E’ il regno di Dio un bianco elefante…

segreto

E’ il regno di Dio un bianco elefante.. No, non sono impazzito o in preda a un delirio mistico. Non ho neppure fumato sostanze strane.

E’il titolo del breve racconto con cui ho partecipato all’antologia Il Segreto dell’Universo, pubblicato da Edizioni Scudo.

Un racconto in cui ho cercato di raccogliere alcuni temi, dal presunto gnosticismo del Vangelo di Tommaso alla nostalgia dell’amore perduto… E soprattutto, rispondere a una piccola domanda…

Come reagisce una persona se il suo migliore amico improvvisamente comincia a predicare sul Regno di Dio nelle piazze e a compire miracoli ?

SHEPARD FAIREY PRINT SHOW #3

137

 

SHEPARD FAIREY
Print Show #3

2 – 30 marzo 2013

a cura di Dario Morgante

Mondo Bizzarro Gallery rinnova l’appuntamento con l’artista americano Shepard Fairey, uno dei massimi esponenti mondiali della street e della poster art.

Shepard Fairey è diventato universalmente noto per aver realizzato il primo manifesto elettorale di Obama, ma la sua carriera affonda le radici nella cultura skate della fine degli anni Ottanta, e nell’abitudine delle band punk hardcore di realizzare sticker per pubblicizzare i loro nomi, spesso più creativi della musica stessa.

Da quegli esordi Shepard Fairey ha costruito una carriera di tutto rispetto, unendo il suo nome e la sua arte a band come i Public Enemy o i Metallica, e alle istanze della sinistra americana, fino a «Hope», «Progress» e «Vote», le tre parole d’ordine delle elezioni presidenziali del 2008.

La mostra che si inaugura il 2 marzo presso la Mondo Bizzarro Gallery propone una selezione di rare Hpm (serigrafie stampate a mano su carta di collage) mai esposte in precedenza in Italia accanto a soggetti famosi e a opere più recenti come la celebre “The Protester” realizzata a sostegno di Occupy Wall Street.

Inaugurazione: sabato 2 marzo 2013, ore 18.30
Periodo: 2 – 30 marzo 2013
Orari: dal martedì al sabato 15.00 – 20.00
Chiuso domenica e lunedì
Sede: Mondo Bizzarro Gallery, via Sicilia 251
Tel. 06-44247451 info@mondobizzarrogallery.com
http://www.about.me/mondobizzarrogallery
http://www.mondobizzarrogallery.com

Turing Test

Qualche annetto fa, curai una mostra a Milano, intitolata Turing Test per la defunta galleria New Ars Italica, in cui si affrontava il tema dell’Intelligenza artificiale.

Nonostante l’ingratitudine di qualche artista, che ha applicato la damnatio memorie sul mio lavoro, nonostante abbia continuato a usare a destra e manca il testo del mio catalogo, posso dire di esserne stato molto soddisfatto.

Qualche giorno fa mi è tornato sotto gli occhi un video del buon Ignazio Fresu, in cui si presentava Oracolo, una sua opera, bella e suggestiva, presentata in quell’occasione.

Mi è venuta un poco di nostalgia… E soprattutto debbo ringrazia Ignazio perchè mi ha permesso di recuperare il testo della presentazione di quella mostra che pensavo definitivamente perduto… Eccolo qui…

Dalla sua nascita, The New Ars Italica ha sempre avuto l’ambizione di essere qualcosa in più di una semplice galleria d’arte: una factory creativa e di incubatrice di idee, capace di dar voce alle idee forti ed eretiche della cultura italiana.

Voci differenti, contrastanti, ma accomunate dallo sforzo eroico di andar oltre la crisi del Postmoderno. La politica culturale di The New Ars Italica è porre gli artisti dinanzi a temi culturali forti, dando possibilità di riflettere e portare avanti senza condizionamenti la loro ricerca.

In questo continuum si pone la mostra Turing Test, realizzata in collaborazione con la società Your Voice.

Collaborazione fondata sul fatto che entrambe le aziende, nel loro ambito specifico, sono focalizzate sulla ricerca, sul coraggio e sull’innovazione, cose purtroppo rare in un’Italia sempre più apatica e ripiegata in se stessa.

