Ci siamo conosciute per caso

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Domani sera, alle 18.30, lo Studio Artistico Evasioni, in via dei delfini 23, Roma, inaugura la mostra

CI SIAMO CONOSCIUTE PER CASO???
Bi personale di Simona Bramati & Togaci

L’occasione per ammirare i lavori di artiste che stanno costruendo la storia dell’avanguardia contemporanea.

Lascio la parola alla presentazione della mostra…

In un periodo storico in cui l’arte sembra aver perso la sua coerenza, in cui la società cerca di plasmare individui sempre più concentrati sul proprio ego, dove l’etica e la ragione diventano valori quasi desueti, a testimonianza di un malessere generale, pare scontato domandarsi: pensiamo davvero di conoscere noi stessi? o addirittura possiamo azzardare nel dire di conoscere l’altro? Ci siamo conosciute per caso??? la bi personale di Simona Bramati e Togaci vuole essere la risposta. Una mostra pittorica che testimonia la profonda ricerca interiore di due artiste, due donne consapevoli delle loro capacità ed espressamente libere che nelle loro differenze stilistiche si sono incontrate, scoprendo di avere come punto di partenza comune una visione critica ed oggettiva del presente. 
Togaci, eclettica artista torinese, romana di adozione, fautrice della libera espressione artistica, sperimenta da sempre l’arte in tutte le sue forme. I suoi lavori prendono vita dalla riflessione sociale attingendo dal proprio universo emotivo personale. Come un invisibile filo di Arianna l’energia, forte presenza in tutte le sue produzioni, ci conduce in un asso temporale tra le esperienze passate e un futuro non ancora svelato.
Simona Bramati, artista di origine marchigiana è riconosciuta ed apprezzata anche dalla critica internazionale per il suo stile inconfondibile; la rappresentazione semplice ed evocativa della vita. Colori tenui, tele quasi monocromatiche che si contrappongono ad immagini di grande tensione emotiva, corpi contorti e conturbanti che denunciano una ricerca profonda del proprio io.

Mostra dal 2 al 9 marzo 2013

CI SIAMO CONOSCIUTE PER CASO???
Bi personale di Simona Bramati & Togaci

A cura di Alessia Defilippi

Special guest
” concept LIVE ” by DJ Eve-Lys dalla Francia(Analog Dust)
www.simonabramati.it
www.equilibriarte.org/togaci

Ufficio Stampa: Emanuela Cinà

grafica : Dcgraphics.

STUDIO ARTISTICO EVASIONI di Giulia Spernazza

www.giulia-spernazza.it

– Via Dè Delfini 23 – Roma _ ore18.30
06 45422513.
DJ Eve-Lys
La musica ? la sua vita !
Attivista francese del Techno Sound di Detroit dal 1993.

Eve-Lys (Sylvie Recrosio) è una dj ,producer, art director di Parigi che suona e condivide la sua passione in diversi paesi del pianeta musica.
Autodidatta performer firmata su diverse etichette discografiche; canta, suona sintetizzatori analogici, compone sound ambient e visual-techno con una reale identità underground.
Appassionata di comunicazione ha creato un concept di trasmissioni radiofoniche come “Montmartrorama” sulla radio new yorkese Radio23.org e su diverse radio internazionali ( Germania,Argentina, Inghilterra,Francia ecc..).
Da sempre innamorata di comunicazione e di scambio, Eve è anche una brava PR che ha ricevuto il “brevetto di comunicazione ed azioni pubblicitari”(B.T.S) .
Parla diverse lingue ed è capace di generare ed organizzare eventi, provocando una vera “alchimia”, un rapporto interpersonale,una reale soluzione ad un problema di comunicazione iniziale.
( campionato mondiale del trial ecc )

il suo slogan? “Dare to Share” (osare condividere).
http://soundcloud.com/dj-eve-lys
https://www.facebook.com/eve.lys.12

L’iride di Alessandro Crapanzano

Il 9 novembre, presso l’HulaHoop Gallery, Roma, Via de Magistris,91/93 si inaugurerà la personale L’iride di Alessandro Crapanzano

(stampa alla gomma bicromata)

Mostra a cura di Togaci

progetto comunicativo

Lié Larousse

Frammenti di vita. Sorrisi che si spostano in transito scortati da attimi di trasparente gioia e risolutezza, primitivi istinti colti dall’occhio dell’artista Alessandro Crapanzano.

