L’origine di Noccioline da Marte

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Come è nato Noccioline da Marte ? E’ una lunga storia… Durante le vacanze di Natale, un’amica mi aveva invitato alla presentazione di un manuale di scrittura creativa, in cui i consigli per gli aspiranti romanzieri erano commentati con le vignette del buon Snoopy, nella speranza che andassero oltre a

“Era una notte lunga e tempestosa..”

A fine presentazione, chi aveva organizzato il tutto lanciò la proposta di un concorso, con il tema del dialogo tra un tizio qualunque e il buon bracchetto.

Troppo pigro per partecipare ai concorsi, lascia stare, anche se mi rimase la pulce nell’orecchio…

Come posso ambientare una storia del genere in uno scenario fantascientifico, senza tirare fuori le solite menate sull’ingegneria genetica ? Un uomo che dialoga con un cane antropomorfo, è veramente sano di mente ?

Alla fine, in un noiosissimo pomeriggio palermitano, cominciai a buttar giù la storia, influenzato sia da Peanuts, sia dalla rilettura dell’opera di Dick….

E da cosa nacque cosa…

Era una notte buia e tempestosa

Ieri sera, sono andato alla presentazione della Guida di Snoopy alla vita dello scrittore, pubblicata dalla Scuola Omero.

Non ho nulla contro i manuali di scrittura creativa e con le scuole, anzi… Sono convinto che se invece di essere stato un autodidatta, avessi frequentato qualche corso, probabilmente avrei risparmiato tanto tempo e fatica.

E’ l’idea di utilizzare un’icona dell’immaginario come il nostro bracchetto preferito per far riflettere sulla fatica di scrivere e le tribolazioni della vita letteraria, è sicuramente geniale.

Però, secondo me c’è un limite, legato all’interpretazione di Snoopy: è qualcosa di più del prototipo dello scrittore frustrato, una specie di John Fante canino. Questo è Brian dei Griffin, non Snoopy

Snoopy è l’unico vero bambino dei Peanuts. L’unico che sa sognare e immaginare: può essere lo scrittore, l’eroico aviatore della Prima Guerra Mondiale, la guida scout, il fante della legione straniera.

La fantasia è l’unico antidoto alla noia della cuccia, alle paranoie del bambino con la grossa testa e alla pappa sempre in ritardo.

E’ ciò che renda la vita più degna d’essere vissuta. Il narrare storie è il donare ciò al Mondo, portare un poco di luce nelle tenebre.

Per questo Snoopy è qualcosa di più e di diverso dello scrittore fallito: come Omero è un vate, colui che ogni giorno riscopre lo stupore di vivere e lo condivide con gli altri, meno fortunati