Turing Test è specchio immediato di tale collaborazione, essendo una mostra basata sul concetto che Scienza ed Arte, pur avendo in comune il soggetto e l’oggetto della propria ricerca, sono riflessioni dell’Essere su se stesso, son di fatto mutuamente irriducibili l’una all’altra come linguaggio e paradigmi.

Questa alterità non genera mutismo, perché vi è una cosa che le accomuna: l’Io, permette la loro contaminazione negli ambiti della Teknè, gli strumenti che l’Uomo utilizza per dar forma e senso al mondo, sia la Prassi, l’azione.

Proprio questo è l’ambito della Mostra: il confronto tra ricerche estetiche, tra le più disparate, e la tecnica, i prototipi di Robot generati dall’Industria e dalla Ricerca, generando metafore ed assonanze.

Perché il Robot, l’Intelligenza Artificiali, non sono che immagini che noi costruiamo dell’Altro, specchi delle nostre paure e sogni

P.S. anche se all’epoca non avrei mai pensato di diventare scrittore di fantascienza, ne subivo già il fascino 😀

(In)coerenza

Un aforisma, variamente attribuito, dice

Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione

Parole sante, perché rimettersi in discussione in una realtà in continuo mutamento è sintomi d’intelligenza e ammettere i propri errori di coraggio.

Il problema è quando il cambiamento d’opinione, non nasce dalla riflessione, ma dall’opportunismo.

Purtroppo nella politica italiana è tradizione che l’attaccamento alla poltrona sia molto più importante di qualsiasi ideale.

Un esempio concreto è la metamorfosi del buon Vendola, nei confronti del Movimento 5 Stelle, evidenziata dalla mia amica Giorgia, dotata di ottima memoria

Nichi Vendola, 18 febbraio 2013:

« Grillo è uno che può dire tutto il male delle banche e contemporaneamente difendere il segreto bancario; è uno che parla di disagio sociale e chiede l’abolizione dei sindacato. Il suo è un linguaggio omofobo, sessista e razzista come quello che abbiamo sentito fino a qualche anno fa nei luoghi delle Istituzioni, è un vero populista”.

Nichi Vendola, 20 febbraio 2013:

« […] Vedo in lui lo stesso populismo che ha alimentato la marcia su Roma. Attenzione, anche Hitler sembrava un comico, poi è passato da una birreria alla cancelleria. »

Nichi Vendola, 26 febbraio 2013:

« Il M5S è il vero vincitore delle elezioni. Si tratta di un movimento giovanile, civico, molto impegnato alle questioni ambientali. Dobbiamo costruire una piattaforma politica all’altezza della domanda di cambiamento, non basteranno alleanze posticce.
Beppe Grillo e’ un interlocutore necessario, su ogni tema ci può essere una discussione feconda. I nostri caroselli elettorali dovranno finire. Abbiamo il dovere di fare una proposta in faccia alla realtà. »

Bersani ha seguito un’evoluzione analoga... Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere

Anche perchè non ce li vedo, lui e Vendola, a permettere un referendum sull’euro o a privatizzare la Rai, a detassare la piccola e media impresa o ad abolire l’IMU

Nuovo Libro – Il segreto dell’Universo

segreto

 

Ieri è uscita l’antologia Il Segreto dell’Universo dell’Edizioni Scudo, a cui partecipo con un racconto. Per dirla tutta, sono onoratissimo di essere al fianco a grandi autori della fantascienza italiana.

Antologia in cui si affrontano le eterne domande sul senso della vita… Forse però è meglio se lascio la parola agli editori

Abbiamo chiesto a gli autori di questa antologia di arrivare all’estremo limite, a quello che forse è il tabù più inconfessato della nostra epoca. Stiamo parlando di sesso? Di qualche assurda perversione? 

No. Parliamo semplicemente delle convinzioni che ognuno ha sul perché dell’universo, della vita e tutto quanto (e se qualcuno sta già pensando che la risposta sia 42 lo mandiamo immediatamente a bere un caffè al ristorante al termine dell’universo!).
Ma qual è questa volta il gioco che si è giocato tra editore ed autori?
Questa volta il patto, la vera sfida, sta nella sincerità.
Non abbiamo chiesto di scrivere un racconto con una bella trovata, un buffo paradosso tanto per incantare i lettori con la propria bravura.