Questa è la strada intrapresa dal fotografo, studio derivato dalla necessità di ricercare ed elaborare nuove forme d’arte fotografica , impalpabile analisi dell’essere e dell’esistere, un’intensa indagine sull’uomo che da sempre , mosso da forze innate, popola la terra. Attraverso la sua opera fotografica, ingloba tutte le sue conoscenze passate, per rovesciarle in un unico progetto di lavoro, con una nuova consapevolezza artistica, riuscendo con grande concretezza e pura onestà a ristabilire con la tecnica antica della Gomma Bicromatata il giusto equilibrio tra arte fotografica e arte pittorica. Egli è un artigiano della pellicola, che si scarna delle conoscenze imposte e si veste di quell’istinto primitivo, che libera la mente dai dogma e ridona melodia ai pensieri, scoprendo l’anima dei protagonisti scelti dall’obiettivo, abbagliandone l’essenza celata in ogni figura ritratta. In una cornice di aria e luce , tra scorci di cielo e raffiche di vento , Alessandro Crapanzano prende per mano ogni passante, così che, passeggiare con lui ,con il suo sguardo sul mondo, equivale a sfogliare le emozioni catalogate in ognuno di noi, restando fermi. Nell’ osservare le sue opere è forte il richiamo ad una silenziosa ed ammirevole attenzione. Pertanto, nascosto in quel fermo transito di vita, che si lascia aggraziata scrutare, scovata nell’ attimo, nell’ istante in cui il fiato si ferma e rimpolpa lo sguardo, l’accortezza della sua ricerca, l’affanno della minuziosità dell’essere, la disperazione della sua fine è presente in tutta la sua arborea opera.

Alessandro Crapanzano rappresenta artisticamente con la sua opera fotografica quest’epoca di straordinaria e continua evoluzione, rendendoci complici e partecipi della sua innata creatività.

Alessandro Crapanzano

Nel 1993 per motivi di studio si trasferisce a Roma dove si laurea a “La Sapienza” e dove tuttora vive e lavora. Dopo alcune esperienze come fotografo autodidatta, cresce nella scuola di “Arte e mestieri di Roma” dove si specializza in fotografia digitale, analogica, e nella stampa alla gomma bicromata.

Predilige la fotografia paesaggistica ma introduce elementi introspettivi, giocati spesso su simbologie, mescolati con toni cupi.

Nella stampa artigianale alla gomma bicromata si è concentrato sopratutto sulla fotografia da ritratto.

 Lié Larousse

nasce in un circo itinerante, tra stoffe di taffetà ruvida, seta in baco e carta straccia.

Non sa che giorno fosse, né l’anno, né la direzione che prese il treno, spinto sulle rotaie forse dal canto stridulo di ogni palpitante sterzata o forse dalle urla del parto di un’ipotetica madre immaginata sotto ogni forma. Quel che è certo, è che, quell’ammasso di ferro, legna e carne in transito era vivo, colmo di saltimbanchi, clown, povere bestie , lustrini e paillette. Lié – faceva caldo, quello, si me lo ricordo, ma , fuori di qui , cara, un freddo, quello anche mi ricordo, e poi non insistere con me chiedi a Mr Freak ti saprà dire di più . Mr Freak alto tre metri la spostava di lato col bastone argenteo mal fermo, appena la vedeva sbucare dal nulla – fsthgrfth – farfugliava in un linguaggio incomprensibile. Lei continuò a chiedere. Chiese a tutti, ai giocolieri con le clave, al mangia fuoco con la tutina gialla aderente, alla signorina Edena la donna più bella dell’universo con tre capezzoli, al triste Robert col trucco sempre sciolto e il diario nascosto che solo lei sapeva dove trovare. Nebbia . Ombre. Nulla. Ogni risposta era una chiusura di porte senza maniglie, inerme ad ogni ingresso riappariva lui, fermo ad attenderla sul ciglio , sempre, l’incomprensibile Mr Freak.

