Ieri sera, all’Hula Hoop

Ieri sera mi sono emozionato. Perchè non sono abituato a parlare in pubblico o a mettermi in mostra. Perchè l’Hula Hoop è un locale che ogni volta mi sommerge di ricordi e di emozioni. Ed è bello avere accanto le persone che ti vogliono bene.

E’ stato bello ascoltare le diverse letture date al mio romanzo: dalla panoramica di Francesco Verso, all’analisi di Marco Ajello sul rapporto tra personaggi e io narrante che riproduce quella del romanzo ottocentesco.

Il sezionare l’anima dei personaggi, con le loro piccolezze e momenti di riscatto, capaci di sorprendere anche loro.

E le riflessioni di Simone Ghelli sulla coesistenza di linguaggi nella scrittura e sull’idea del grottesco, per creare degli antieroi, ognuno, a suo modo, sconfitto dalla vita.

Ho avuto i brividi, quando ho ascoltato la lettura dei brani…. E come se i personaggi incominciassero a vivere…

Un abbraccio a tutti… Vi ringrazio di cuore

Palazzo Poli

Palazzo Poli, dimora di Andrea Conti, uno dei palazzi più visti e meno noti di Roma. Visti, perchè su una delle sue facciate, vi è costruita Fontan di Trevi. Meno noti, perchè l’Istituto nazionale della Grafica è ben poco visitato e frequentato

Inizialmente, il palazzo era della famiglia Del Monte, poi fu acquisito dal Duca di Ceri che incarico Martino Longhi il Vecchio e Ottavio Mascherino di ammodernarlo e ampliarlo.

Passò successivamente ai Borromeo che lo rivendette a Lotario Conti che essendosi improvvisamente trovato il fratello Michelangelo eletto Papa con il nome di Innocenzo XIII dovette trovare in fretta e furia una dimora romana adatta al suo nuovo rango.

In più, per ingrandire ulteriormente la proprietà, comprò i palazzetti adiacenti dei Carpegna e quello Vitelleschi, sede dell’Arte della Lana.

Ad inizio Settecento, Stefano Conti realizzo la splendida biblioteca, affacciata sulla Fontana, in cui erano custoditi importanti testi sulla Storia dell’Arte.

Nel romanzo, se Torquato III preferisce il Palazzo alla Spina del Borgo, dove può dedicarsi con tranquillità ai suoi esperimenti, è proprio la biblioteca a trattenere Andrea, il protagonista, a Palazzo Poli, nonostante le lamentele sul rumore della fontana….

E nella realtà storica ? Il Palazzo passò agli Sforza Cesarini… E tra i tanti che abitarono poi le sue stanze, vi fu il Belli, marito di Maria Conti, e la principessa Wolkonskaja.

Proprio nel salotto della principessa avvenne l’incontro tra Belli e Gogol che divennero amici, accumunati dall’esplorare la complessità contraddittoria della natura umana

Il Pianeta del Nulla

Il Pianeta del Nulla è un libro pubblicato un paio d’anni fa, scritto dal critico Francesco Porzio e disegnato da Fulvio Martini.

Il risultato, un lavoro degno di Swift: se Crumb è convinto della perfettibilità dell’uomo e lo irrita il fatto che non riusciamo a sfruttare a pieno le nostre potenzialità, per Francesco e Fulvio il discorso è differente.

Per loro, non siamo che animali, forse peggiori di altri, perchè cerchiamo alibi e giustificazioni di ogni tipo a ciò è figlio della nostra stupidità e nel nostro istinto…

Leggere Il Pianeta del Nulla è un necessario bagno di umiltà: conoscere i propri limiti è conoscere se stessi.

Human Rights

Roberto Ronca è una tra le persone più entusiaste e sensibili che ho conosciuto nel variegato mondo dell’Arte.

Per lui, scoprire talenti e lanciare progetti, che spesso altri scopiazzano alla male e peggio, è una missione.