Come la più indisponente delle maestrine di scuola abbiamo chiesto di scrivere un racconto dal quale il lettore possa desumere realmente quale, per gli autori, possa essere la ragione per cui siamo qui, perché esiste il cosmo, la Terra, la specie umana e tutte le creature viventi.

Se ci sia un Creatore con la barba bianca o se l’universo sia solo uno spreco di particelle energetiche evacuate per caso da chissà quale altrove, altrettanto inutile dell’aldiquà; bene, ciò che gli autori presenti in questa antologia pensano sia la verità del mondo essi lo hanno dichiarato, ovviamente sotto forma di racconto. E non era un invito da poco, perché non c’è un luogo letterario dove si potrebbe andare per spingersi tanto lontano, tanto in alto e tanto vicino all’origine dell’universo che ci circonda. E questo, forse, è il vero e ultimo senso dell’arte: portarci tanto in alto, dentro noi stessi, da restare per alcuni minuti semisvenuti dopo l’atterraggio. E molti sono coloro che se la sono sentita di avventurarsi nel segreto stesso dell’esistenza, ascoltando e cercando di riportare i bisbiglii che hanno udito.

Primi tra tutti, e tra i pari, siamo orgogliosi di dire che questa nostra sfida aveva caratteristiche tali da attirare due delle firme più prestigiose della fantascienza italiana Renato Pestriniero e Vittorio Catani, che ringraziamo di cuore. Ma non da meno sono gli altri autori: Alessandro Testa, Alessio Brugnoli, Alessandro Oliviero, Paolo Secondini, Paolo Durando, Sergio Palumbo, Matteo Mantoani, Flavio Firmo, Giuseppe Faustino, Roberto Guarnieri, Massimiliano di Loreto, Marta Mautino, Paolo Ninzatti, Andrea Obinu, Luca Cerretti, Daria Dolenz, Cosimo Vitiello, Luca Ventura, Angelo Frascella, Andrea Viscusi, Dario Moroni.

Copertina di Luca Oleastri, illustrazioni interne di Giorgio Sangiorgi, 252 pagine, dimensione 15.2 x 22.9 cm – rilegatura termica

Per acquistarla è possibile andare sul sito dell’Edizioni Scudo

 
Il volume illustrato e di 252 pagine in formato 15.2 x 22.9 cm, stampato in print-on-demand (una copia acquistata, una copia stampata e spedita) è direttamente acquistabile da chiunque on-line utilizzando direttamente le maggiori carte di credito o tramite account di PayPal.

Zanna

A voi il testo del reading all’Hula Hoop, in occasione dell’inaugurazione della mostra Il Vuoto e l’Azione di Mauro Sgarbi, dedicata al grande Andrea Pazienza

Vomito. Un giorno la mia testa rimarrà bloccata nel cesso.  Affogherò. Che cazzo di morte. Mi immagino la faccia di Roscio, se dovesse trovare il mio cadavere. Una grossa risata, per poi spostarmi a pedate. O pisciarmi addosso.

Barcollo sino alla camera da letto. Non vedo l’ora di sbracarmi, a quattro di bastoni.  Evito di guardarmi allo specchio. Non mi va di contare le occhiaie. Sobbalzo. Passi nel corridoio.

“Roscio, e smettila con i tuoi scherzi idioti”

Non risponde. Che coglione.  Prendo il cuscino, per sbatterglielo in testa.  Esco sul corridoio, gridando come un ossesso. Non c’è nessuno.

Un topo. O un ladro. Trattengo il respiro. In punta di piedi, mi trasferisco in cucina. Da qualche parte, dovrebbe esserci una padella in ferro. Nello scolapiatti, no, non c’è. Apro un paio di sportelli a caso. Eccola. Stringo forte il manico. Non è una spada, ma dovrebbe fare il suo dovere.

