Impegno e faziosità

Relativamente all’annoso dibattito sul rapporto tra Fantascienza Italiana e Politica, do visibilità a un interessantissimo intervento del buon Giampietro Stocco che colgo l’occasione di ringraziare per tutti gli spunti di riflessione e i consigli di scrittura che mi ha dato (che poi io non sia capace di metterli in pratica, è un altro paio di maniche 😀 )

Caro Alessio, penso in realtà che questa ossessione politica stia venendo pian piano meno nel mondo italiano della sf. E meno male! La famosa dicotomia Curtoni-De Turris forzò il fantastico nostrano a una divisione di campo a mio avviso assolutamente deleteria per il genere, che si staccò sempre più dal modello anglosassone per lanciarsi verso derive sterili. E’ la mia opinione, certo. Ma in un paese in cui a parole o stai di qua o stai di là e nei fatti tutti stanno con chiunque apporti dei vantaggi, la traduzione letteraria non può che essere la mediocrità, che traspare anche nei flames e nelle polemiche su rete.

Capito questo, gli autori italiani più saggi – Dario Tonani, Francesco Verso, Francesco Troccoli, Caleb Battiago, Giovanni De Matteo sono solo le punte dell’iceberg – si sono messi a sfruttare la rete per fare non chìacchiere fini a se stesse, ma lobby, e ci stanno riuscendo: Conettivismo, steampunk, ecco le chiavi odierne per levarsi al di sopra della melée e loro usano i mezzi che hanno a disposizione per ottenere un risultato concreto. Non è il sol dell’avvenire, no, e nemmeno quello che sorgeva libero e giocondo sul Colle Oppio, ma qualcosa di più tangibile, da cui forse può nascere una scuola. E non è poco, altro che ridurre tutto alla dicotomia personale/politico di tanti anni fa. Se mai esisterà in Italia una sf impegnata, sarà così, e non seguirà certo il modello del manipolo, dell’oratorio, o del cineclub d’essai…

Sono d’accordo con Giampiero. Il problema della cultura italiana, non solo della fantascienza, è stato l’aver confuso l’impegno, il dover conoscere il mondo, per poi agire per cambiarlo, con il tifo fazioso, il gridare slogan in cambio di prebende.

La scrittura fantascientifica, però, per essere credibile e sensata, deve sollevarsi oltre il particolare e sapere guardare oltre l’orizzonte. Il problema è che in Italia siamo appesantiti da troppe zavorre, per riuscirlo a fare compiutamente

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