Euro e teoria del caos

Negli ultimi giorni, con l’approssimarsi delle elezioni europee, politici di ogni genere e risma sparano dichiarazioni a raffica. Uno dei temi più controversi è quello della moneta unica: c’è chi parla di tragedie imminenti se vi rimaniamo, altri preannunciano piaghe bibliche se ne usciamo fuori.

In realtà, entrambi aprono la bocca e vi mettono fiato: per dimostrare questa tesi, proviamo a ripassare un poco di matematica.

L’economia, intesa come insieme di relazioni e di scambi, può essere modellizzata come una rete a feedback (per i più smaliziati come una particolare tipologia di sistemi AC di Classe IV, secondo Wolfram)

Per un numero N di nodi sufficientemente grande, dipendente dal tipo di relazione implemenentate, attualmente tale valore è considerato pari a 20, il sistema entra nelle condizioni espresse dalla dinamica non lineare (la teoria del caos, per intendenderci)

Sistemi caratterizzata dalla forte dipendenza puntuale dalle condizioni iniziali (il cosiddetto effetto farfalla) e dall’indipendenza complessiva dalle stesse condizioni iniziali (l’evoluzione del sistema sarà sempre vincolata nell0 spazio delle fasi dai suoi attrattori strani)

Vuol dire che non possiamo definire a medio termine le conseguenze di qualsiasi decisione in ambito economico: tuttavia, questa sarà sempre compresa in un insieme di valori (in pratica qualsiasi finanziaria farà il governo, non ci renderà mai tutti ricchi o tutti poveri, ma il reddito medio tenderà a oscillare in una fascia ben definita)

Ciò vale anche per l’uscita dall’Euro: non sarà una manna dal cielo, nè una catastrofe epocale, essendo a medio termine invariante rispetto all’attrattore strano che definisce l’economia italiana.

Per cui, tale decisione, è legata a considerazioni esterne all’economia, dal tutelare il potere d’acquisto e reddito di bacini elettorali alla concezione che si ha della propria sovranità nazionale (essere più o meno junior partner del Reich tedesco, insomma…)

Inoltre, qualsiasi sia la decisione, compito del governo, è cercare di governare il transitorio, magari non utilizzando tecniche di sincronizzazione di circuiti caotici, ma il semplice buonsenso, che pare così raro in Italia..

Sul riscaldamento climatico

A mensa, mentre al tavolo accanto si discuteva della commestibilità delle bucce del cocomero, secondo un mio collega sono il piatto preferito nelle Hawaii, nel mio si litigava con maggior accanimento sul riscaldamento globale.

Cerco di sintetizzare i vari punti

La temperatura media sta aumentando: Probabile

Dico probabile, perchè vuoi o non vuoi, le serie storiche sulle temperature risalgono al 1860 (prima dobbiamo basarci su prove indirette) e sino al 1950, per le caratteristiche degli strumenti e dei criteri di osservazioni, i dati non sono omogenei.

Soltanto dagli anni Settanta cominciano ad essere attendibili: dagli anni Novanta, poi, tengono cono degli effetti distorcenti delle isole di calore, le città, e stimano il comportamento termico degli oceani

Il che porta al paradosso che la variazione della temperature dipende dai campioni delle serie storiche prescelte. Scegliendoli con un certo criterio, potrebbe anche apparire come la Terra si stia raffreddando

Allora, perché sono possibilista ? Per un motivo storico: di fatto siamo in un interglaciale, la Lie è durata sino al 1850 e questo implica ovviamente un aumento delle temperature.

Esempio concreto: sino ad inizio Ottocento il Tevere gelava a febbraio, cosa non si verifica più

E sempre basandosi sulla Storia, con i dati relativi all’optimum climatico medievale, sono orientato a ritenere accettabili le analisi che ipotizzano un aumento dal 1900 ad oggi di 0,6 gradi della temperatura media e che questo dovrebbe continuare per circa un altro secolo, raggiungendo un incremento di altri 0,8 gradi.

L’aumento della temperatura dipende dall’effetto serra: boh

Dico boh perchè una parte dipende dall’attività solare, nel Medio Evo avevano altri problemi che l’anidride carbonica e per il fatto che lo stesso fenomeno sembra si stia verificando anche per gli altri pianeti del Sistema Solare.

Il problema, al di là dei modelli truffa dell’IPCC, che alla prova dei fatti non funzionano, perché non prevedono ad esempio i punti caldi sopra l’Equatore, rimane il fatto che l’atmosfera è un sistema caotico.

Al di là delle battute sull’effetto farfalla, a priori è impossibile stabilire le orbite degli attrattori su cui si stabilizzerà il sistema

Quindi, l’effetto antropico, potrebbe essere nullo o determinante… Il problema che non abbiamo i mezzi per stimarlo effettivamente…

Informatica e Darwin

Qualche giorno fa, un mio conoscente contestò il fatto che l’Evoluzione darwiniana potesse definirsi una teoria in senso stretto, mancando delle condizioni galileiane di formalizzazione matematica e replicabilità.

