Saturno Buttò

La Bellezza fa paura ? Sembra una domanda retorica, senza senso, eppure questo mondo contemporaneo pare esserne terrorizzato.

Da una parte la nega, proponendo il brutto e il banale come misura di tutte le cose. Dall’altra, privandola della sua carica eversiva, la riduce a pura e inutile decorazione.

Sì, perchè la Bellezza è eversiva. Perchè è una sfida alla mediocrità del nostro quotidiano. Con la sua luce abbagliante, evidenzia le nostre piccolezze e i nostri lati oscuri.

Saturno Buttò ne è consapevole e utilizza il Bello come un bisturi, per sezionare ciò che Freud chiamava il disagio della Civiltà.

Ogni tanto mi rileggo il Signore delle Mosche di Golding. Libro che mi ricorda il fatto che siamo poco più delle bestie. Senza le regole imposte dalla comunità, dominerebbero la superstizione, il caos, le tendenze autodistruttive.

Però, queste regole, con la loro ipocrisia, castrano la nostra natura, rendendoci incompleti e infelici. Questa tragedia dialettica, è alla base della pittura di Buttò

Il fatto che la evidenzi con figure belle e algide, aumenta lo straniamento dello spettatore, rendendolo consapevole delle sue contraddizioni esistenziali.

E dalla consapevolezza, nasce la libertà di essere…

Per chi vuole scoprire e approfondire l’arte di Buttò, nella nuova sede della galleria romana Mondo Bizzarro, in via Sicilia 251, si è tenuta una sua personale, corredata da uno splendido catalogo che consigli a tutti

Mostra che è termina Sabato, con una performance di Sylvia Di Ianni che riproducendo dal vivo un’opera del Maestro, ha ribaltato completamente il concetto antico di Arte come Mimesis.

In questo mondo vuoto, la Vita, per essere completa, deve imitare l’Arte, per recuperare in sé la dimensione del Bello e del Tragico.

Perché la certezza che siamo fatti di fragile carne e di sangue, ci rende Reali, non icone virtuali, prigioniere davanti a un televisore o nascoste dietro lo schermo di un portatile

Finissage Saturno Buttò

Questa estate, la Galleria Mondo Bizzarro ha inagurato la nuova sede di Via Sicilia con una mostra dedicata a Saturno Buttò, pittore figurativo visionario e provocatore che danza tra i temi dello Spirito e del Sangue, del Sacro e del Sensuale, dell’Amore e della Morte

Così Valeria Arnaldi descrive la sua pittura

Vitale, vissuto, estratto, goduto, perfino rubato, comunque desiderato nel suo essere simbolo di “linfa” che dallo spirito arriva alla materia e viceversa. È il sangue il protagonista della nuova mostra di Saturno Buttò. Sangue che permea gli occhi e l’animo, pur nella sua assenza, descritto nelle forme che vivifica o, al contrario, “svuota”.

Sangue che colora il piacere fino a portarlo alla sofferenza, per poi di nuovo, in circolo tra vizio e virtù, farlo passare dalla sofferenza al piacere. A essere indagato, di opera in opera, è in realtà il rapporto tra vita e morte, meglio tra vita e non-vita, negazione del noto affrontato con la fede del mortale, ora canonica – e canonizzata – ora invece profana. L’aldilà si veste di mille facce differenti ma torna sempre al “motore” della materia, nella sensualità del suo essere manifesto di un Oltre. Anche da consumare

Sabato sera, dalle 18.00 in poi, ci sarà il finissage di questa personale. In tale occasione ci sarà la live performance di body art a cura di Sylvia Di Ianni, e ispirata proprio all’ultimo dipinto di Buttò.

Stasera Il Perdono Materno

Questa sera, alle ore 21, Human Installations web tv di Kyrahm e Julius Kaiser e il Mitreo Arte Contemporanea Roma presentano

Il Perdono Materno

Il titolo della mostra è un omaggio all’opera di Anselmo Chessa L’artista da oltre 30 anni effettua performance di Sand Art. Alla luce dell’alba, in riva al mare, disegna forme michelangiolesche incidendo la sabbia utilizzando affilate canne di bambù. I disegni durano pochi istanti, le onde del mare provvedono presto a rendere immacolata la battigia, a portare via i segni.

La poesia dell’effimero. Il dipinto “Il Perdono Materno” commovente e grandioso, induce al sacro silenzio dell’osservazione. Il piccolo, proteso verso la madre supplicante, è accolto dalle sue membra, ancora.

Una madre sempre presente che accudisce per 30 ore l’artista Kyrahm, rinchiusa in un bozzolo in Human Installation 0: Chrysalis.

Una madre che torna nell’opera di Saturno Buttò, Kyrahm e Julius Kaiser: la Madonna che piange sangue, è parte dell’immaginario iconografico religioso.

Una presa di posizione laica e controversa, che ha sempre caratterizzato la ricerca di Kyrahm orientata verso l’aspetto umano e carnale delle rappresentazioni religiose. L’uso della body art estrema per la rappresentazione dell’ iconografia pone l’accento sulla natura spesso cruenta della nostra tradizione cristiana.

Per Julius Kaiser, coerentemente con la Teoria Queer, la contrapposizione maschile e femminile è soltanto una costruzione sociale.

Nel lavoro di Monica Melani è invece impetuosa la parte femminile di dio e di ciò che incarna da sempre attraverso il femminino. La compassione verso la fragilità ed iniquità dell’uomo ma anche del suo credere fermamente nelle sue immense potenzialità, si traducono in sostegno ed ispirazione nel percorso di ricerca e ricongiungimento nel divino che è in lui. tutto ciò si esprime nel creato attraverso l’armoniosa danza degli elementi maschile e femminile, luce e suono: vibrazione manifestata.

I versi inediti di Stella Scrivo e la presentazione del nuovo libro di Alessio Brugnoli ci riporteranno alla dimensione narrativa.

Che aggiungere… Partecipate numerosi !!!

Il Perdono Materno

Il 16 maggio, a Roma, presso il Mitreo Arte Contemporanea, in collaborazione con Human Installations web tv di Kyrahm e Julius Kaiser si inaugura la mostra Il Perdono Materno, con opere di Saturno Buttò, Kyrahm Human Installations e Julius Kaiser, Monica Melani, Anselmo Chessa.

Sarà ospite Marisa Bellisario, presidente del Ministero Beni Attività Culturali.

Durante la serata, oltre a versi interpretati dall’opera della scrittrice Stella Scrivo, vi sarà una presentazione de Il Canto Oscuro.

Non sarà la solita carrellata di pareri di critici e altri scrittori, quella verrà in futuro, ma una chiacchierata su ciò che ho scritto, con qualche domanda da parte di Kyrahm, sperando che non infierisca, dando retta ad una lunga serie di artisti vogliosi di rendermi pan per focaccia per le mie interviste, e lettura di qualche brano del libro.

Perchè questa scelta, così poco usuale ? Perchè amo le opere di questi artisti. Perchè Andrea Conti, il protagonista è un professore di Storia dell’Arte.

E perchè, strano ha dirsi, ho concepito Il Canto Oscuro come un qualcosa che andasse oltre la semplice scrittura: un progetto che dialogasse, in qualche modo, con le diverse espressioni della creatività contemporanea

Per questo ho fatto realizzare la copertina da una delle migliori pittrici italiane, Elena Cermaria e il book trailer dal talento multiforme di Francesca Fuochi