Così oggi, ad un età inconsapevole, con i capelli spagliati di un colore incolore, mi presento a voi, mi chiamo Lié Larousse, racconto storie di vita vissuta dagli altri, studio del mondo com’era, qui dietro le quinte di un palcoscenico fluttuante, attraverso i miei occhi vi farò vedere l’idillio della vita degli esseri quali siamo dove conduce, col mio unico ricordo. Vero. Solo mio, che d’improvviso di giorno o in sogno mi appare, col profumo caldo di neve silenziosa .

Tecnica di stampa alla GOMMA BICROMATA

I principi su cui si basa questo tipo di stampa risalgono al 1855, e si fondano sulle acquisizioni del chimico francese Alphonse Louis Poitevin.

Il processo vero e proprio, messo a punto intorno al 1856, dall’inglese John Pouncy, resta praticamente inutilizzato fino alla fine del 1800, quando è ripreso da Alfed Maskell e da Robert Demancy che lo chiamano ACQUATINTA, per il colore assunto dall’acqua di spoglio.

I componenti principali sono: la gomma arabica (ricavata dalla resina dell’acacia), e il bicromato di potassio, più un pigmento, aggiunto per colorare l’emulsione.

Con questi composti viene prodotta un’emulsione sensibile alla luce, che viene stesa sulla carta, successivamente viene appoggiato sulla stessa, un negativo a grandezza reale dell’immagine che vogliamo riprodurre quindi si illumina il tutto con una lampada. Infine, tolto il negativo, la tavola viene messo in una vasca piena d’acqua. Dopo alcuni minuti, sulla tavola appare l’immagine positiva della foto.

Le immagini non sono mai ritoccate, il risultato finale e’ determinato solamente dalla tecnica usata.

Con questa tecnica si soddisfa il desiderio di utilizzare mezzi creativi svincolati dallo standard delle stampe di laboratorio.

Nella sua apparente semplicità, la stampa alla Gomma Bicromata richiede pazienza, dominio della tecnica, manualità e creatività

Togaci, la percezione del Futuro

 

Non tutti gli uomini sognano allo stesso modo, coloro che sognano di notte nei ripostigli polverosi della loro mente, scoprono al risveglio la vanità di quelle immagini, ma quelli che sognano di giorno sono uomini pericolosi perché può darsi che recitino i loro sogni ad occhi aperti per attuarli…

E’ la frase con cui Lawrence d’Arabia comincia il suo libro I Sette Pilastri della Saggezza in cui racconta la sua esperienza alla guida della rivolta hashemita contro i turchi. Frase che ho scritto su un foglietto sparso sulla scrivania del mio ufficio e che rileggo nei momenti di difficoltà e di sconforto.

Frase che può essere tranquillamente applicata alla cara Togaci. Ricordo ancora il primo contatto che ebbi con lei. Con un mio amico fotografo, ero andato a una mostra contro la privatizzazione dell’acqua. Mostra che, per dirla alla romana, era ‘na pipinara.

Troppe opere e troppo differenti come stili. In quella confusione, poco mi colpì. Mi sembra, ma la mia memoria comincia a fare cilecca, un quadro di Germana Ponti e un’opera di Togaci. Fu il nostro primo contatto.

Mi pare facemmo amicizia su Facebook, ma non ci metterei la mano sul fuoco, poi persi le sue tracce sino ai giorni concitati de Il Viandante e la sua Ombra

Togaci mi stette vicina e mi supportò in quei momenti difficili. Così è nata la nostra amicizia… Ora, visto che ci conosciamo da più di un anno, senza paura di essere smentito, posso dire una cosa. Togaci, per quel circo Barnum che l’Arte contemporanea italiana, pieno di nani, puttane, ballerini, arrivisti senza scrupoli, scopiazzatori privi di idee e presunti geni, è pericolosa.

Non perché fustighi o bastoni il prossimo: anche se a volte è un poco brontolona e scostante, è difficile trovare una persona più dolce e tranquilla di lei.

Togaci è pericolosa perché sostiene l’Arte come valore universale ed assoluto. Non esiste la Pittura, la Scultura, la Musica o l’Arte Digitale. Queste sono tessere di un mosaico più ampio che rispecchia la complessità dell’anima umana.