Sulla prima obiezione, si può discutere per ore. Sulla seconda, la questione si può liquidare con una battuta

La Biologia non è la Fisica

ossia non è una scienza modellizzabile tramite legami lineari di causa ed effetto, ma come l’economia, con reti di feedback

Di conseguenza, l’Evoluzione è conseguenza di un sistema caotico con tutti gli annessi e connessi.

Vale l’effetto farfalla, minime variazioni ambientali o mutazioni genetiche hanno effetti imprevedibili a lungo periodo, quindi una traiettoria evolutiva, a parità di condizioni iniziali non sarà mai replicabile.

Sarà soggetta a imprevedibili periodi di stasi, alternati a periodi parossistici, e a catastrofi, le estinzioni di massa.

Al massimo un osservatore esterno potrà definire degli attrattori che varieranno a secondo del contesto: esempio nel nostro mondo la nicchia ecologia dell’aria è occupata da animali alati (attrattore dell’evoluzione), in pianeti con maggiore gravità atmosferica magari saranno favoriti esseri che utilizzano vesciche di gas simili a mongolfiere

Proprio per questo, sono abbastanza scettico sul lavoro di chi, come Chaitin, l’autore di

Darwin alla prova. L’evoluzione vista da un matematico

cerca di simulare i processi evolutivi con programmi software.

Il problema è che modelli e algoritmi sono poco indicativi, non tenendo conto dei fenomeni non lineari, nè delle mutazioni che gli esseri viventi inducono sull’ambiente nè del verificarsi di cigni neri o grigi che mutano il contesto, esempio l’asteroide che ogni tanto colpisce la Terra.

Insomma, più che strumenti di ricerca, li vedo come giochetti per nerd

Sul Caos e l’Editoria

Negli ultimi giorni, quando brontolo per il lavoro che non va, amici e conoscenti se ne escono con

“Ma non ti lamentare che ti sei trovato una carriera da scrittore”

convinti che lo scrivere libri sia un ottimo metodo per arricchirsi. Purtroppo, non è così. I dati  parlano chiaro

In Italia ci sono 9676 case editrici e buona parte di loro non pubblica beppure un libro l’anno.Nei tavoli dei redattori delle case editrici arrivano circa 300.00 manoscritti l’anno. E’ probabile che vi siano in giro più scrittori che lettori

I 131.000 libri distribuiti ogni anno dalla Feltrinelli vendono in media 10 copie ognuno.

Si stampano 60.000 volumi l’anno, di cui il 50% non vende neppure una copia.

Per farla breve, citando sempre il Cigno Nero, il mondo dell’editoria è un Estremistan, dove pochi prosperano ai danni di tanti, tanti falliti.

I motivi sono di ordine culturale e matematico. Il primo è abbastanza ovvio: l’alfabetizzazione di massa, grazie al cielo, ha eliminato qualsiasi barriera per accedere e per produrre sapere. Chiunque voglia mettere su carta qualche pensiero, a differenza della precedente storia dell’Umanità, può farlo senza problemi.

Il che ha avuto l’effetto collaterale di generare tanto rumore di fondo che può nascondere le poche buone idee che possono saltare fuori (anche perchè in Italia è diffusa la strana opinione che si possa produrre narrativa senza una minima cognizione tecnica e senza fatica alcuna… Non è così. Leggete i manuali di scrittura creativa e seguite i loro consigli)

Il secondo è più sottile. I sistemi relazionali, sia ecologici, sia economici, sia sociali, sono basati su reti a feedback e queste generano sistemi caotici, dalle interessanti proprietà:

  • Autosomiglianza, ciò che avviene nel piccolo, avviene anche nel grande
  • Dipendenza dalle condizioni iniziali, variazioni infinitesimali delle cause, provocano effetti totalmente differenti
  • Autopoiesi, con la presenza inevitabile di catastrofi nel sistema
  • La non validità della legge dei grandi numeri, ossia tendono a verificarsi eventi strani e le risorse disponibili, invece che distribuirsi equamente, tendono a concentrarsi in pochi picchi.

Per farla breve: in qualsiasi sistema economico che coinvolga più di tre persone, sia questo capitalista, comunista, socialista o chi più ne ha, ne metta, ci saranno sempre crisi.

Sempre in economia, non esistono leggi miracolose, visto che non si possono prevedere gli effetti a  medio termine delle scelte compiute. Chi ha salvato le banche, un paio d’anni fa, non sospettava che  questa azione avrebbe provocato la crisi del debito sovrano, ma non per incompetenza o per dolo, ma per  deficit previsionale.

Per cui, dubitate di qualsiasi politico che si proponga di salvare l’Italia con decreti, si chiami  Monti, Berlusconi o Bersani. Chi dice questo o è ignorante o al confronto il Maestro do Nascimento è un  dilettante.

Ed esisteranno sembre delle ripartizioni diseguali di ricchezza e reddito che la legge e la volontà umana possono mitigare, ma non eliminare.

Nel caso dell’editoria ? Pochi titoli si spartiranno tutta la torta, mentre il resto si litigherà le briciole… I vincenti potranno esserlo per merito, per tempistica o semplice, imperscrutabile fortuna.

Quindi se pubblicate un romanzo, un grande in bocca al lupo…