Segnalazioni ferragostane

Dato che tra poco mi godrò qualche giorno di vacanza, almeno spero, ne approfitto per qualche segnalazione ferragostana.

La prima, è una bella intervista a Giò Lacedrain cui si affrontano i temi dell’identità e dell’accettazione del sè

La seconda, è l’uscita della seconda edizione di Urfuturismo-Futurismo Oggi n.1 in cui si parla anche del sottoscritto

La terza, è che vi sono i saldi estivi de La Mela Avvelenata, in cui l’ebook di Noccioline Da Marte, il mio racconto che non mette mai d’accordo i lettori, o si ama o si odia, si può ottenere gratis

Voci femminili

ferruccio

 

Un lunedì di segnalazioni al femminile… La prima è l’articolo che Il Fatto quotidiano ha dedicato a SS: uno spettacolo sulla Sindrome di Stoccolma nei lager nazisti, progetto che esplora una pagina dimenticata della Shoah: i blocchi di prostituzione nell’ambito dei lager.

Una narrazione onirica, basata sulla body art e sul circo contemporaneo, che narra l’inferno nascosto nei nostri cuori.

Il testo e regia teatrale sono di Mariaelena Masetti Zannini, mentre direzione artistica e installazioni viventi a cura di Sylvia Di Ianni, entrambe mie amiche.

La seconda, è l’intervista che Isabella Borghese fa a Ilaria Cucchi, piena di dolore e di passione. Una testimonianza di cosa è la giustizia in Italia…

Infine su Quaz Art, l’intervista del sottoscritto a Marla Lombardo, sulla fotografia come strumento per conoscere se stessi e trascendere i propri abissi

 

Call Center e interviste

Dopo una mattinata passata a spiegare ai miei capi quale sia il mio lavoro, capita anche questo, e a litigare con le poste francesi che non hanno un’idea chiara di dove sia finito un mio pacco e i cui impiegati parlano un inglese che, incredibile a dirsi, è peggiore del mio, mi dedico a un paio di segnalazioni interessanti.

La prima è l’uscita del nuovo racconto di Michele Nigro, Call Center. Visto che sono pigro, Michele mi perdonerà, copio la sinossi da Amazon

Call Center” è un racconto social fantasy: alcune scomode verità socio-economiche e culturali riguardanti i nostri tempi evolvono in una specie di realismo magico lovecraftiano crudele e inesorabile. Partendo da temi caldi quali il lavoro, la precarietà, la mancanza di sicurezza economica in un futuro nebbioso, l’Autore cerca di descrivere la condizione ambigua dell’uomo moderno e ne approfitta per toccare il cuore dell’inganno consumistico: il lavoro è diventato un prodotto e i lavoratori-consumatori sono dei complici più o meno consapevoli. L’informazione, la conoscenza dei desideri, diventano risorse preziose per un Sistema che non lascia scampo. La libertà è un’utopia luminosa ma per conoscere la verità (e quindi riscattarsi dalle regole del Sistema) bisogna avere il coraggio di scendere in zone oscure.

Una ‘non storia’ didascalica scritta utilizzando un tempo presente invadente e caratterizzata da una struttura testuale eterogenea (stralci poetici frammisti a “corsivi mentali” e brevi dialoghi) che segue una precisa logica di decostruzione della narrazione classicamente intesa. Howard Phillips Lovecraft, William S. Burroughs, Marc Augé, Karin Boye, Noam Chomsky, Marshall McLuhan, Jorge Luis Borges, Dylan Dog: questi, e molti altri, gli ispiratori del racconto.

Per dirla tutta, il racconto di Michele è la migliore risposta a chi definisce la narrativa fantastica come una fuga dal Reale: è invece lo strumento migliore per sezionarlo, per vedere sotto altri occhi i paradossi a cui il Sistema ci abituato, per evidenziarne tutta l’assurdità.

E la sua prosa, in un panorama letterario sempre più banale, invece recupera il vero motivo della sperimentazione: non un gioco intellettuale, ma la presa d’atto del dissolversi della Cultura e della Società in un caos informe

La seconda segnalazione è l’intervista che il buon Simone Ghelli mi ha concesso per Quaz Art.

Anche se in forme differenti, c’è una cosa che accomuna Michele e Simone: l’idea che in un Mondo fondato sulla Menzogna, la Verità sia ancora una forza rivoluzionaria

Tra arte e cucina

Approfittando della pausa di digestione, due utili segnalazioni: la prima è del blog di cucina del mio amico Riccardo, fratello di forchetta, e di sua sorella Ada.

Date retta a loro consigli: la loro esperienza nella buona cucina non è solo teorica 😀

La seconda è di un blog che spiega l’Arte ai Truzzi... Mi sembra di essere tornato ai tempi del liceo, con il mio prof che si disperava nello spiegarci le differenze tra Leonardo e Michelangelo

Santa Maria Antiqua

Sino al 4 novembre sarà possibile visitare nel Foro Romano uno dei più interessanti monumenti dell’arte bizantina a Roma, la chiesa di Santa Maria Antiqua che riadatta un edificio pagano esistente, di pertinenza del Palazzo Imperiale.

Edificio costruito da Domiziano, di cui, dopo un secolo di scavi e discussioni, non si ha ancora un’idea chiara della sua funzione. Comunque sia, nel VI secolo fu deciso di trasformarlo nella chiesa di servizio per i funzionari e i soldati bizantini che era di stanza sul Palatino.

Nel IX secolo Santa Maria Antiqua venne abbandonata e rimase sigillata sotto i crolli del terremoto dell’847 D.C. per più di 1000 anni, fino alla sua riscoperta con gli scavi di Giacomo Boni nel 1900.

