su Steampact 1813: Vis Vaporis, evento che, nononostante le preoccupazioni degli organizzatori, è riuscito magnificamente… Ad maiora, ragazzi.

Poi, un’analisi sul rapporto tra Machiavelli e Games of Thrones e l’intervista al buon Michele Nigro sul suo ultimo racconto

Gnosis

gnosis

 

Il grande saggio Mongai, lo dico senza ironia, perchè ne apprezzo sia l’esperienza, sia lo sguardo lucido… Tuttavia, mi permetto di dissentire su alcuni punti di un suo ultimo intervento, relativo al fatto che la fantascienza abbia compiuto il suo ciclo evolutivo.

Il primo tema di discussione è il seguente: paragonando la fantascienza al jazz, Mongai così scrive

Entrambi sono nati, si sono sviluppati, evoluti per dir meglio ed HANNO COMPIUTO LA LORO EVOLUZIONE. Una evoluzione perfetta, articolata, solida, che permetterà di fare ottima FS per secoli ancora, ma che cambierà radicalmente solo con cambiamenti radicali della tecnologia e quindi della società in conseguenza di quei cambiamenti tecnologici. O se incontreremo degli alieni che ne avranno sicuramente scritta a loro volta e allora ne parleremo.

Come dargli torto. Da un certo punto di vista, non solo la fantascienza, ma l’intera letteratura ha compiuto la sua evoluzione.

Le tipologie di storie da narrare, sono canonizzate dai tempi d’Omero. La forma romanzo si è stabilizzata a fine Settecento… A chi mi cita Joyce, consiglierei di rileggere Sterne.

Allora perchè sono più di trecento anni che si continuano a scrivere romanzi ? Perchè è cambiato ciò che costituisce il contenuto di una storia, il rapporto tra l’Uomo, il primo Io, con le sue paure e speranze, e il Mondo.

I rapporti sociali, economici, le tecnologie mutano con sempre più rapidità: mutamenti che si riflettono su noi stessi e sul nostro modo di rappresentarci.

Per questo la narrativa in generale e in particolare la fantascienza, cambierà sempre pelle.

Tornando al discorso di Mongai, mi ha colpito un’altra sua frase

Non può evolvere oltre, è perfetta così. Come il Jazz e come la Fantascienza. Possiamo continuare a farne quanta ne vogliamo e ben vengano le novità, ma sia chiaro: non è vero che i cambiamenti sono sempre in meglio, è vero solo che per migliorare bisogna cambiare. Prima però si migliora, poi si cambia. Non il contrario.

Mi ha fatto tornare in mente alcune letture che feci anni fa sui testi di Stephen Jay Gould.

In pratica, il buon paleontologo affermava come l’idea che l’evoluzione biologica fosse finalizzata all’Ottimo, fosse un’illusione positivista.

Per questo do ragione a Mongai: i cambiamenti non generano il meglio. Anzi, dirò di più, non generano neppure il peggio. Semplicemente, portano al diverso, che soggettivamente può piacere o non piacere, ma che non può esssere giudicato sub specie aeternitatis.

Nel nostro piccolo, come sta mutando la fantascienza italiana ? Difficile a dirsi. Però, molte delle mie personali opinioni sono riflesse in Gnosis, l’opera del mio compagno d’armi Ferruccio Lipari.

Una fantascienza che si fonde, fa bene Mongai a usare il termine meticcio, con altri linguaggi, rompendo schemi e confini.

Che esplora una dimensione onirica e sfuggente e che, memore della lezione di Dick, si interroga sui fondamenti di ciò che chiamiano Reale.

Per finire questo mio sproloquio, due piccole segnalazioni: complimenti a Dario Tonani, a di Lukha B. Kremo e a Sandro Battisti per il successo con il premio Cassiopea.

Poi, date un’occhiata a Storie Bizzarre, testata gemellata a Quaz Art, dedicata alla narrativa fantastica, che ha l’ambizione di diventare il punto di riferimento di artisti che “non hanno bocca, ma devono urlare”.

