Il mito del Piano Schlieffen

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Se vi è una mito della Prima Guerra Mondiale, è il cosiddetto Piano Schlieffen, che avrebbe dovuto portare alla vittoria certa e veloce dell’esercito tedesco, prima su quello francese, poi su quello russo.

Di conseguenza, il Moltke Junior, il capo di stato maggiore tedesco, è spernacchiato da più di un secolo, per non averlo applicato.

A mio parere, invece il piano Schlieffen era una boiata pazzesca, frutto di elucubrazioni mentali di uno stratega da tavolino, tanto valido quanto le simulazioni che per divertimento faccio con i miei amici, che crollerebbero come un castello di carte al primo colpo di cannone.

Ma cosa prevedeva questo piano ?

Una rapida mobilitazione dell’esercito tedesco, che, senza tenere conto della neutralità di Olanda e Belgio, li avrebbe invasi all’improvviso e sfruttando l’effetto sorpresa, avrebbe dilagato attraverso di essi con la sua potente ala destra in direzione sud-ovest attraverso le Fiandre verso Parigi, colpendo la Francia in un settore completamente sguarnito.

Contemporaneamente l’esercito tedesco avrebbe mantenuto un atteggiamento difensivo con il centro e l’ala sinistra nei settori di confine tra Francia e Germania, in Lorena, nei Vosgi e nella Mosella; ciò allo scopo di attirare all’attacco l’esercito francese, il cui Piano XVII, il segreto di Pulcinella dell’epoca, prevedeva l’offensiva contro il secolare nemico tedesco.

Ciò avrebbe permesso ai tedeschi di intrappolare l’esercito nemico in un’immensa sacca: fissato al giorno M l’inizio delle ostilità, Schlieffen prevedeva i aver passato le Fiandre a M+22, ossia 22 giorni dopo, raggiunto la Somme a M+31 e considerava a M+ 42 di essere intorno a Parigi, con l’esercito francese in rotta, e sfruttando le proprie ferrovie, di trasportare le truppe sul fronte polacco, dato che i russi avrebbero potuto mobilitare le proprie truppe tra M+42 e M+56.

Tutto bello ed elegante, ma che presupponeva una serie di assiomi che alla prova dei fatti sarebbero crollati miseramente

1) Che la Francia, protetta dalle fortificazioni, avrebbe mobilitato con un ritardo di un paio di quattro giorni rispetto alla Francia non avendo così tempo di reagire alla manovra avvolgente. In realtà, grazie al generalissimo francese Joffre, le mobilitazioni corsero su binari paralleli e a M+35 Parigi potè schierare le sue truppe a difesa di Parigi

2) Che Parigi, dopo il trauma dell’assedio del 1871, sarebbe stata dichiarata dal governo città aperta: invece fu trasformata un una piazzaforte, armata sino ai denti. Questo la rese il fulcro logistico che permise la vittoria francese della Marna… Tra l’altro, anche se i tedeschi avessero vinto quella battaglia, si sarebbero scontrati con il problema dell’assedio alla capitale francese, che nessuno aveva previsto

3) Che Belgio e Olanda si sarebbero arresi senza combattere, cosa che difficilmente si sarebbe verificata. In particolare, l’invasione dell’Olanda, oltre che a preallertare belgi e francesi, avrebbe avuto l’effetto collaterale dell’apertura delle dighe, con il relativo rallentamento delle operazioni

4) Che i tempi di mobilitazioni russi fossere molto più lunghi di quelli avvenuti effettivamente: l’attacco alla Prussia tedesca e alla Galizia avvenne a M+10, invece che a M+52, e a priori non erano prevedibili i colpi di fortuna tedeschi a Tannenberg e ai Laghi Masuri

5) Che la Gran Bretagna, visto che il piano non prevedeva azioni marittime, sarebbe rimasta neutrale. Invece, con l’azione in Belgio, successe proprio il contrario: in caso di invasione dell’Olanda il contingente inglese si sarebbe mobilitato prima

6) Che l’Austria fosse stata in grado di resistere da sola alla Russia sino a M+52, in he non avvenne

7) Che l’Italia non solo combattesse al fianco della Germania, ma che a M+12 avesse schierato parte delle sue truppe in Alsazia e Lorena, per contrastare le offensiva del Piano XVII francese e M+ 21 avesse fatto la parte rimanente dell’esercito sulla foce del Rodano, in modo da lanciare un’offensiva che avrebbe chiuso in una sacca l’Armata francese dsposta sulle Alpi, il che fa venire profondi dubbi sulla sanità mentale di Schlieffen

9) Che le truppe tedesche mantenessero sempre la velocità di marcia di 32 Km al giorno, cosa che non si è verificata nella realtà storica e che sarebbe andata totalmente in tilt in caso di apertura delle dighe in Olanda

10) Che il treno logistico tedesco, basato ancora sui cavalli, fosse stato adeguato al compito. Nella realtà storica fallì miseramente: allungandosi con il piano Schlieffen le linee di rifornimento, il tutto sarebbe collassato senza rimedio.

Quindi, se nel 1914 il suo piano fosse stato applicato integralmente, avremmo forse avuto questo risultato: a fronte di una situazione analoga nel fronte orientale, in quello occidentale le truppe tedesche si sarebbero impantanate in Belgio, con francesi a spasso per la Renania, la principale regione industriale della Germania.

E senza il continuo rifornimento di armi e munizioni, probabilmente dopo un paio d’anni, le truppe del Kaiser si sarebber arrese

Per cui, bene ha fatto Moltke Junior a modificare il piano originare: l’unico appunto che si può fare è nella mancanza di coraggio nel cestinare le idee di Schlieffen, per cercare una soluzione alternativa

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4 thoughts on “Il mito del Piano Schlieffen

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