I signori del Pianeta

Tra i tanti progetti narrativi che sto provando a portare avanti a spizzichi e bocconi, un giorno per la mia pigrizia mi troverò sotto casa un editore armato di una nodosa clava, vi è un romanzo di fantascienza centrato sul tema dell’Evoluzione, in cui appariranno alcuni personaggi del racconto Il Vecchio Jo di Deinos.

Una delle sottotrame, parlerà del tentativo di clonare dai resti fossili i Neanderthal, nella convinzione che siano più adatti dei sapiens sapiens a colonizzare Marte e d’intorni.

Per questo ho letto con particolare interesse I signori del pianeta di Ian Tattersall, libro che parla dei nostri antenati ominidi.

Libro da cui si possono trarre le seguenti perle di saggezza che introdurrò nel romanzo

1) L’evoluzione non è un processo lineare, ma caotico, in cui non è possibile definire una direttrice principale, ma soltanto un sovrapporsi di rami secondari
2) L’evoluzione non ha nè fine, nè scopo
3) Gli altri ominidi non sono versioni più semplice di noi sapiens, ma esseri diversi, con una struttura di pensiero alternativa e non riconducibile alla nostra. E se questo vale per i nostri “‘parenti”, sarà ancora più valido per gli alieni

Imparare dai rifiuti

Che fare quando un editore ti rifiuta un racconto ? La reazione istintiva è di mandarlo al diavolo, dandogli dell’incompetente.

Può capitare che l’editore sia miope, incapace di accorgersi che davani agli occhi ha non dico un capolavoro, ma un buon testo.

E’ successo con Il Canto Oscuro , una concorrente della Kipple lo giudicò impubblicabile, e con un racconto, scartato da una mediocre antologia e pubblicato in un testo più prestigioso.

Però, sono rarissime eccezioni… Se un testo è rifiutato, nella quasi totalità dei casi vi è un problema o di idea o di struttura narrativa o di stile.

Piuttosto che brontolare e riproporlo ad altre case editrici, meglio farlo decantare, rileggerlo a mente fredda, capendo ciò che non va, per poi rimetterci mano…

Come nasce un dinosauro (parte II)

Sempre parlando del buon vecchio Nigersaurus, per cercare di renderlo più realistico, ho fatto una serie di assunzioni.

Mancanza di piume: premesso che dopo la scoperta dello Sciurumimus albersdoerferi sono sempre più convinto che molti dinosauri fossero piumati e che forse il buon tirannosauro ne avesse di simili a quelle del kiwi, non me la sono sentito di rendere il Nigersaurus simile a un colossale tacchino

Perchè per le sue dimensioni e l’ambiente in cui viveva, probabilmente non aveva bisogno di tale scambiatori di calore

Livree colorate: dai recenti studi, pare i dinosauri pennuti fossero coloratissimi. Questo si può estendere anche ai saurischi ? Boh. Però, vedendo i complessi disegni delle scaglie, qualche sospetto c’è. Io ho seguito l’istinto e ho reso il mio dinosauro un arlecchino

Versi: I dinosauri cantavano come gli uccelli ? Boh, però l’idea mi piaceva tanto

Dimorfismo: Ci sono prove che almeno in alcune specie, ci fosse un dimorfismo sessuale. Alcuni paleontologi vanno oltre, sostenendo come l’aspetto dei dinosauri variasse anche con l’età

Dato che i loro argomenti mi sono apparsi credibili…. Poi mi divertiva immaginare che quei bestioni avessero dei cuccioli simpatici e dispettosi

Come nasce un dinosauro (parte I)

Una domanda che i primi lettori del Vecchio Jo mi stanno facendo è dove ho rimediato il Nigersaurus

La tentazione è di rispondere loro: guarda questo passa il convento, i dinosauri più fichi sono stato utilizzati dagli e quindi mi sono dovuto adattare.

In verità, la scelta è stata consapevole: non volevo scrivere il solito plot alla Jurassic Park, del tipo

“cattivi rettiloni che cacciano umani”

anche perchè se fossi un tirannosauro, probabilmente sarei molto impaurito nel trovarmi davanti un Leopard II armato di tutto in punto.

In pratica ho immaginato che, dopo un periodo di shock culturale dovuto all’apparizione dei dinosauri, probabilmente ci saremmo adattati, trovando anche un modo per sfruttarli economicamente, utilizzandoli come bestiame.

E qui casca l’asino: non potevo utilizzare un carnivoro, per ovvi motivi. I sauropodi di grossa dimensione erano esclusi, per il loro ingombro che li rendeva poco gestibile.

Inoltre il loro cibo preferito, le tenere foglie di felci giganti, non che siano molto comuni nella Pianura Padana.

Dovevo quindi trovare un sauropode erbivoro, di medie dimensioni, che potesse mangiare erba.

Il Nigersaurus, lungo una decina di metri, con centinaia di denti a batteria adatti a brucare, è stato il candidato ideale… L’enorme, placida mucca del Mesozoico

Intervista su Il Segreto dell’Universo

segreto

Un estratto di un’intervista più ampia, dove parlo anche del mio racconto ne Il Segreto dell’Universo

Perchè Edizioni Scudo ?

Perchè posso vantarmi di avere un racconto illustrato da uno dei migliori illustratori italiani, il buon Luca Oleastri... Ogni sua tavola è veramente uno spettacolo per gli occhi.

Per le sfide che mi pone Giorgo Sangiorgi. Senza di lui non avrei mai pensato di affrontare “temi” forti nei miei racconti.

Hai scritto un racconto blasfemo ?