Novità dal fantastico

scudo

 

Sempre nell’ambito delle novità dal Fantastico italiano, le Edizioni Scudo nelle persone di Giorgio Sangiorgi e Luca Oleastri (a.k.a. Short Stories) saranno presenti a Roma Sabato 30 e Domenica 31 Marzo 2013, come ospiti allo STEAMPACT FESTIVAL, primo festival italiano dedicato allo Steampunk.

Quindi, correte in massa a rompere loro l’anima… Seriamente, per il grande lavoro che fanno Luca e Giorgio per dare visibilità alla nostra narrativa fantastica, meriterebbero un monumento !

L’altra novità è l’articolo che Quaz Art dedica a Storie Bizzarre, il tentativo di far rinascere in Italia lo spirito sognante e ribelle di Weird Tales

Voci da Quaz Art

chiave

 

Come sempre, do evidenza alle novità da Quaz Art. La prima è che, per dare evidenza ai nostri artisti, abbiamo introdotto, o meglio ha introdotto smazzandosi il codice il buon Ferruccio Lipari, l’artista del mese come sezione dell’home page.

A inaugurarla, il fotografo Giulio Spagone.

La seconda, sono due nuovi articoli: Il Segno e l’Immagine, una svagata riflessione sulla pittura contemporanea e l’intervista al professore Claudio Borghi Aquilini, autore di Investire nell’Arte.

Infine, una segnalazione esterna a Quaz Art. Sull’ultimo numero di Frattura Scomposta, si parla di due mie amiche artiste, che stimo tantissimo: Cristina Iotti, i cui ritratti sono poesie che ci guidano al Bello e al Buono e Dorian Rex, a cui ho rubato l’immagine che accompagna il post

Quaz Art su Occupy Deejay

deejay

 

Quando, un paio d’anni fa, smisi di collaborare con un famoso portale d’arte per aiutare Ferruccio nella sua avventura, molti mi presero per pazzo.

Dinanzi ai loro sorrisini di sufficienza, alzai le spalle, dicendo

“Lasciatemi il diritto all’Utopia”

E Quaz Art è un’utopia: sin dall’inizio, con Ferruccio abbiamo pensato più costruirci un’identità, che a inseguire i grandi numeri.

E costruirci un’identità signica essere uno strumento di supporto all’autopromozione di giovani artisti, una vetrina per l’arte digitale, tanto negletta dai nostri galleristi e curatori, essere un megafono per tutte le voci eretiche e innovative della cultura italiana e un’incubatrice d’avanguardie

Il nostro sforzo è stato premiato: domani pomeriggio, su Occupy Deejay, trasmessa dalle 15:00 alle 18:00, su Deejay TV (canale 9 del digitale) e in streaming su http://www.deejay.it/occupydeejay si parlerà di Quaz Art…

Un grazie al grande Ferruccio Lipari e a tutti coloro, artisti, scrittori, intellettuali che hanno collaborato a questo progetto, rendendolo grande

Voci da Quaz Art

Un paio di segnalazioni su quanto stiamo combinando su Quaz Art. La prima è che, da buoni araldi dell’Avanguardia, non potevamo non dare visibilità alla nuova mostra loverista.

Qui un resoconto dell’evento e una riflessione sulla natura innovativa del movimento che rispecchia una società che si sta sempre più orientando verso strutture dinamiche, partecipative e basate sull’aggregazione bottom up.

La seconda, è il ricordo del grande fotografo Gabriele Basilico, l’erede della pittura di Sironi nello scoprire la città come specchio dell’Uomo

Come nasce un’opera d’arte digitale

Quaz Art, da quando è nata, ha sempre avuto l’ambizione di distinguersi dai tanti portali d’arte che infestano il web.

Non essere una vetrina o un luogo di polemiche da bar, ma una palestra di dialogo e sperimentazione, in cui si condividono idee ed esperienze.

In questa ottica, il buon Ferruccio Lipari, ha realizzato un video di speed-collage – disponibile anche in HD, per evidenziare il lavoro che c’è dietro le sue opere, in modo che metodi, tecniche e trucchi del mestiere non rimangano confinati nell’orticello del singolo, ma si trasformino in patrimonio comune.

Perché noi siamo ciò che doniamo…