Così, in un mondo illuso che la settorializzazione sia un punto di forza, nelle mostre che cura i diversi linguaggi e media non si contrappongono isolati, ma si fondono e si contaminano, generando un’armonia più ampia e profonda.

Togaci è pericolosa perché, in questo mondo drogato dal postmoderno che ritiene che tutto sia stato inventato e scoperto e che l’arte debba ridursi a innocua decorazione, per non spaventare abulici borghesi, zombi di sentimento e intelletto, crede nella forza dirompente e feroce dell’avanguardia.

E questa certezza incrollabile la rende una visionaria, simile alle Sibille che Michelangelo rappresenta sulla volta della Sistina. Visionaria, perché, con largo anticipo, riesce a prevedere le tendenze del Contemporaneo e scoprire in un esordiente le potenzialità per essere un grande artista.

In un’Italia di pavidi e pigri, ciò la porta a rischiare: a volte ottenendo un pugno di sabbia, a volte tanta ingratitudine, ma spesso tanti ottimi risultati.

Il Circo Barnum ha paura dei visionari, perché con le loro azioni e le loro parole, gli ricorda continuamente quello che non è e quello che dovrebbe essere. Per tale motivo, tende a emarginarli. Ma a Togaci poco importa.

Lei guarda oltre l’Orizzonte, certa che il Tempo le darà ragione. Come Aureliano Buendia è capace di partecipare a trentadue rivoluzioni, perderle tutte e cominciarne una trentatreesima. Con la sua determinazione, troverà sempre uno spazio o una nuova occasione per portare avanti il suo viaggio, scuotendo la polvere dai suoi calzari.

Schwarze Traum

Svegliarsi.

Accade un giorno che l’arte con i suoi infiniti strumenti sembrerebbe non bastare più, per andare avanti ci si accorge che l’unica via è quella di tornare indietro per poi voltarsi nuovamente e abbandonare tutto, e magari provare a fare qualcosa di vero e pensare di poter provare più piacere nel vomitare sulla tela piuttosto che dipingerla…

In sogno nero, Katia Stefani in arte Madame Decadent, si libera del superfluo, riparte da se stessa, affida unicamente al proprio corpo la conoscenza dello spazio oscuro, illimitato alla ricerca di tutti gli invisibili aliti di vento che come lame sfigurano il corpo e l’esistenza.

….Vano è il tentativo di poterli afferrare con le mani, di fermarli con il corpo, di scacciarli senza lasciare tracce, senza sanguinare, senza provare più dolore…

Questa è la prova di una sfida personale… l’artista e la sua arte; colore nero che trasuda dal corpo alla tela…

…Catarsi.

testo di Noemi Longo e Togaci

Loverismo

L’Hula Hoop club è un locale di Roma, zona Pigneto, che svolge il ruolo di cuore pulsante dell’avanguardia artistica italiana.

Ogni settimana, tra le sue pareti espongono i pittori e i digital artist più innovativi che mi sia capitato di vedere. Vi sono reading letterari e performance di grande impatto emotivo e visivo.

E il 18 Maggio, sarà il palcoscenico della prima mostra del movimento Loverista.

Cos’è il Loverismo ? Ho difficoltà a definirlo un’avanguardia, perchè questa è caratterizzata da un programma e una visione estetica comune che funge da filo conduttore per tutti gli artisti che vi si riconoscono.

Con il Loverismo, non è così: Francesca Gerlanda Di Francia, Silvia Faieta, Alessio Fralleone, Madame Decadent, Paolo Pilotti, Natascia Raffio e Togaci hanno dei linguaggi e dei modi di rappresentare il Reale molto diversi tra loro.

Se dovessi usare una definizione, sarebbe quella di confraternita, come i Nazareni o i Preraffaelliti. Ciò che li accomuna non è un’ideale astratto di bellezza, ma una visione etica.

La necessità comune di rivendicare il valore comunicativo dell’Arte, concentrando l’interesse sul processo di creazione e in seguito di condivisione, rompendo il circolo vizioso che rende il quadro una merce e la barriera che separa l’Uomo Comune dalla Pittura.

Così il creare diviene una missione e un impegno continuo, un donare se stessi al prossimo. Un contaminarsi di anime, per farlo riflettere sul vivere e sul morire.

Ciò che nel mio piccolo, provo a realizzare con la scrittura