Nel salone è vuoto.  Ok, sto diventando paranoico. Mi butto sul divano. Dunque, un paio d’ore fa, credo, mi sono fumato due o tre dosi di salvia divinorum. Nel foglietto di istruzioni,  c’è scritto

La Salvia storicamente per gli sciamani Mazatec impersona una divinità femminile, individuata poi con l’arrivo dei Conquistadores nella Vergine Maria, da qui il nome Maria Pastora (entità femminile guida di un culto divenuto sincretico). Veniva utilizzata nei tempi più remoti come oracolo, ci si rivolgeva alla divinità per chiedere consiglio, per sapere dove ritrovare oggetti smarriti o rubati.

E poi bla, bla, bla

L’assunzione rende  possibile il distacco tra psiche-soma e l’esperienza del viaggio astrale

Stronzate. A me ha fatto venire soltanto un gran mal di testa e vomitare tutta le cena.  E pure un poco di tachicardia. Si dice così quando il cuore batte all’impazzata.

Mi alzo, altrimenti comincio a russare e domani mattina avrò tutti dolori al collo. L’Aulin è pure finito. Mi sa che prendo qualche fumetto dalla libreria. Mi concilia il sonno.  Vediamo un po’.

L’Uomo Ragno non mi ispira. Neppure Superman. Le pagine di Toppi mi fanno male agli occhi. Sturmtruppen, ecco che ci vuole. Mi faccio due risate e passa la paura. E questo che è ? Mo <Roscio che s’è comprato ?

Andrea Pazienza, perché Pippo sembra uno sballato

Come buttà i sordi. ‘N Eternauta no eh ? Troppa fatica, portarlo  a casa.  Se proprio doveva prendere qualcosa di Pazienza, poteva comprare una raccolta delle storie di Pentothal o di Zanardi.

Perché Pippo sembra uno sballato. Che domanda scema. Perché è uno sballato. Vorrei vedere chiunque, ad avere che fare la mattina e la sera con gatti, topi e paperi parlanti. Esci scemo. Altro che trip di LSD.  Finisci a scrivè  Valis, come Philip Dick.

Però se Pippo è uno sballato, allora che è Snoopy ? Cioè, se domani vado in ufficio con un casco d’aviatore della Prima Guerra Mondiale, mi metto seduto sulla scrivania, comincio a fare il rumore della mitragliatrice con la bocca e poi a gridare

Non mi avrai mai Barone Rosso

Come minimo chiamano la neuro e mi fanno internare. E buttano pure la chiave nel Tevere. Guardo l’orologio. S’è fatta ‘na certa.  Speriamo che smetta questo dolore alla bocca dello stomaco. Mai più cose sciamaniche, promesso. Prendo una mela dalla fruttiera. Pare che sia una mano santa, contro l’acidità. Almeno così diceva mia nonna, pace all’anima sua.  Poveraccia: se sta su una nuvoletta, tra l’angioletti e qualche santo, si starà vergognando di un nipote come me. Oppure no, mi voleva troppo bene.

Alla fine, mi prendo sto coso su Pippo.   Entro nel corridoio.  Mi pare più lungo. Il sonno fa brutti scherzi. Specchio, specchio delle mie brame. Quanto sono scemo.  Oddio, ma quello non sono io. Non è il mio volto. Non ho i capelli biondi, lunghi e lisci. Il mio viso è tondo, mica spigoloso.  E il mio naso è tutto, tranne che aguzzo.

E’ un incubo. Sto dormendo sul divano e sogno di andare in giro, come il tizio con la farfalla. Prima o poi Roscio mi scuoterà e sarà tutto finito.

“Zavaglio, hai visto Pietra e Colas ?  Soccia ieri che al clubbino han fatto una gran busseria.. Se passa la Madama, fa un gran ripulisti”

“Ehm ?”

“Buson, hai la cassa adosso ?”

Ho un sospetto sul senso delle sue parole

“Non ne posso più ! Che schifo di vita. Pure gli incubi me ‘nsultano”

“Oh cinno brisa strazzer i maron”

“Ma non rompe ”

Se è la salvia a fare effetto, mi aspettavo qualcosa di molto diverso. Non penso che gli sciamani litigassero con la propria immagine riflessa.

“Ciocapiatti, non ti permettere. Io sono Zanna”

“E io Charlie Brown”

Leggerò meno fumetti. Leggerò meno fumetti. Leggerò meno fumetti.  Se lo ripeto un numero sufficiente di volte, magari mi convinco a farlo.