Per cui, mi sembra giusto, dare evidenza al suo “HUMAN RIGHTS?”,l’evento artistico internazionale che parla dei diritti umani e della loro violazione, che si tiene in due sessioni:Castello di Acaya da aprile a giugno e della Campana della Pace di Rovereto da settembre ad ottobre

Consiglio a tutti di visitare questa mostra, anche per riflettere sul fatto che Etica e Estetica non viaggiano su binari separati, ma dialogano tra loro, per costituire quella sublime armonia chiamata Uomo, specie in questi giorni, in cui le ambiguità del Potere si volgono dall’altra parte davanti ai massacri.

Presentazione Hula Hoop

In attesa della presentazione di questa sera all’Hula Hoop, in via De Magistris 91/93, zona Pigneto, dove spero di vedervi numerosi e di non essere preso a pomodorate,  pubblico una parte dell’introduzione al romanzo che proverò ad esporre

Il Canto Oscuro è un romanzo steampunk, ossia appartenente a quel filone della Fantascienza in cui si presuppone come, a causa delle realizzazione della macchina analitica di Babbage, la rivoluzione informatica sia avvenuta nell’Ottocento.
Ciò implica due cose:

  1. La proiezione delle problematiche contemporanee in un contesto straniante, in cui il Passato funge da specchio deformante del Presente;
  2. La rivisitazione dei miti positivisti dell’Ottocento, come a esempio la Rivoluzione Industriale o il fardello dell’Uomo Bianco di Kipling o nel caso specifico della narrativa americana, il West

Il Canto Oscuro è ambientato a Roma: il suo revisionismo è nel rinnegare tutta la retorica patriottarda e risorgimentale che ci ha inondato nell’ultimo anno e incentrarsi sulla realtà preunitaria dello Stato Pontificio, di cui sono mostrate tutte le contraddizioni.

Stato Pontificio che è proiezione del nostro Governo : ciò evidenzia la tesi scettica sulla capacità italiana di organizzare in maniera sensata ed efficace qualsiasi forma di governo.
Il romanzo è centrato sulle disavventure del principe Andrea Conti, per vincere la noia docente di Storia dell’Arte all’Università La Sapienza, che per la curiosità di una collega e per gli intrighi di un amico cardinale si trova suo malgrado a indagare sul suicidio di Alan Stuart, matematico e studioso dei computer meccanici, con molte similitudini con il nostro Turing.

Nelle sue indagini, più subite che compiute, Andrea Conti si confronterà con anarchici, servizi segreti deviati, giornalisti che vorrebbero essere grandi scrittori e inventori frustrati. Sarà preso a revolverate, per le manie pubblicitarie del padre sarà il primo aviatore dello Stato Pontificio e scoprirà la differenza tra lampadine e valvole termoioniche.
Per poi, in un duello all’alba, accettare con fatalità il suo destino….

Robert Crumb

Robert Crumb, il grande disegnatore americano, è considerato irrevente e ribelle. Ma cosa anima il suo sarcasmo nei confronti dell’Uomo e della società ? L’odio e il disprezzo per i suoi simili ?

Credo di no… Anzi, tutte le sue vignetta, nascono dall’amore per l’Uomo e per le sue potenzialità. Il vedere che noi le sprechiamo ogni giorno, correndo dietro a cose vane, il possesso, l’orgoglio e il potere, lo riempie di sana rabbia e ferocia.

La sua matita è un pungolo, per costringerci ad essere ciò che dovremmo e dare il giusto peso alle futilità che trasformiamo in catene

Art Festival Cerreto Laziale Parte IX

Il nostro viaggio nell’Art Festival di Cerreto Laziale è giunto al termine: dal 15 al 23 settembre esporranno

Giulia Spernazza
Valentino Albini
Momò Calascibetta
Alf e Nic Vaccari
Marco Verdiglione
Luca Esposito

Dal 24 al 28 settembre vi sarà pausa per la preparazione della collettiva di chiusura, mentre dal 29 settembre al 7 ottobre vi sarà la collettiva finale, per concludere questo splendido evento artistico