No, non era mia intenzione. Più che altro parodico, nel senso originale di “fare il verso”, imitare e ricreare.

E io mi sono divertito a rifare in chiave moderna una specie di fonte Q. Un miscuglio di aforismi ed episodi di un Rabbi, dall’inizio della sua predicazione alla sua morte e Resurrezione

Perchè le citazioni del Vangelo di Tommaso ?

Per rafforzare il tono “religioso” e per fare riflettere sul problema delle fonti.

Nonostante sia spesso considerato come gnostico, nel Vangelo di Tommaso vi sono diverse convergenze con i testi canonici.

E’ far vedere sotto altri occhi ciò che diamo per scontato

Che è il filo conduttore del racconto ?

Sì,che gioca sull’ambiguità di fondo con cui ci rapportiamo con chi annuncia il Regno di Dio. E’ un profeta o un pazzo ?

I suoi seguaci vivono nella realtà o nell’illusione ? La società fa bene a difendersi da chi mette in discussione i suoi principi fondanti ?

Domande valide sia oggi, sia nella Palestina di duemila e passa anni fa

Sui racconti

Tanti sottovalutano la difficoltà dello scrivere racconti.

Tanto che ce vo ? sò corti, mica devi scrive cento pagine.

E’ il commento che spesso sento, quando ne parlo. Perchè in Italia ce la tendenza a considerare la quantità come sinonimo della qualità e della difficoltà di scrittura.

Invece è il contrario: perchè nel racconto devi comprimere storie ed emozioni in poche pagine, non puoi permetterti di divagare o di allungare il brodo e in poche righe, devi saper spiazzare il lettore.

Per far questo ci vuole tante idee e tanto mestiere.

Fredric Brown, di cui ho appena letto Cosmolinea B-1, è maestro in questo.

Non tutte le opere della raccolta mi hanno fatto gridare al capolavoro: però la lettura di ognuna è riuscita a spiazzarmi… Non posso dire lo stesso di tanti altri autori

Roma con altri occhi

Vincenzo è un pensionato dell’Atac. Non è un gran lettore e soprattutto, un appassionato di fantascienze. Per colpa o merito, a seconda dei punti di vista, di un mio prozio, si è trovato tra le mani Il Canto Oscuro.

Ha cominciato a leggerlo. Poi a costretto anche la moglie a farlo. Infine, a deciso di cominciare a passeggiare per il centro di Roma, per riscoprire i luoghi dove è ambientato il romanzo.

E i suoi complimenti, sono tra i più belli che ho ricevuto.

“Mi hai fatto vedere Roma con altri occhi”

Così mi ha detto…

Da Parigi a Pechino

Tutto è cominciato sabato: causa freddo, ho deciso di comprarmi un cappello.

Secondo molti miei amici, il suo stile è lievemente retrò. Addirittura, uno, guardadno la mia foto, mi ha paragonato ad uno dei passeggeri dell’ passeggero dell’Itala nel raid Pechino Parigi.

Per chi non la sapesse, il quotidiano Matin organizzò questa gara, nel 1907.

L’impresa era epica: non vi era assistenza e le strade dell’epoca erano disastrate. Il percorso certo non aiutava, visto che passarono persino nel deserto del Gobi.

Ma il successo dimostrò come con l’automobile si potesse andare ovunque.

Il vincitore dell’impresa fu l’equipaggio romano costituito dal Principe Scipione Borghese, dal suo autista Ettore Guizzardi e dal giornalista Luigi Barzini.

Il successo fu figlio della superiorità meccanica del mezzo, l’Itala, la loro macchina, pesava una tonnellata e mezza e aveva una potenza di 40 cavalli, superiore a quella dagli altri concorrenti.

Poi Scipione Borghese, data la sua esperienza come esploratore, fu meticoloso nell’organizzare il tutto: aveva ispezionato una prima parte del percorso a dorso di cammello e a cavallo, misurando con un’asta della stessa lunghezza della carreggiata dell’Itala i passi più angusti.

Si era occupato di organizzare gli aspetti logistici nei minimi dettagli, preparando i depositi di benzina e le scorte durante l’intero percorso.

Ebbe anche delle idee geniali lato meccanico: sostituì i parafanghi dell’Itala con delle assi asportabili da impiegare come rampe per gli ostacoli e rese pneumatici anteriori e posteriori delle stesse dimensioni in modo da renderli intercambili e ridurre le scorte.

Che c’entra tutto questo con Il Canto Oscuro ? L’idea è che Andrea e Beppe, tornati dall’America e ottenuto il perdono dal Cardinal Colacchia, siano coinvolti dal Principe Padre in un’impresa analoga, che avverrà nel mio 1909, per dimostrare al mondo la superiorità delle automobili prodotte dalle fabbriche Conti.

Così su un infernale catorcio, partiranno da Parigi diretti in Cina, Andrea, Beppe a fare da pilota, Rapagnetta a raccontare l’impresa per La Tribuna e il povero Marco Ajello, trascinato a forza dagli amici

Charlie Lovercraft

charlie

 

In questi sto lavorando a due progetti di scrittura: il primo consiste nelle avventure newyorkesi di Beppe e Andrea, seguito de Il Canto Oscuro dove i due sciagurati, tra i tanti tizi, incontrano un giovane detective hardboiled chiamato HP Lovercraft

Il secondo in una mia versione di Cronache Marziane, con un esploratore costretto a lottare con le avversità del Pianeta Rosso, con un’IA stressata chiamata Linus e un robot bianco, la cui forma ricorda quella di un beagle gigante…

Quindi, potete capire quanto ho riso, nel trovarmi dinanzi alla vignetta di Charlie Lovecraft 😀