L’importanza di questa chiesa è legata alla sua decorazione, testimonianza dell’arte bizantina di quel periodo, dato che la quasi totalità delle pitture dell’epoca furono distrutte durante la disputa iconoclasta.

Le prime pitture, che decoravano le pareti del presbiterio e della navata centrale, risalgono ai tempi di papa Martino I (649-653), forse ucciso in Crimea per ordine dell’Imperatore Costante II, a causa della sua opposizione al monotelismo

Il ciclo decorativo fu ampliato su commissione di papa Giovanni VII (705-707), affezionato alla chiesa perché cresciuto sul Palatino come figlio del custode dei palazzi imperiali.

Giovanni VII fece decorare nuovamente il presbiterio e fece inoltre eseguire i nuovi cicli pittorici nella Cappella dei Santi Medici, decorata con grandi figure di santi anargyroi o guaritori che non accettano denaro. Grazie alla presenza di queste figure, secondo uno studio recente la cappella veniva utilizzata da malati in cerca di guarigione che vi meditavano durante la notte.

Sotto Zaccaria (741-752), durante il quale venne eseguita la Cappella di Teodoto, che prende il nome odierno dal donatore, un nobiluomo romano, che come ambasciatore del Papa stabilì i primi contatti con la corte dei Franchi, futuri alleati nel distacco politico da Bisanzio, in cui è rappresentata il martirio dei santi Quirico e Giuditta

A Paolo I (757-767), che ordinò l’ultima decorazione dell’abside e fece eseguire estesi cicli pittorici lungo le pareti delle navate laterali.

Gli ultimi dipinti furono eseguiti sotto Papa Adriano I (772-795). Poi, una cinquantina d’anni dopo, venne l’oblio

Sempre Segnalazioni…

 

Come sempre, do spazio alle notizie che riguardano gli amici…

La prima, con sottofondo l’adeguato rullo di tamburi…..Domani riapre l’Hula Hoop che anche quest’anno svolgerà il ruolo di trincea dell’avanguardia romana e di antidoto contro il brutto e il banale che avvelenano il nostro quotidiano

La seconda, su Leggere Tutti è uscita una bella recensione di Ferro Sette di Francesco Troccoli... Se vi capita prendete in libreria la rivista e soprattutto il suo romanzo

 

A volte ritornano…

 

No,non è nessun articolo dedicato agli zombi. Come ogni tanto faccio, mi dedico a qualche segnalazione interessante

La prima, è a margine delle mie riflessioni sul Realismo Magico… Rosella Lenci mi ha indicato un’intervista di Ungaretti che contiene una splendida frase

una poesia è poesia quando porta in se un segreto se la poesia è decifrabile nel modo più elementare non è più poesia, anche la poesia che pare semplice contiene un segreto

La seconda è un articolo di Emanuela Cinà sulla mostra di Saturno Buttò…

Su libri e mostre


Come spesso accade, mi dedico alle segnalazioni delle cose che ritengo interessanti…

Sul numero 146 di Delos Science Fiction (dal titolo Improbabili Universi), la rivista online il cui numero di luglio è tradizionalmente dedicato per intero alla narrativa, è apparso “I ragazzi di Ramsar”, un racconto di Francesco Troccoli ambientato nell’Universo di Ferro Sette.

Consiglio di leggerlo a tutti, per rivivere o scoprire le atmosfere di un bel romanzo…

Stasera, presso la galleria milanese Famiglia Margini, in via Simone d’Orsenigo 6, si inaugura la mostra C’ero, una volta, personale di Anna Caruso, in cui le fiabe diventano testimoni della nostra angoscia di vivere.

Infine, il Il 16 settembre vi sarà la prima presentazione ufficiale del nuovo romanzo di Simone Ghelli, Voi, onesti farabutti edito da Caratteri Mobili, al Flep.

Come già preannunciato, chi non va, sarà fustigato… E attenzione che ho già preparato il gatto a nove code !

Segnalazioni culinarie

Il cibo è la cultura di un popolo, poiché rappresenta il più istintivo e immediato modo di rapportarsi al Mondo e al prossimo. Cucinare è creare, mangiare è socializzare.

Perché nel cibo si sedimentano storie, scontri e manipolazioni. Immaginiamo come sarebbe stata la cucina romana se nel 1825 Leone XII non avesse realizzato il mattatoio a Piazza del Popolo.

Per questo, ne Il Canto Oscuro, mi diverto a sottolineare di cosa sono golosi i protagonisti.

E per questo, do evidenza al nuovo progetto del mio amico Michele Ruschioniun viaggio nella Roma in cucina…

Segnalazioni della Domenica

Ecco a voi le segnalazioni della domenica.

In attesa della presentazione milanese di martedì, nella galleria Area 35, in via Vigevano 35, il blog I Cittadini prima di tutto parla de Il Canto Oscuro

Inoltre è disponibile il n°1 di Speechless Magazine, interessantissima rivista digitale free, nata dal genio di Alessandra Zengo, amministratrice del blog letterario Diario di Pensieri Persi e caporedattrice del portale Urban-Fantasy.it e realizzata graficamente da Petra Zari.

Speechless, infatti, è un contenitore culturale che desidera osservare da una nuova prospettiva il mondo editoriale e non solo, che vuole abbracciare con uno sguardo il panorama internazionale da Occidente a Oriente. Un giornale costruito affinché ogni lettore possa rispecchiarsi nelle sue mille sfaccettature: rubriche, articoli di approfondimento, recensioni letterarie e cinematografiche, racconti inediti di scrittori affermati o esordienti nonché uno sguardo dietro le quinte dell’editoria grazie agli articoli di addetti ai lavori che si sono prestati a raccontare la loro esperienza.