“Io sono Morte, Frantumatore di mondi. Io sono il buco nero nascosto nel tuo animo.  Io sono l’Armaggedon”

“Io sono la Speranza”

Va bene, non seguirò più i consigli der Pinna.  Niente cose esotiche, dai nomi strani. Solo buon vecchio fumo. Almeno mi fa dormire tranquillo

“Io sono te. Il Vuoto che riempie ogni tua azione”

“Sei un fattone imbecille che sogna personaggi dei fumetti, invece che donnine ignude di facili costumi ? Da retta a me, sei proprio ridotto male…  C’è di meglio in giro !”

“Non hai torto. Ma sono il Male che è dentro di te. E tu sei mediocre anche nella cattiveria.”

“Sarò mediocre, ma non cattivo”

“ Il male compiuto verso gli altri è l’unico modo per fare del bene a sé stessi. E tu non fai neppure questo. Poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca”

“Non mi parlare di vomitare, te prego…  Io sono io. “

Cose da fare domani. Cercare uno psicanalista, ma uno di quelli bravi, per farmi spiegare il perché delle mie discussioni con i personaggi dei fumetti. Roscio però sta messo peggio. Sono anni che si sogna ogni notte Toro Seduto, che lo guarda accigliato. E manco gli piacciono i film western

Ogni volta Roscio prova a parlare a Toro Seduto e lui gli risponde in lakota. Ovviamente, Roscio non capisce un tubo. S’è pure messo a studiarla, la lingua degli Apache

“Io vengo come l’avaro Tempo per cogliere e accogliere nelle Mie ardenti fauci i deboli timorosi”

“No, tu sei debole”

“Non dire boiate”

“Io sono un mediocre, ma tra poco questo incubo finirà. Domani mattina, se vorrò, potrò cambiare la mia vita. Niente più canne, niente più alcool, un gesto carino a chi ti sta accanto. Niente più rancori o paure. Raccoglierò i frammenti della mia vita. Io sono libero. Tu sei prigioniero di una vignetta, condannato a essere sempre uguale. Io sono migliore di te”

“E se fossi anche tu un fumetto ?”

“Nahhhh… Nessuno mi leggerebbe”

“Pure tu hai ragione…”

Si accende una sigaretta

“Cambierò”

“Ho i miei dubbi…Devo andare a casa che c’ho un ciapino da fare”

Scompare dallo specchio, lasciandosi dietro una risata amara

Appello di Rudy Zoppi

zoppi

 

Do visibilità ad un appello del pittore Rudy Zoppi

…ecco, ho deciso di DONARE questa mia Natività dal titolo : Naxxxxtà un enorme cervello pulsante in continua evoluzione, che governa dal centro dell’ultramondo – delle misure di 400×200 cm del 2008 , ad un ente, comune (eviterei decisamente quello di Battipaglia per i noti problemi di censura avuti in passato con questo quadro), associazioni, musei, insomma ogni luogo che decida di valorizzarlo ed esporlo in modo dignitoso. Forza su, aiutatemi a sistemarlo definitivamente perchè è stanco di viaggiare ed io con lui!

Che un’opera del genere, tragica e surreale, abbia difficoltà a trovare casa, è una delle testimonianze della crisi culturale italiana…

Crisi che come dice bene il poeta Francesco Terzago, con cui ho avuto un’interessante discussione, nasce dall’anarchia del Potere, dal suo porsi fuori delle leggi, essere autoreferente e autosufficiente.

E per raggiungere questo scopo, il Potere deve ammutolire qualsiasi capacità e volontà di critica. A tal fine, ha dichiarato guerra alla Bellezza e alla Cultura.

Come risultato, non si valuta più l’Uomo per i suoi valori o per le sue capacità, ma per i suoi risultati economici… Come se, citando sempre Terzago

di per sé, il denaro sia latore di ogni assoluzione, come se l’accomulazione di capitale sia, già di per sé l’Opera dinnanzi a Dio

Gramsci si lamentava come in Italia non fosse avvenuta la Riforma protestante: ebbene questa si è realizzata negli ultimi trent’anni e noi abbiamo acquisito non le virtù, ma i difetti del Calvinismo, dal culto esasperato del denaro e dell’individualismo al rifiuto della bellezza come arma per mutare il mondo